cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

giornate della lettura milanesi – giorno uno, 20 marzo 2009

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il giorno uno delle giornate della lettura istituite dal benemerito assessore f.f. vede, tra le varie iniziative, l’apertura al pubblico della sala campanella della biblioteca di via senato, quella che ospita parte del fondo antico: raccolte di edizioni bodoniane, di libri dedicati alla bibliografia, di letteratura italiana, insomma un paradiso in terra. annette pozzo, la competente responsabile del fondo antico, tiene una breve introduzione al suo reame. purtroppo il pubblico è composto da appena una decina di persone e da una sola ragazzina, forse tredicenne, accompagnata da sua madre. mentre annette ci illustra le diverse tecniche di rilegatura e ci fa poco più che annusare un’edizione di erasmo da rotterdam censurata, con tanto di riga nera tirata sul nome dell’autore, la ragazzina si accoccola per terra, prende un libro da uno scaffale e si mette a leggere per conto suo.
la visita alla biblioteca prosegue nella sala di consultazione, al numero 14 di via senato (la sala campanella è al 12), dove un’appassionata responsabile dell’ufficio stampa ci parla delle attività della biblioteca, annunciandoci l’imminente acquisizione del fondo malaparte, e ci presenta il primo numero del mensile della biblioteca – pubblicato in occasione dell’ultima mostra del libro antico alla permanente –, contenente un inedito di d’annunzio, una ventina di lettere del vate all’editore angelo sommaruga. tra il selezionato pubblico c’è una signora che, ascoltate le lamentazioni dell’ufficio stampa a proposito della riduzione di fondi operata quest’anno causa crisi, prende la parola per affermare che, nell’economia generale delle cose, i fondi per i libri sono sistematicamente cacciati all’ultimo posto, anche nel bilancio della regione lombardia: è ornella foglieni, intrepida soprintendente ai beni librari, che si occupa della tutela e dell’archivio del deposito legale regionale, in sostanza la vestale dei libri lombardi. racconta che una parte del suo lavoro, per ciò che riguarda i rapporti con i privati come via senato, consiste nell’assicurasi che i libri siano messi a disposizione del pubblico, in particolare degli studiosi che hanno necessità di consultarli. è il mio idolo.
fine dell’incontro: faccio la strada di ritorno sul tram numero con un professore in pensione, anch’egli reduce dalla biblioteca, che parla come l’aristogitone di arboriana memoria e mi racconta di aver insegnato in una scuola tecnica di qualche paese della provincia qua intorno e che soleva dire ai suoi studenti: “ma cosa state a fare qui, a perdere tempo?” agent provocateur.

p.s. 1: non sono riuscita a vedere la mostra sull’editoria 1968-1977, ma conto di visitarla, meglio ancora, il 25 marzo, alle 19, quando ci sarà l’“happy hour nel ‘68”, tour guidato + aperitivo. siamo decisamente a milano.
p.s. 2: dalla tasca della giacca del signore che si vede di spalle sul tram (quello che ho preso all’andata) spuntava Il lamento di Portnoy di philip roth.

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