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milano chiama rimini / la città della moda

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basta che la temperatura salga di qualche grado e le strade di milano si riempiono di signore in abitucci molto ridotti (persino, ahimé, sul tram numero due) e signori in bermuda. milano, tuttavia, non è rimini – un luogo, si sa, dove uno si può concedere alcune libertà anche fuori dalla spiaggia. e non è neanche le isole bermuda, dove rispettabili gentiluomini si aggirano disinvoltamente in giacca formale e pantaloni corti, con un effetto, per il forestiero, straniante ma piuttosto decoroso (a proposito, nel 2009 cade il quattrocentesimo compleanno delle isole). nulla a che vedere con gli agghiaccianti portatori di bermuda in città, tra i quali un gran numero di nostri pop-concittadini.
epperò oggi, a compensarmi delle mie perplessità circa l’abbigliamento da spiaggia, sempre sul tram numero due ecco una ragazza vestita di diversi toni di grigio, con affusolati piedi calzati di scarpe maschili e calze lunghe di filo di scozia in tinta. porta un gilet e una camicia di taglio maschile, ma di raso. i capelli lunghi sono trattenuti su un lato da una semplice molletta e porta una catenina d’oro con un piccolo pendente. l’incantevole legge avidamente le ultime pagine del suo libro, che scopro essere, di Thierry Cohen, J’aurais préféré vivre – una storia, pare, di un uomo e del suo doppio, con uno spruzzo di suicidio. le mani che sfogliano le pagine sono lunghe, proporzionate ai piedi. tutto l’atteggiamento di questa ragazza è raccolto e concentrato, non bada a null’altro che a quello che sta leggendo. accanto a lei c’è il vecchio signore del post del 14 maggio, quello leggeva “la nazione” (allora esiste proprio) e che la legge anche oggi, inappuntabile nel suo total blue. accanto a me (fotografato con grande sprezzo del pericolo) un atletico signore con un completo celeste e un bel paio di bretelle blu elettrico, occhiali da sole sulla testa, gradevole naso a patata e una rosa blu tatuata sul braccio destro, legge un romanzone di Andrea Frediani, 300 guerrieri – La battaglia delle Termopili, di cui si dice nella seconda di copertina: “Trecento guerrieri racconta da un punto di vista assolutamente inedito la storia dell’epica battaglia, rivelando le passioni e gli intrighi, la cruda violenza e il coraggio che rifulsero nelle gesta di trecento eroi”. forse lo compro.

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