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parigi feuilleton 2

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Parigi feuilleton 2, 25 dicembre 2012

 Natale – Pesci alla finestra – Ghiri nella teiera – Municipi luccicanti – Un antico ristorante

Nell’hotel de l’Est vige una temperatura da nido: non solo i termosifoni sono bollenti oltre ogni dire, ma per qualche straordinario motivo sono ancora più bollenti di notte, quando ragionevolmente dovrebbero essere spenti perché uno dimora, nel sonno, sotto le coperte. E siccome a causa di questo spreco sontuoso è necessario di quando in quando aprire le finestre, che danno su una stradina cieca perpendicolare al boulevard, ai nostri occhi si offre lo spettacolo di un palazzo dirimpetto popolato quasi esclusivamente di silenziosissimi cinesi che alle loro finestre appendono di tutto, dagli indumenti alle piante agli amuleti a teorie di pesci colà collocati allo scopo di essiccarli.

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La mattina di Natale è assai rilassata; ci scambiamo regali con il sottofondo di un drama coreano passato dal canale Arirang. Terminate le procedure igieniche ed estetiche (ho usato con larghezza l’ombretto viola ricevuto per Natale: uscirò dall’hotel convinta di essere Liz Taylor, anche se le perle che porto agli orecchi sono targate H&M e non Bulgari, e anche se mio marito, oltre a non esistere, non si chiama Richard Burton), vista l’ora optiamo per un brunch natalizio nel Marais: scegliamo il carrolliano “Loir dans la théière”, un luogo talmente cosy da non ammettere solitari dotati di computer portatili.

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l&t_no pcAvrei preferito le mie scrambled eggs più cotte, ma il cibo è delizioso: petits pains au chocolat, cookies, succhi di frutta e verdura freschissimi, un eccellente café allongé. Rue des Rosiers, vicinissima, profuma di pane, di biscotti e di falafel. A pasticcerie e ristoranti kasher si alternano piccole librerie.

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La rue de Rivoli ci porta all’Hôtel de Ville: nella piazza davanti al Municipio la luce è declinata in decine di forme, è colorata o candida, fissa o intermittente, fa vibrare le architetture che tocca.

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Diversa è, più avanti, l’atmosfera attorno alla Tour Saint-Jacques, dimora del misterioso alchimista Nicolas Flamel (sì, quello citato anche in Harry Potter) immersa nella penombra.

Per quanto il giorno volga al termine è pur sempre Natale e la sera di Natale va festeggiata al Bouillon Chartier: un ristorante nato nel 1896 che ha sempre praticato la politica del prezzo moderato, monumento storico, al quale si accede, dopo un po’ di coda, attraverso una porta girevole. Maître di sala e camerieri, pur perennemente affacendatissimi, sono cordiali e pazienti. Il menù è Francia pura: choucroute alsaziana, cacciagione, lumache e un’indimenticabile coppa alla crema Chantilly. La nostra cena di Natale, vino e dessert compresi, ha un costo complessivo di 31 euro, calcolato a penna dal cameriere sulla mia tovaglietta di carta, sulla quale in precedenza aveva scritto l’elenco dei piatti. Appena entrata da Chartier mi ha colta un’inconfondibile nostalgia di Novecento, e insieme una perfetta felicità, quella che emana dall’agio del corpo coniugato all’agio della mente.

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[…] continua

2 thoughts on “parigi feuilleton 2

  1. il racconto mi sta appassionando. da tempo progetto una nuova visita a parigi, e stai fomentando bene, con questi post, tu. qualche foto di piatti francesi?

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