cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Piccolo è sempre bello? Gli indipendenti lo fanno meglio? Le avventure editoriali di “cose da libri”

Lascia un commento

Newberry_header_-_tiny_books

Allora: oggi ho scritto una bella mail a una serie di editori per i quali mi interesserebbe recensire. La rosa comprendeva grandi e piccoli, famosi e un po’ oscuri. Ebbene. Le risposte che ho ricevuto venivano da due case editrici, entrambe appartenenti a un vituperatissimo gruppo editoriale – per intenderci, quello su cui tutti spalano merda però poi vanno a pubblicare le loro inchieste campane proprio là –, che in teoria non avrebbero alcun bisogno di sollecitare recensioni da blogger, in virtù del loro formidabile apparato di marketing. Le suddette case editrici (una delle quali mi aveva cercato a dicembre per invitarmi, insieme con alcuni altri colleghi, a un incontro con un giovane scrittore famoso alla sua seconda prova, chiedendomi se un volume in formato pdf, per prepararmi all’incontro, potesse bastare) mi hanno sollecitamente inviato una serie di schede descrittive chiedendomi quali libri preferissi recensire per poi farsi dare il mio indirizzo di casa, al quale spedire i volumi. Un piccolissimo editore, scoprendo l’acqua calda, mi ha invitata a consultare, per conoscere le novità, il suo sito. Gli altri, quelli che poi costituiscono l’ODEI (Osservatorio dell’Editoria Indipendente) e rivendicano “l’indipendenza da partecipazioni societarie di aziende in posizione oligopolistica”, sostenendo pure che “gli indipendenti sanno osservare meglio”, forse sono così impegnati a osservare da non riuscire a vedere. O a trovare il tempo per rispondere alle sollecitazioni di chi si interessa al loro lavoro. Aggiungo una noticina a margine. Ho pubblicato quasi tre anni fa un volumetto con una piccola casa editrice, che mi deve poco meno di un migliaio di euro di diritti d’autore. Dopo tre anni e una serie di educate sollecitazioni ho comunicato al piccolo editore che il mio avvocato avrebbe cominciato a sollecitarlo al mio posto. Il piccolo editore mi ha fatto inviare la sera stessa dalla sua amministrazione la copia di un bonifico pari a un terzo della somma che mi doveva. Ora, è chiaro che non faccio affidamento su quei diritti d’autore per campare la famiglia. Anche questo piccolo editore battaglia e baccaglia di indipendenza, di cose rivoluzionarie, di fiere e mercatini liberi. Perché mi sento irresistibilmente attratta verso quella casa editrice tanto vituperata, di proprietà di un uomo tra i più vituperati nel nostro educato paese?

Addendum: ho scoperto che ODEI è anche il nome di una specie di crew di rapper, molto più divertente degli osservatori indipendenti: ODEI.ROMA.CLAN rulez!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...