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Generazione zero e Hollywood sul Tevere: la Fondazione Isec per il Giorno della memoria e il Giorno del ricordo

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Courtesy fondazioneisec.it

Ricevo da Giorgio Bigatti, docente all’Università Bocconi e membro della Fondazione Isec (Istituto per la storia dell’età contemporanea) di Sesto San Giovanni, la segnalazione di due iniziative legate al Giorno della memoria e a quello del ricordo. Riporto qui sotto il contenuto del comunicato stampa, ringraziando Giorgio per averlo fatto avere a “cose da libri”.

6 febbraio 2013 ore 17.30 | Villa Mylius

Il Giorno della memoria: Storia, vissuto e memoria fra guerra, deportazione e Resistenza

La Fondazione Isec e il Comune di Sesto San Giovanni promuovono, in occasione del Giorno della memoria, un incontro dal titolo “Storia, vissuto e memoria fra guerra, deportazione e Resistenza” per riflettere sull’uso delle fonti autobiografiche, a partire dal lavoro di Luigi Ganapini sui diari e le testimonianze conservate all’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano e dalle interviste a testimoni della “generazione zero” raccolte a Milano dagli studenti del Master in giornalismo a stampa e radio-televisivo dell’Università Cattolica di Milano.
Presentazione dei volumi:
– Luigi Ganapini, Voci dalla Guerra Civile. Italiani nel 1943-1945, Il Mulino 2012.
– A cura di Alessandro Rosina e Giuseppe A. Micheli, Giovani nel ‘43. La generazione zero dell’Italia del dopoguerra, Bruno Mondadori 2011

Ne discutono con gli autori Gustavo Corni (Università di Trento) e Giuseppe Valota (Aned Sesto San Giovanni).
Coordina Roberta Garruccio (Università di Milano).

L’incontro si inserisce nel programma di iniziative promosse dal Comune di Sesto San Giovanni per il Giorno della memoria.

10 e 11 febbraio 2013 | Mic-Cineteca Milano

Giorno del ricordo: Profughi a Cinecittà

Per celebrare il Giorno del ricordo, la Fondazione Isec, con il Museo interattivo del Cinema e il Comune di Sesto San Giovanni, presenta il film documentario Profughi a Cinecittà di Marco Bertozzi, che racconta la trasformazione subita da Cinecittà tra gli anni 1943 e 1950, attraverso l’occupazione nazista, la creazione di un campo profughi da parte degli alleati e, infine, la nascita della cosiddetta “Hollywood sul Tevere”.

Calendario proiezioni:
– Domenica 10 febbraio ore 18.30: Silvia Cassamagnaghi introduce il regista Marco Bertozzi
– Lunedì 11 febbraio ore 10.00 (riservata alle scuole, su prenotazione)
– Lunedì 11 febbraio ore 11.30 (riservata alle scuole, su prenotazione)

Prenotazioni (per le scuole, da effettuare entro il 7 febbraio 2013) Tel. 02. 87242114 in orari di ufficio. Le proiezioni saranno organizzate per minimo 40 partecipanti

Sede delle proiezioni Sala MIC (90 posti): MIC – Museo Interattivo del Cinema, Manifattura Tabacchi Viale Fulvio Testi, 121 – Milano

Scheda del film
Profughi a Cinecittà (+ 13 anni)
Regia: Marco Bertozzi
Sceneggiatura: Marco Bertozzi e Noa Steimatsky
Italia, 2012, 52’ b/n

Dopo essere stata campo di concentramento per novecento uomini rastrellati nel quartiere del Quadraro, il 16 ottobre 1943 Cinecittà viene depredata dai nazisti e sedici vagoni merci carichi di cineattrezzature lasciano Roma, otto con destinazione Germania e otto per la Repubblica di Salò. Nel gennaio del 1944 i teatri di posa vengono bombardati dagli alleati, in uno dei circa 50 bombardamenti che colpiscono Roma.
Il 6 giugno 1944 la “città del cinema” è requisita dall’Allied Control Commission per garantire l’alloggiamento delle migliaia di rifugiati creati dalla guerra. Un moderno complesso cinematografico, pur se profondamente ferito, viene convertito in campo profughi: da una parte i senzatetto italiani, dall’altra, rigidamente separato, un campo internazionale. Cinecittà fu infatti la destinazione per profughi dalle storie e dalle sofferenze assai diverse: tra le migliaia di sfollati c’erano i figli dei coloni italiani in Libia, gli esuli giuliano-dalmati, gli sfollati dai bombardamenti di Monte Cassino e di Roma, molti ebrei internati e rientrati dai campi di concentramento.
Profughi a Cinecittà osserva quei profughi in diretta, lasciando emergere la storia direttamente dai loro ricordi, vedendoli muovere nella Cinecittà di oggi, tra corridoi di studios e scenografie di reality assai lontane da quelle riciclate allora per garantirsi un minimo di protezione. Dissotterrando la memoria, si racconta una pagina pressoché sconosciuta della nostra storia e del nostro cinema.

http://www.fondazioneisec.it/

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