cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Dell’importanza di curare bene il proprio sito, soprattutto se sei Scuola Twain

4 commenti

Samuel Clemens In Tophat

Forse sono stata superficiale, anzi lo sono stata sicuramente. Perché quando ho appreso del progetto Scuola Twain – progetto di lettura e scrittura per ragazzi dagli 11 ai 19 anni – mi sono entusiasmata e ho subito pensato di proporre la cosa al liceo di mia figlia.

Nel desiderio di approfondire per bene, poi, sono andata a guardare il sito della scuola, sezione didattica.

Contenuti secondaria di I grado

Il presente capitolo contiene alcuni semplici suggerimenti relativamente i contenuti, i metodi e gli strumenti che il docente Twain potrà affrontare tra i banchi della scuola media.

Quindi, mi dico, lasciando perdere quel relativamente i, l’intrepido docente Twain affronta tutto: non solo i contenuti e i metodi, ma anche i suoi stessi strumenti, in una incessante battaglia con sé stesso.

1 – Presentazione del docente Twain. […] Si consiglia l’insegnante ospitante di preparare i ragazzi all’incontro, presentandolo prima [l’incontro o il docente?], di modo che gli alunni siano preparati anche con domande, curiosità, ecc.

È vero, la reiterazione può essere un efficace artifizio retorico rafforzativo, però questa mi appare come una semplice ripetizione, frutto di una revisione dei testi che non c’è stata.

2 – Lettura. Le storie più amate. Si possono proporre brevi testi da leggere insieme, anche quelli proposti nell’antologia in adozione. […]

 Le cose ripetute tornano a giovare.

 3 – Riflessione / discussione in classe sul valore delle storie e sul legame tra esse e la propria esperienza. Questo tipo approccio può costituire una buona base per aprirsi al dialogo e al confronto. Soprattutto è importante per il docente Twain per capire il target che ha davanti e su questo calibrare il percorso che offre.

Questo punto – lasciamo da parte la sintassi, rimettendoci al giudizio del professore di italiano, interlocutore del docente Twain – aggiunge una pennellata fondamentale al ritratto del docente Twain che va emergendo. Il d.T. non ha studenti, né interlocutori, né platea: egli si rivolge a un target.

5 – Individuare la storia che si desidera raccontare. […] Riassumere a sommi capi la direzione del racconto, tenendosi aperti all’inaspettato.

Vado riscontrando, in effetti, parecchio inaspettato.

11 – Esercitarsi nella riscrittura del proprio testo. […] Per non annoiare la riscrittura del proprio testo o di porzioni di esso può essere fatta a pc.

Per non annoiare chi?, mi domando. E poi mi dico massì, famola a pc, ’sta riscrittura.

Contenuti secondaria di II grado

I contenuti II grado sono sostanzialmente un copia e incolla dei precedenti, con qualche variazione.

TEORIA ed EDUCAZIONE LETTERARIA

Le parti teoriche sono spesso le più ostiche da far apprendere. In questo caso si consiglia di intervallare lezioni di carattere teorico con discussioni ed esercizi corali sul tema trattato.

Si consiglia a chi? È il docente Twain che interloquisce con il d.T.?

2 – Riflessione / discussione in classe sul valore delle storie e sul legame tra esse e la propria esperienza. […] Soprattutto è importante per il docente Twain per capire il target che ha davanti e su questo calibrare il percorso che offre, la via anedottica in questo caso potrà fungere da canale tra l’insegnante e lo studente.

Non ho nulla da aggiungere.

(sempre 2) – […] Quando si è cominciato a leggere e perché?

 Ma che domanda è?

4b – Livelli di testo e comprensione. Un testo può non avere un solo livello di comprensione.

Epperò questo un discreto docente di italiano lo sa, non c’è bisogno del d.T. per fare risplendere questa perla.

(sempre 4b) – […] Riconoscimento delle spie letterarie in un testo (es. i termini che rimandano alla ritualità cattolica nell’incipit di Lo strano caso del Dottor Jekill e del signor Hyde, etc).

 Jekill. Twain. No.

 LABORATORIO

12 – Le produzioni finali dei ragazzi possono essere raccolte in una bacheca, in un quaderno o in un blog. Altro suggerimento: durante il percorso si può tenere un diario di bordo – anche virtuale- nel quale raccogliere punti di vista di docenti e studenti. Un’altra idea utile è quella di costituire in classe una sorta di vero e proprio laboratorio editoriale in cui redigere un’antologia da proporre ad un editore vero e proprio. (Vedi il punto 12)

 Questo è il punto 12. E seriamente, come si può pensare di realizzare in un pacchetto di 10 ore (ché tante ne dura il modulo Twain) un’antologia da proporre a un editore vero e proprio?

Passiamo adesso a vedere cosa è Scuola Twain.

 Scuola Twain è un progetto di lettura e scrittura creativa, ma anche una concreta proposta di mentoring per giovani.

Il progetto sviluppa [non un meno perentorio “mira a sviluppare”?] in ogni studente le capacità e le abilità della lettura e della narrazione per ispirare i giovani di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, nella convinzione che oltre a offrire uno sviluppo e una crescita culturale, esse scatenino la fantasia e diano fiducia, insegnino il rispetto di sé e migliorino la capacità della comunicazione e delle relazioni interpersonali e sociali.

Tralasciamo il mentoring istantaneo, che è un po’ come il brodo di dado: è accettabile, ma vuoi mettere quello vero. Francamente non so come lettura e scrittura, attività eminentemente solipsistiche, possano migliorare le relazioni interpersonali e sociali. Né se debbano.

Veniamo agli interlocutori del docente Twain, la scuola e i suoi docenti di italiano.

 Detto che tale percorso culturale è utile a formare una consapevolezza narrativa e letteraria nei ragazzi, va aggiunto che esso riveste un valore altamente formativo anche per gli insegnanti ospitanti, i quali grazie a questo progetto hanno modo di aggiornarsi e approfondire temi tecniche e metodologie inerenti la propria disciplina che spesso esulano dalla loro rigida formazione istituzionale, favorendo così un importante arricchimento del loro bagaglio culturale e letterario, e svecchiando tra l’altro un canone letterario anacronistico e troppo spesso inadatto agli adolescenti dei giorni nostri.

In qualche modo si dà per scontato che né la scuola (e fin qui potremmo esserci) né in prima persona gli insegnanti provvedano ad arricchire il loro bagaglio culturale e letterario: la qual cosa non è vera in tutti i casi.

In più, l’uso dell’aggettivo “rigida” introduce, per l’appunto, una sensazione di rigidità che potrebbe irrigidire l’interlocutore, mentre l’uso dell’aggettivo “importante” sottintende che l’arricchimento eccetera sia stato ininfluente prima dell’arrivo di Scuola Twain. Penso che sarebbe opportuno riflettere sull’opportunità di ricalibrare il registro della parte in questione. Perché magari il professore di italiano si incazza.

Ma andiamo a vedere il progetto.

[…] Normalmente il corso è strutturato in modo tale da prevedere una suddivisione del monte ore incentrato su alcune delle seguenti unità didattiche, da svolgersi facoltativamente a discrezione del docente:

Chi è il mio scrittore-docente? (presentazione alla classe del docente Scuola Twain e delle sue opere). […]

Non so se la parte della presentazione delle opere del docente sia producente o contro.

 […]

L’esperienza estetica della lettura (il piacere di leggere).

 Fin qui ci siamo.

 L’esperienza etica della lettura (conoscere il mondo e quindi se stessi).

Non so se la lettura sia o debba essere un’esperienza etica. Quando leggo della lettura come esperienza etica sento un senso di costrizione, mi viene alla mente l’immagine di un essere untuoso che mi pone dei limiti e mi disturba mentre leggo in santa pace. Vade retro, gli direi.

Quali materiali in adozione
Il materiale e gli strumenti didattici in uso consistono in appunti, dispense, libri e altri materiali liberamente proposti dal docente, nonché quelli specifici e dedicati a tale scopo gentilmente offerti da Giulio Mozzi, scrittore, insegnante di scrittura creativa e docente di Scuola Twain.

Leggere che il materiale sarà fornito da Giulio Mozzi, del quale conosco la specchiata professionalità, mi rinfranca. Non conosco molti degli altri docenti elencati nel sito, ma il fatto che io non li conosca rivela solo la mia propria ignoranza.

Insomma. A leggere i contenuti del sito Twain, che rappresenta il luogo principe per reperire le informazioni sul progetto, il docente Twain non ne esce proprio trionfante, e con lui la scuola.

Rimane da chiedersi perché un gruppo di persone con un’idea potenzialmente bella e produttiva abbia scelto di investire poco o nulla nella cura dei propri testi-biglietto da visita. Non è che i testi del sito, dopo essere stati affidati al dottor Jek[y]ll, sono invece stati malignamente approntati da Mr. Hyde?

Se si considera che alcuni dei contenuti del sito sono riproposti in maniera pressoché identica nella brochure in formato pdf che qualunque professore di italiano eventualmente interessato può scaricare dal sito, la domanda è: perché mettersi da subito in una posizione attaccabile?

Scuola Twain annovera tra i propri membri qualche bel nome – il già citato Mozzi, l’apprezzabile Federica Sgaggio e, coordinatore per la Lombardia, Edoardo Brugnatelli di Mondadori; Scuola Twain potrebbe, credo, fare una riflessione sull’impatto che certe evitabili sciatterie possono produrre in chi legge e, pescando tra i suoi molti talenti, affidare a qualcuno di essi i testi del sito per un buon editing. E riconciliarsi con Mark.

4 thoughts on “Dell’importanza di curare bene il proprio sito, soprattutto se sei Scuola Twain

  1. “L’uomo è l’unico animale che arrossisce. O dovrebbe arrossire” (Following the Equator, 1897)

  2. Ho riso molto. Mi ritrovo praticamente nel 100% delle tue osservazioni. Questo maestro Twain mi è antipatico senza nemmeno conoscerlo. Magari è un percorso davvero interessante per una scolaresca, sicuramente (spero) non può far loro male (e si scoprì che dietro il maestro Twain si nascondeva un lobotomizzatore), però certamente potevano e dovevano fare attenzione ai testi, loro che poi si occuperanno di quello, insomma.
    Quelle che tu hai notato e commentato non sono piccolezze.

    • quello che trovo extra-ordinario è la totale mancanza di revisione, su quei testi là. possibile che nessuno se ne sia accorto, abbia verificato? è credibile un’organizzazione che si organizza così?

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