cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

è un buon momento per scrivere un romanzo (annuncio non valido per pornocuoche, giovani precari, ex terroristi)

8 commenti

reader200

courtesy ssdesign.com

Il problema della narrativa italiana è che starebbe benissimo senza coloro che dicono di occuparsi di narrativa

Le parole che Non ti ho scritto la narrativa italiana ha un enorme chance adesso, non gliene fotte più un cazzo a nessuno. è terra di rapina e stupro da parte di pornocuoche, giovani precari che se non fossero precari di che cazzo scriverebbero? ed ex terroristi riconvertiti allo yoga trekking. quale miglior momento per scrivere buoni romanzi, sapendo che il magma demente verrà inesorabilmente attratto da codesti e per noi resteranno solo pochi, decorosi, lettori?

non so chi sia l’anonimo scrivente, ma concordo con lui. concordate con me?

8 thoughts on “è un buon momento per scrivere un romanzo (annuncio non valido per pornocuoche, giovani precari, ex terroristi)

  1. Sono d’accordo.
    A chi, addetto ai lavori, mi dice: “Ora vanno i libri d’amore per signore, soft hard, malinconic love. Pensa, pure case editrici come Feltrinelli si son messe a pubblicare ‘sta roba” io rispondo: “Evviva!”.

    Questa scarsa pressione del mondo editoriale sul “buon romanzo di una volta” permette a quei buoni autori di vivere la scrittura con naturalezza, perché tanto su di loro non ci scommetterà grandi cifre nessuno, e magari stupire.

  2. Pensavo fosse colpa mia che non riuscivo a farmi piacere le novità degli ultimi tempi . . . 🙂
    Infatti vado in Biblioteca o frugo nei mie scatoloni e rileggo cose di una volta . . . 🙂

    Ciao, Fior

  3. Vero. Parlo da lettrice. In effetti dovrebbero esistere libri molto belli e libri molto brutti. Niente vie di mezzo, niente mediocrità. Mi capita però troppo spesso di incontrare la seconda tipologia. Si è persa la voglia di raccontare, ricoperta da quella di vendere.

  4. Conto su quegli scatoloni 🙂

  5. In pieno trip “letteratura fantastica”, dall’Aleph di Borges con tutte le sue torniture castizas, a De l’hospitalité di Derrida (più fantastico di Borges), passando per l’immaginoso Feux della Yourcenar, dopo una spanciata delle prime quattro raccolte di racconti (?) di Lydia Davis e Where you’ll find me di Ann Beattie – a seguire, che già si scalda i muscoli, l’Oscar Wao di Junot Diaz… ma cos’è tutto bailamme, si scrivono romanzi, in Italia?

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