cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

esercizi di traduzione_vocabulary

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Courtesy slouchingtowardsthatcham.wordpress.com

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Vocabulary è un tuffo nel dizionario di Jason Schneiderman, privo di metrica e rime. Ne tento una traduzione qui sotto; l’originale si trova qui. Come sempre, si auspicano suggerimenti, correzioni, tirate di orecchie.

Lessico

Un tempo mi piacevano le parole,

ma non mi piaceva cercarle nel dizionario.

Adesso amo entrambe le cose,

il sapere,

e il cercare,

l’assurdità

di scoprire che “boreal”

ha significato “northern” per tutto questo tempo

o che “estrus”

è una parola molto più adeguata

nelle situazioni in cui verosimilmente

avrei detto “in heat”.

Quando traducevo

il dizionario era il mio nemico,

il deposito di una conoscenza

che sembravo incapace

di conservare. La parola straniera

per “inflatable” semplicemente

non mi rimaneva in testa,

sebbene il termine inglese “deictic”,

dopo averlo incontrato un’unica volta,

mi fosse rimasto ficcato in mente per un anno.

Una volta persi “desiccated

per dieci anni, dopo averlo incontrato

in un inclemente ritratto

di Ronald Reagan; poi,

alla fine, ritornò a me

in un articolo sul formaggio.

Mi innamorai di mio marito

non quando mi disse

il significato della parola “apercus”

ma quando la cercai

e vidi che aveva ragione.

Esiste anche una parola

per quando si usa una parola

non per significare il suo significato,

ma come parola in sé stessa,

e vi direi qual è

se me la ricordassi.

Il mio amico legge il vocabolario

per la sua prospettiva sulla cultura,

e ride quando dico che

i libri di consultazione non sono veri

libri, ma database ante litteram.

La mia maestra di terza

diceva scherzando che se ci annoiavamo

potevamo copiare qualche pagina dal vocabolario,

ma quando lo facevo, anch’io per scherzo,

inorridiva invece che divertirsi.

La scoperta è sempre venata

di tristezza, il sapere

che hai vissuto

con la mancanza di qualcosa,

perciò cerchiamo di far sì che l’apprendimento

rientri nella sfera dei giovani,

che hanno meno tempo per rammaricarsi

di essere vissuti nell’ignoranza.

I miei studenti si perdono

nei vocabolari,

incapaci di figurarsi perché

“categorize” significhi

“collocare in categorie”

oppure perché la quinta definizione di “standard” è quella

che darà un senso alla frase in questione.

Mi meraviglio di come chiunque possa vivere senza conoscere

la parola “wonder”.

Un famoso autore

ha detto una volta in un’intervista

che terminava i suoi romanzi

con una parola dal significato oscuro

che era certo i suoi lettori

non conoscessero

perché gli piaceva l’idea

che andassero a cercarla.

Voleva che il lettore,

non appena chiuso il suo libro, ne aprisse

un altro, e che quel secondo libro

fosse un dizionario,

e per quanto avessi molto amato

quell’autore, dopo aver letto

quella storia

(questo forse vi sorprenderà)

lo amai di meno.

 

 

 

Vocabulary, © 2012 by Jason Schneiderman. Tradotto da Anna Albano e pubblicato su cose da libri con il consenso dell’autore

 

 

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