cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

utopia e pornoestetica

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marco philopat 2013-06-14 00.04.34

a destra, l’uomo-giraffa: marco philopat dell’agenzia x, protopunk italiano e fondatore, nel 1982, di uno dei primi centri sociali italiani, il virus di milano

e dunque stanotte si è svolto, alla libreria utopia di milano, il rave letterario “fuori orario”, organizzato in collaborazione con l’editore agenzia x. il programma prevedeva reading, musica dal vivo, disegno in diretta, cibo e bevande, il tutto dalle 17 del 13 giugno alle 5 del giorno seguente.

2013-06-14 00.03.16

ci sono stati un entusiasmante concerto di pelè con le sue musiche della ligera (gran finale con bella ciao: averla cantata accanto al libraio lucio morawetz non ha prezzo), letture di perfetti sconosciuti,

2013-06-14 00.04.02un piacevolissimo bivacco fuori dalla libreria,

fuori dalla libreria2013-06-14 00.05.07

folla2013-06-14 00.05.24un libraio stanco ma felice.

lucio inquietante2013-06-14 00.06.36

una posa inquietante del libraio lucio morawetz

benissimo ha fatto l’utopia a dare la stura alla libreria del futuro (in realtà del presente in altre librerie del mondo): multimediale, aggregante, fidelizzante. certo, estremamente impegnativa per i gestori del negozio. il giorno prima, ad esempio, presso la stessa utopia si era tenuta la presentazione del libro di irene chias, esercizi di sevizia e di seduzione: un libro che spicca di diverse spanne sulla letteratura ombelicale italiana contemporanea, di cui “cose da libri” aveva già parlato qui. una tradizionale presentazione con autore e relatori di fronte al pubblico seduto in platea (dico per inciso che i relatori si sono dilungati sull’aspetto sociologico e politico del testo, con lunghe e non sempre interessanti disquisizioni sul rapporto tra uomini e donne, sul femminicidio, sull’essere donna e uomo oggi e via annoiando: nessuno ha messo in rilievo che chias è capace di scrivere, che è un’autrice colta e originale, che il suo libro travalica gli stereotipi di genere per farsi lettura e letteratura). ebbene, i presenti erano pochissimi e la cosa si è tirata via senza infamia e senza lode.

il compito dei librai si è fatto assai arduo: devono fare i conti con l’anestesia dell’entusiasmo provocata da un’epoca in cui, vero o falso che sia, tutto appare scontato e possibile; con i social network, il cui effetto anticipatore degli eventi è paradossalmente antipropedeutico alla partecipazione, in cui “parteciperò” in risposta alla proposta talora appare al premitore di pulsante come azione già compiuta; con un’offerta libraria enorme e a volte difficile da selezionare; con quella sorta di feticismo che porta le persone in libreria per vedere certi autori e poco influisce sulle vendite dei libri proposti impilati alla cassa.

perciò sono benvenute le iniziative con un poco di potenza e generatrici di energia come quella di stanotte (sarebbe interessante sapere quanti libri si sono venduti a “fuori orario”); che hanno visto tra l’altro, non solo fuori orario ma fuori programma, la partecipazione dei rosario gallardo: coniugi con qualche propensione all’esibizionismo che si sono per l’appunto esibiti in coppia. la signora gallardo, al secolo maria tinka iniotakis, ha letto un non memorabile testo, una sorta di manifesto della pornoestetica – disciplina alla quale i gallardo si ispirano –, sollevandosi la veste e mostrando vagina e vulva a metà della lettura; il signor gallardo, al secolo nicola serra, ha letto anch’egli un non memorabile testo mentre la signora gallardo si masturbava tormentandosi il clitoride mediante inquietantissime unghie laccate di turchese. il fatto è che questa performance non è stata né divertente né eccitante. intanto i contenuti, a dir la verità poverelli, sono detti e straripetuti sul sito dei gallardos, nelle interviste, negli articoli di giornale, a riprova che alla fine le cose di sesso sono pure un po’ noiose, e soprattutto che davvero dopo sade il nulla.

dopo l’esibizione un signore piuttosto sconvolto ha chiesto a iniotakis cosa pensasse dell’amore, dove andasse a finire l’amore in tutta questa pornoestetica, ricevendo una risposta della quale ricordo solo che non era convincente.

gallardo

courtesy rosario gallardo

insomma, pornoestetica a parte, un enorme bravo a lucio morawetz e alla sua utopia: ché se l’utopia è un modello ideale, lucio è sulla buona strada.

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