cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Le persone colte e benestanti e le persone semplici e umili

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British_Museum.org

Courtesy britishmuseum.org

“La pubblicità è l’anima del commercio. E noi abbiamo bisogno di commerciare anche i prodotti culturali; ma parliamo di un commercio che non è solo a scopo di lucro, bensì libera circolazione delle idee, che permetta un’opportunità diffusa di crescita, di svago e di coesione sociale.

La produzione culturale contemporanea è imponente, il patrimonio antico riempie archivi, musei, spazi all’aperto; ma oltre al ‘contenuto’ è altrettanto necessario preoccuparsi del ‘contenitore’ che permette di raggiungere il pubblico. Un museo, uno spettacolo, un evento, senza pubblico non esistono, non si compiono. Anche il più bel quadro, senza la giusta illuminazione, rimane invisibile.

La cultura spesso rimane relegata alla conoscenza di pochi anche perché utilizza un’informazione di tipo pull, ovvero che va ricercata. Mentre invece la cultura, in quanto bene collettivo, dovrebbe un’informazione push, ovvero dovrebbe essa stessa proporsi e sottoporsi ai gusti e agli interessi del maggior numero di persone possibile. Tutti devono poter essere fruitori di prodotti culturali: i cittadini residenti e i turisti, i giovani e gli anziani, le persone colte e benestanti e le persone semplici e umili”.

Dalla prefazione a Fabio Severino (a cura di), Comunicare la cultura, Franco Angeli, Milano 2012

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