cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Di social network, di finanza e di autopubblicazione

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Courtesy milanopost.info

I social network finanziari sono “Strumenti che mirano a stravolgere gli antichi schemi relazionali e di business, creando un nuovo punto d’incontro totalmente innovativo, veloce e soprattutto imparziale, dove investitori, consulenti, banche e risparmiatori possono scambiarsi liberamente informazioni e opinioni su mercati, investimenti e prodotti finanziari”. È la definizione che si trova nell’e-book I social network finanziari – Opportunità, prospettive, modelli di business (e un po’ di ironia), di Greta Giusti, Fabio Maccaferri, Andrea Fassi, Paolo Brambilla. Quest’ultimo è l’ideatore della collana cui il libro appartiene, e-book Action News, nonché direttore responsabile dell’agenzia di stampa ActionNews. Facciamo parlare il sito dell’agenzia per conoscerlo meglio: “Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo bancario per molti anni in qualità di comproprietario della mitica testata Bollettino delle Estrazioni, fondata dal bisnonno Angelo Brambilla nel lontano 1876, unico riferimento attendibile sui principali dati della Borsa di Milano per oltre un secolo. Nel 1993 fonda il ‘Bollettino Internazionale Brambilla’ per seguire le borse europee e americane. Dal 2002 è direttore responsabile dell’agenzia di astampa ActionNews. Rotariano, è assistente del governatore del Distretto 2041 (distretto metropolitano di Milano)”.

Ovviamente incentrato e declinato sui particolari social network di cui parla il titolo, il libro dedica alcune parti anche a quelli generalisti, tracciandone una breve storia nel paragrafo 1.1 e una definizione nel paragrafo 1.2. A pagina 49 comincia una descrizione dell’evoluzione del web, fino al 3.0, dove si apprende il significato della locuzione cloud computing; se volete sapere cosa sia  un prosumer, invece, andate a pagina 56. Una buona sintesi della funzione dell’internet nelle nostre vite sta a pagina 57, nel paragrafo La cultura della comunicazione. Completano l’e-volumetto (76 pagine) una bibliografia e una sitografia.

Per quanto concerne l’argomento specifico, oltre al resto, nel libro si trova un elenco descrittivo dei social network finanziari esistenti e le indicazioni su come trarne personali benefici.

Leggete la prefazione di Paolo Brambilla: dove si parla anche dell’idea di amicizia secondo Cicerone. E in effetti aderire a un social network richiama in qualche modo il concetto di liberalitas come lo intendeva il nostro retore: la generosità di sé, delle proprie cose, del proprio spazio e del proprio tempo. Il risvolto indesiderato potrebbe essere una eccessiva generosità di sé: quella che spinge, ad esempio su Facebook, a rendere partecipi gli altri di qualunque insignificante avvenimento concernente sé stessi, i propri familiari, gli altri amici. Quando il sano sé diventa ego, ipergonfio, inutile, poco interessante, persino un po’ sfigato.

I social network finanziari si scarica gratuitamente qui; di seguito riporto la frase di tutela: “La riproduzione, distribuzione e comunicazione di parti della presente opera è consentita a tutti previa comunicazione a Actionnews – agenzia di stampa – e-book@actionnews.it e citando sempre e comunque in modo esplicito la fonte (www.actionnews.it). Non è consentito riprodurre, anche solo in parte, vista la gratuità della stessa, i contenuti della presente opera a fini commerciali o comunque a scopo di lucro. I contenuti della presente opera sono realizzati dagli autori con la collaborazione di Actionnews – agenzia di stampa – che ne sono gli unici titolari e responsabili.”

Cahier de doléances

In questa parte, che solitamente “cose da libri” riserva ai libri stampati, chi scrive deve rilevare qualche refuso e una generale necessità di revisione del testo – questo, sia chiaro, non toglie minimamente valore all’interesse del contenuto. Si solleva qui la grande questione “tecnica” relativa all’autopubblicazione e ai suoi rischi: si può immettere un testo in rete, a disposizione di tutti, saltando i tradizionali passaggi cui – auspicabilmente, poiché non è sempre così – esso viene sottoposto transitando per un editore? Si può fare a meno di un editor, quando si decide di pubblicare in autonomia? La risposta è sì in entrambi i casi, a patto di curare con scrupolo i propri contenuti, cosa che comprende anche la forma: è la responsabilità grande dei nuovi autori. Aggiungiamo tuttavia che un testo frutto della collaborazione professionale a diversi livelli di più attori raggiunge decisamente un altro risultato. Poi è ovvio che ci sono dei casi in cui è necessario risparmiare, pertanto la scelta è obbligata. Epperò la cura è un aspetto da curare, se minimamente si può.

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