cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Omnia vincit liber

3 commenti

Garbage-Bag

ALTRO DA FARE

 

Non ti solleverò

e men che meno

aggancerò al dito

l’asola formata dai due manici annodati

quando si decide che il putridume è al colmo,

e ti si chiude.

Né, di conseguenza,

ti porterò con me

nell’ascensore,

cercando di creare uno schermo d’aria

spesso

fra te e la mia costosa borsa di pelle.

Né mi recherò

portandoti tra meno dita possibili

al grigio gabbiotto di rete metallica

dove sostano per qualche ora

o giorno, lo ignoro,

in compagnia di detriti diversi

la carta

l’alluminio

la plastica

il vetro.

Te ne voglio spiegare la ragione;

voglio spiegarti la ragione

per la quale

supererò il disgusto benpensante

per un parquet coperto da tre sacchi,

e non è carta

(che è garanzia di pulizia, di liquami che non si spargono, non colano)

non è vetro

non è plastica

e non è alluminio.

È il residuo di grasso di pancetta

rappreso dal freddo,

la cima decapitata del pomodoro

nel punto in cui si spicca dal picciolo,

è raspatura di carote

nerastra,

è necrotica buccia di patata,

è insalata già pronta

in un sacchetto che non ho mai aperto,

è un mucchio di scontrini

eliminati

dalla mia costosa borsa di pelle

nel corso di un repulisti,

carta chimica

che non mi sembra compatibile

con il cartone del gelato Cucciolone

ma non so dove altro metterla

se non nella congerie grassa

della spazzatura generica.

Vedo il volto severo e buono del mio sindaco

apparire dal pastone indistinto

dell’umido, dell’unto, di scontrini.

Ma non ti sollevo, no,

ti lascio là.

C’è il rischio che le tue carni artificiali

si aprano,

che i gas delle fermentazioni

ti squarcino,

che liquami oleosi prendano a spargersi

per il parquet.

Ho deciso che correrò

questo cosiddetto rischio.

Non ti solleverò dall’asola

formata dai due manici,

a te non mi avvicinerò neanche,

ché ho da leggere.

3 thoughts on “Omnia vincit liber

  1. Santo diavolone, è bellissima

  2. nella mia intenzione doveva fare un po’ schifo 😉

  3. Ah! Ah! Ah! 😉
    Aspettavo con ansia di capire il perché, una poesia col sapore del “giallo” . . . 😉

    Ciao, Fior

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