cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

e.e.e._epiloghi editoriali esecrabili

15 commenti

imagesil mondo editoriale e paraeditoriale, salvo alcune luminose eccezioni, è pieno di contabili istruiti a dovere per 1. non pagare in tempo chi ha lavorato; 2. fornire il minor numero possibile di risposte a chi ha lavorato; 3. possibilmente non pagare mai.

accade così che la signora “cose da libri”, che è una che lavora assai, talora non venga pagata per lungo tempo. si è risolto, ultimamente, un caso macroscopico e increscioso: oltre tre anni di attesa per la riscossione di una modesta cifra dovutale come diritto d’autore.

risposta tipo 1 dell’editore di fronte a sollecitazione

“domani con l’amministrazione ci siamo ripromessi di affrontare la gestione di tutti i sospesi come i tuoi.
purtroppo le cose continuano ad essere impantanate e difficili da gestire e abbiamo pochissimi crediti da spendere.”

riflessione della signora c.d.l.: sei sicuro di saper fare il tuo lavoro?

risposta tipo 2 dell’editore di fronte a sollecitazione

“non so come sia andata alla fine con il tuo libro in specifico, se ci abbiamo guadagnato qualcosa, siamo andati in pareggio o ci abbiamo perso”.

risposta della signora c.d.l.

a me non interessa affatto come sia andato il libro: un editore si assume un rischio di impresa e fa quel che deve fare.”

conclusione della signora c.d.l. dopo la penosa risoluzione della vicenda

“Alla fine (mi auguro) di questa infelice vicenda desidero dirti che il vostro comportamento è stato vergognoso. Non posso credere che in tre anni non abbiate potuto mettere insieme meno di mille euro per pagare un vostro autore.

Trovo un atteggiamento del genere ancora più esecrabile in quanto messo in atto da una casa editrice amica, a parole, del progresso, della giustizia universale, delle culture alternative, della salvezza del pianeta e di tutta un’altra serie di istanze moraleggianti che non coincidono in nulla con il vostro atteggiamento etico.

Il vostro modo di fare vi rende complici di quell’atteggiamento diffuso e odioso che consiste nel non riconoscere il lavoro altrui e nel reggere le vostre strutture poggiando su collaborazioni malpagate o non pagate affatto, che nutre gran parte della galassia editoriale di questo paese.

Questo tipo di comportamento va stigmatizzato, e non solo quando lo mette in atto la Mondadori. Il fatto che tu sostenga il commercio equo e solidale, che tu commercializzi i quaderni fatta di cartaccia raccogliticcia non ti mette al riparo dall’essere un cialtrone come tanti, peggio ancora un cialtrone rivoluzionario e di sinistra.

Rappresenti davvero il peggio del Paese.”

vi è mai capitato di non essere pagati per il lavoro che avete svolto o per opere che avete pubblicato? come siete venuti a capo della questione?

15 thoughts on “e.e.e._epiloghi editoriali esecrabili

  1. Che squallore. Prima la trippa, poi la virtù – e purtroppo a sinistra siamo maestri nell’inventare motivazioni nobilissime per non aprire il portafogli e pagare.

    Però sempre pronti a recitare il trimetro giambico sindacale sulla distruzione dei ceti medi, sullo sfruttamento degli stagisti, sul liberismo genocida…

  2. E’ davvero una vergogna…
    Bella la nuova grafica del tuo blog!

  3. Confermo, è più leggibile. Bello!

  4. Sì, lo sfondo è grigetto e confermo che i testi si leggono molto meglio rispetto a prima.
    Io ti ho riconosciuta, sei la quinta da sinistra 😉

  5. non so perché compaiano quei due asterischi, quando quello che volevo ottenere era un corsivo per “galant”. comunque era in corsivo, quella parola lì.

  6. Certo che ti riconosco. Se tu nel 2064.

  7. Torno in argomento. Io ho pubblicato e non sono stato pagato per ben due volte (eh sì, sono pure recidivo). Nel primo caso, si trattava di un contratto verbale con un piccolo editore locale. Lui ha venduto tutta la tiratura (dalle 500 alle mille copie) e io non ho visto niente. Nel secondo caso, ho risolto il contratto di edizione ai sensi dell’art. 1454 c.c. (diffida ad adempiere). Perlomeno sono così rientrato in possesso dei diritti, altrimenti bloccati per dieci anni.
    In passato, mi hanno anche rubato un racconto pubblicato su un settimanale cartaceo e l’hanno pubblicato pari pari – e anonimo – nella quarta di copertina di un libro. Ma questa è un’altra triste storia.

    • possiamo dunque concludere che i cialtroni editoriali non mancano. so peraltro che a tua figlia giuditta andata meglio, no?

      Il giorno 13 gennaio 2014 14:51, cose da libri

      • Si vede che le nuove generazioni sono più fortunate… Scherzo, in realtà le hanno promesso di coinvolgerla in un progetto. E’ già qualcosa di positivo. E, indirettamente, un riconoscimento. Dubito però, se non ci fosse stato tutto quel cancan, che si sarebbe mosso qualcosa.

      • ecco perch la nostra prossima pubblicazione si intitoler “la necessit del can-can”.

        Il giorno 13 gennaio 2014 15:53, cose da libri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...