cose da libri

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Carl e Karl_coincidenze significative junghiane

7 commenti

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Courtesy telegraph.co.uk

È sempre bello accomodarsi a un tavolo della Feltrinelli di corso Buenos Aires, a Milano, chiedere un americano in tazza grande con acqua calda a parte, salutare con gioia la signora che te lo porta perché ormai vi conoscete da tempo e lei ti racconta del tempo in cui ha vissuto in quel luogo mitologico – la Cornovaglia, che nella mente vedi come il tuo luogo ideale di soggiorno, una enorme vetrata e il mare che mugghia al di là, ma tu sei al caldo e il fuoco scoppietta nel caminetto mentre tu scrivi e il tuo torbato non è ancora finito – e  mentre bevi afferrare indolentemente un paio di libri e praticare lo sfogliamento gratuito e casuale, una delle cose per cui ti piace la Feltrinelli. I libri presi da mrs. cose da libri erano Il libro rosso di Jung e Un Natale in giallo, volume miscellaneo di qualche anno fa pubblicato da Sellerio ma ancora buono per parecchi natali, con storie, tra le altre, di Marco Malvaldi e dell’ancora insufficientemente venerato Santo Piazzese.

IMG_1784Spigoli tra le prime pagine del libri di Jung:

p. 17

Giunge al luogo dell’anima chi distoglie il proprio desiderio dalle cose esteriori. Se non la trova, viene sopraffatto dall’orrore del vuoto. E, agitando più volte il suo flagello, l’angoscia lo spronerà a una ricerca disperata e a una cieca brama delle cose vacue di questo mondo. Diverrà folle per la sua insaziabile cupidigia e si allontanerà dalla sua anima, per non ritrovarla mai più. Correrà dietro a ogni cosa, se ne impadronirà, ma non ritroverà la sua anima, perché solo dentro di sé la potrebbe trovare. Essa si trovava certo nelle cose e negli uomini, tuttavia colui che è cieco coglie le cose e gli uomini, ma non la sua anima nelle cose e negli uomini.

p. 20

Devo accostarmi all’anima mia come uno stanco viandante, che nulla ha cercato nel mondo al di fuori di lei. Devo imparare che dietro a ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima. Perfino le persone più care non sono la meta e il fine della ricerca d’amore, ma simboli della nostra anima. […] L’erudizione da sola non è sufficiente; esiste un sapere del cuore, capace di offrire spiegazioni più profonde. Il sapere del cuore non si trova nei libri, né in bocca ai maestri, ma cresce da te, come il verde frumento dalla terra nera. L’erudizione fa parte dello spirito di questo tempo, ma questo spirito non comprende per nulla il sogno, perché l’anima si trova ovunque non si trovi il sapere erudito.

Ma come posso ottenere il sapere del cuore? Puoi raggiungerlo soltanto vivendo pienamente la tua vita. Tu vivi appieno la tua vita, se vivi anche quello che non hai ancora vissuto, ma che soltanto ad altri hai lasciato da vivere o da pensare. Dirai: “Non posso vivere o pensare tutto ciò che gli altri vivono o pensano”. Devi dire invece: “Dovrei vivere la vita che potrei ancora vivere e dovrei pensare tutti i pensieri che potrei ancora pensare”. Si direbbe che tu voglia fuggire da te stesso, per non vivere ciò che finora non hai vissuto. Ma non puoi fuggire da te stesso. Ciò che non hai vissuto resta con te in ogni istante e chiede soddisfazione. Se ti fai cieco e sordo di fronte a questa esigenza, sarai cieco e sordo verso te stesso. In tal modo non raggiungerai mai il sapere del cuore.

IMG_1798Per poi affrontare qualche pagina di giallo, e a pagina 102, forse nel racconto di Piazzese, ti si para di fronte, accompagnato dal ghigno satanico del correttore di bozze inesistente di Sellerio, un bel “Karl Gustav Jung”. Sellerio è una casa editrice meritoria, ma dal punto di vista dei refusi recidiva: si vedano qui e qui altre puntate del cahier de doléances di “cose da libri”.

E questa è stata la coincidenza junghiana che ha avuto luogo qualche giorno fa alla Feltrinelli (dico a te, Carl).

7 thoughts on “Carl e Karl_coincidenze significative junghiane

  1. Bel pezzo, non c’è che dire. E poi anch’io frequento la Feltrinelli di corso Buenos Aires, ma l’acqua calda no, ti prego.

  2. Chiudiamo lo spiacevole e sgradevole, a dir poco, argomento. Stima e simpatia immutata.

  3. E pensare che le coincidenze di jung non sono così per caso.
    Bello. Al solito.

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