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Truman, o caro

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Truman Capote nella sua casa di Sagaponack. Courtesy architecturaldigest.com

Chiacchierammo, davanti al fuoco, finché gli occhi mi si appesantirono. Parlammo di Jane Austen (“Ah, Jane. La mia tragedia è che ho letto tante volte i suoi libri da saperli a memoria.”), e di altri autori amati: Thoreau, Willa Cather, Dickens, Lewis Carroll, Agatha Christie, Raymond Chandler, Hawthorne, Cechov, De Maupassant… era una donna di mente acuta e versatile; l’intelligenza illuminava i suoi occhi castani come la piccola lampada che splendeva sul tavolo accanto a lei. Discorremmo dei rigidi inverni del Connecticut, di uomini politici, di posti lontani …, di religione (“Naturalmente ho avuto un’educazione cattolica, ma adesso, quasi mi rincresce dirlo, sono di larghe vedute. Troppe letture, forse.”).

Truman Capote, Un lume a una finestra, in Musica per camaleonti, traduzione di Maria Paola Dèttore, Garzanti, Milano 2004

2 thoughts on “Truman, o caro

  1. “Troppe letture.” Beato lui.

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