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Il libraio reticente e Diagon Alley a Milano

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“All’età di 15 anni entrò nella Compagnia di Gesù e frequentò i collegi di Monza e Genova. Nel 1755, dopo avere insegnato in alcune scuole di provincia, fu chiamato alla cattedra di Retorica nel collegio dei gesuiti di Brera, nella sede dell’attuale Accademia di Belle Arti. Qui si dedicò spontaneamente anche al riordino della biblioteca, la futura Biblioteca Nazionale Braidense.” Questo ci riferisce Wikipedia di Girolamo Tiraboschi, erudito bergamasco cui a Milano è intitolata una via nei pressi di piazzale Libia. E forse non è un caso che la bottega di Francesco Falascone si trovi nella via sopracitata, e precisamente al numero 4.

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L’ingresso dello studio Arcadia, in via Tiraboschi 4

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Particolare della vetrina

IMG_2611IMG_2613Libraio e rilegatore per passione, Falascone ha creato nella altrimenti larga e ariosa via milanese una bottega che sembra uscita da un libro di Harry Potter, un frammento di Diagon Alley con un negozio assai simile a quello di Ollivander, il venditore di bacchette magiche.

wikia.com

Il negozio di Ollivander a Diagon Alley

IMG_2639Lo studio Arcadia, così si chiama la bottega (ma non c’è insegna che lo dica), è una vera e propria biblioteca privata a piano strada, piena di volumi rilegati in pelle da Francesco stesso, con i risguardi fatti di carta prodotta sempre da lui, che è un bancario in pensione con il chiodo fisso dei libri e a rilegare ha imparato da solo.

IMG_2626IMG_2621IMG_2650Il negozio esiste da quando Falascone non lavora più: qui ha trasferito la maggior parte dei suoi libri e qui rilega quelli degli altri. Quando si entra da Arcadia la radio diffonde musica classica. Francesco è dietro la sua scrivania, intento al lavoro, ma riceve chi entra con grande cortesia. Alla sua destra c’è una parete piena di libri di Salgari, più di quattrocento copie di diverse edizioni: volumi che il nostro libraio non venderebbe mai. E d’altra parte in realtà Falascone non vende volentieri: egli tituba, latita, elude. In una parola, è reticente. Rappresenta, nel novero dei suoi colleghi, un formidabile paradosso: contento semplicemente di stare nel suo negozio, dove dimora ogni giorno dalle 8:30 alle 12:30 e poi dalle 14:30 alle 18, riceve volentieri gli amici e alcuni intellettuali che gli vogliono bene e abitano vicini a lui: ad esempio Giampiero Neri, fratello discreto di Giuseppe Pontiggia, di cui Falascone tiene i libri e l’ultimo volume critico a cura di Alessandro Rivali. E mentre Francesco mostra questi tesori a mrs. “cose da libri” entra una signora che chiede un biglietto con i riferimenti per la legatoria, vede il libro di Rivali su Neri e dice “Lo conosco benissimo, abita in piazzale Libia, vicino a me, è un poeta. Anch’io scrivo poesie”, e poi esce dalla porta con il suo biglietto in mano, seguita da un refolo gentile.

pascoli e hugo

Pascoli e Hugo (scusate la foto)

tre moschettieri

Dumas, I tre moschettieri (scusate ancora)

Chi scrive dall’Arcadia non voleva uscire più, persa tra l’opera di Pascoli e di Hugo, di Dumas (quanto Dumas, a Diagon Alley!), di Diderot, di Voltaire, di mille autori noti e meno noti, una distesa di cuoio e carta a tutta parete, su tutte le pareti. Falascone a chi scrive ha mostrato anche il laboratorio, minuscolo affollatissimo spazio su un soppalco dove produce le sue meraviglie. Terminando con il gentile omaggio di un foglio di carta da risguardi fatta da lui medesimo.

IMG_2643IMG_2647IMG_2641Andate al più presto, o lettori milanesi, al numero 4 di via Tiraboschi: non è detto che il proprietario dell’Arcadia vi venda un libro, ma l’esperienza vale l’eventuale frustrazione.

4 thoughts on “Il libraio reticente e Diagon Alley a Milano

  1. Il paradiso incrociato con la bottega dell’antiquario.

  2. Mad, dovresti vedere il posto, è una gioia!

  3. Come Alessandro qui sopra, anch’io ho pensato subito alla parola “paradiso” 🙂
    Meno male che esistono ancora posti come questi a Milano, forse qualcosa si può ancora salvare.
    Questo signore è un alchimista della legatoria, e la sua bottega è davvero meravigliosa, a giudicare dalle tue belle foto, soprattutto il laboratorio. E immagino già il profumo di libri antiche e di rilegature fatte a mano… Spero di riuscire a passarci prossimamente.
    Però un consiglio, non andateci di mercoledì. Il motivo si evince da questa tua foto 😉

  4. marco: sto morendo dal ridere 🙂 🙂 🙂

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