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Izis a Milano

2 commenti

Nadar, ritrattista sinora ineguagliato, mi ha insegnato perché il ritratto in cui il soggetto è in posa è più “vero” dell’istantanea: in un tempo di posa di due o tre secondi, il modello lascia sempre trasparire una parte della sua vita interiore, ed è questa vita che l’obiettivo deve registrare.

Dattiloscritto di Izis sulla fotografia, archivi Izis

izis

Izis

“Nel 1950 Izis conosce Colette e scopre il suo libro En pays connu, nel quale la scrittrice ricorda i luoghi a lei cari. Il fotografo decide allora di partire sulle sue tracce e di portarle le immagini dei paesaggi ai quali non ha più accesso da quando l’artrosi la tiene relegata nel suo appartamento del Palais-Royal. Il bosco di Rambouillet, il deserto di Retz, il parco zoologico di Clères gli si presentano prepotenti come nuove fonti di ispirazione. Rapito dalla bellezza fantastica delle architetture devastate del deserto di Retz, si dà a meditazioni malinconiche sulle rovine, modello allegorico del passare del tempo e dei disastri recenti della guerra e della sua storia familiare. Tra inni alla natura e riflessioni nostalgiche, le sue immagini degne di un fotografo animalista colgono qui coppie di cervidi che giocano ai freschi sposi davanti al suo obiettivo, là sguardi afflitti di belve in gabbia. Dal dialogo tra le parole di Colette e le immagini di Izis nasce, nel 1953, il libro Paradis terrestre, pubblicato dalla Guilde du livre.”

colette mentre scrive, a casa sua, 1951

Colette mentre scrive, nel suo appartamento, 1951. © Izis Bidermanas

È in corso allo spazio Oberdan di Milano, fino al 6 aprile 2014, la mostra “Izis Bidermanas – Il poeta della fotografia”.

Izraëlis Bidermanas, ebreo lituano nato a Marijampolė nel 1911, si rifugiò in Francia, ad Ambazac, per sfuggire alla persecuzione. “Agosto 1944, liberazione di Limoges. Izraëlis Bidermanas lascia Ambazac, dove si è rifugiato durante l’occupazione, e raggiunge le FFI [Forces françaises de l’intérieur: armata clandestina costituita durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, per combattere contro l’occupazione della Francia, n.d.t.] a Limoges. Relegato al centralino della caserma Beaupuy, assiste all’arrivo dei resistenti dopo mesi di clandestinità e, molto colpito, decide di farne il ritratto. Con i mezzi che aveva a disposizione – una macchina 9 x 12, della carta bianca incollata alla parete, una finestra come unica fonte di luce –, fotografa una settantina di partigiani così come gli sono apparsi, sguardi determinati o febbrili, mal rasati nelle loro ‘uniformi’ di fortuna. Rifiutando qualunque posa artistica, qualunque illuminazione sofisticata, qualunque ritocco, e privilegiando l’autenticità di una inquadratura ‘grezza’, il fotografo si libera delle convenzioni imparate durante gli anni di apprendistato e di artigianato in cui la prima regola era di piacere ai clienti. Esposte a partire da quell’anno a Limoges, queste testimonianze storiche sono oggi considerate opere d’arte. Questa serie ‘fondativa’ segna la nascita dell’Izis artista.” (dal testo in catalogo)

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Partigiani, anni quaranta. © Izis Bidermanas

Fotografo poeticamente eclettico, Izis scatta immagini urbane sognanti e affettuose ed è amico di artisti e scrittori.

dora maar, 1940

Dora Maar, 1940. © Izis Bidermanas

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Parigi, Quai de Seine, circa 1950. © Izis Bidermanas

prévert, 1949

Jacques Prévert, Parigi, 1949. © Izis Bidermanas

Il catalogo che accompagna la mostra ne ripercorre l’opera in duecento pagine. La traduzione dal francese di una parte dei testi, compresa la bellissima intervista al figlio Manuel, è della vostra Anna Albano.

Di andare a vedere la mostra vale davvero la pena, ça va sans dire.

Mostra

12 febbraio – 6 aprile 2014

Spazio Oberdan,

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

martedì e giovedì 10-22;

mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10-19.30;

lunedì chiuso

Catalogo

Manuel Bidermanas, Armelle Canitrot (a cura di), Izis – Il poeta della fotografia, Alinari/Flammarion, Firenze 2013

catalogo

2 thoughts on “Izis a Milano

  1. Non si sono ancora stato ma ho sentito e letto solo pareri molto positivi su questa mostra, complimenti per le traduzioni dal francese.

    Scusa il fuori tema, tutt’altro genere di fotografie, però credo che ti piaceranno:
    http://corpuslibris.tumblr.com/
    Io le ho trovate molto divertenti.

  2. ma questo corpus libris è favoloso, marco, graziegrazie!

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