cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Rifiuti speciali

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I supermercati aperti di domenica, si sa, sono assai comodi. Uno si organizza e, verso la fine della giornata, si reca con agio a fare la spesa. Magari, dato che scende, porta con sé anche un sacchetto di carta da riciclare da infilare nel bidone bianco. Già in cortile si respira un’aria più leggera, ché in fondo siamo ai primi di marzo e alla primavera mancano meno di tre settimane. Allora uno depone il carrello (indispensabile per fare la spesa a piedi), porta il sacchetto al bidone bianco e mentre dà un’occhiata ai boccioli rossi che ovunque occhieggiano sulla grande pianta nei pressi guarda distrattamente in basso, ed ecco in un piccolo, lindo cartone una pila ordinata di libri, tutti Guanda, tutti belli.

 Håkan Nesser, Una donna segnata

Håkan Nesser, La rete a maglie larghe

Marco Missiroli, Il senso dell’elefante

Tomás Eloy Martínez, Santa Evita

Blaise Cendrars, La mano mozza

Arto Paasilinna, Il bosco delle volpi

Bernard Mac Laverty, Donna al piano

Dashiell Hammett, Donna al buio

Andrea Bocconi, Viaggiare e non partire

Si è già detto, qui e qui, di quanto belli, bizzarri e ricchi siano il quartiere e il condominio di mrs. “cose da libri”; ma queste informazioni non sono sufficienti a comprendere chi, tra gli inquilini del palazzo, si disfi dei suoi libri con tanta grazia. E poi, perché tutti Guanda? C’è forse al piano di sopra un bibliomaniaco monoeditore? Chi, tra i lettori di “cose da libri”, ha un’ipotesi al riguardo?

14 thoughts on “Rifiuti speciali

  1. Difficile da comprendere chi, scatolone in mano, molla libri in cortile.
    Se ti disfi di un libro, ti liberi anche del momento in cui lo hai letto. Perché la lettura è legata al tatto, alla vista, all’odore, alle immagini.
    In quello scatolone non hanno riposto solo oggetti. Direi, piuttosto, vi hanno lasciato attimi.
    Unica ipotesi: non v’è stata alcuna lettura. Un regalo, forse. Fintamente ben gradito “cevto, fantastico, io sono un accanito lettove. Gvazie, davvevo! Mia moglie ne savà entusiasta” E poi, all’uscita di scena del caro donatore, quell’erre moscia, unitamente alla presenza di sua moglie (che lo guarda con occhio sbilenco e torvo) ci ripensa: “fuovi dalle palle questi cavoli di vaccogli polveve. Ma guavda che vegalo bizzavvo. Pvendo immantinente un cavtone. Con le malattie che ci sono in givo…”
    Eh, si. Che tristezza in un condominio ed un quartiere di bella gente che “cevto, i libvi pev me sono la vita. Figuvati. Ho tutta una collezione di guanda! Un editove così contvotendenza. Che segue stvade, osevei dire, tutte sue. Vevo cava?”.
    Infatti.
    Dalla libreria al cassonetto.

  2. Ma perché non ha scelto il bookcrossing? Almeno il gesto non sarebbe stato imperdonabile!

  3. grazie. speriamo che funzioni.

  4. Avrà sviluppato un’antipatia per le copertine di Guanda?

    Appena ci saranno i cestini destinati a contenere i libri ciascuno terrà i propri libri in casa: sia mai che fa un favore a qualcuno.

  5. Ogni volta che sento di gente apparentemente “normale” che butta via dei libri inorridisco… Molti lo fanno in occasione di traslochi, c’è gente che butta via intere biblioteche perché – sentito con le mie orecchie – “i libri dopo un po’ ingialliscono, diventano un ricettacolo di polvere e puzzano di vecchio”…

  6. Is that a gnome in the jar?

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