cose da libri

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Francis Barber, mai schiavo. Mrs. Johnson née Porter, il suo toyboy e la liberalità di pensiero di James Boswell

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JoshuaReynoldsParty

Un incontro letterario presso la casa di Sir Joshua Reynolds; molti dei partecipanti furono tra i fondatori di The Club. Da sinistra a destra: James Boswell, Samuel Johnson, Sir Joshua Reynolds, David Garrick, Edmund Burke, Pasquale Paoli, Charles Burney, Thomas Warton, Oliver Goldsmith

Ch’egli [il dottor Johnson] sospendesse i suoi lavori letterari per un certo periodo del 1752 non parrà strano quando si pensi che, subito dopo la conclusione del “Rambler” fu colpito da una perdita che lo riempì di profondissimo dolore. Il 17 marzo sua moglie morì. Non riesco a capire perché sir John Hawkins osi supporre, senz’alcun fondamento, che l’affetto di Johnson per lei fosse artificioso (intendendo con questo simulato o finto) e affermi che, se così non era, si trattava comunque d’una lezione che “aveva imparato a memoria”; a meno che ciò non derivi dalla mancanza in lui di sentimenti del genere. Concludere dal fatto ch’ella era molto più vecchia di Johnson o da qualsiasi altra circostanza, ch’egli non potesse veramente amarla, è cosa assurda; poiché l’amore non si fonda sul ragionamento ma sul sentire, e non esiston quindi principii fissi su cui giudicare in proposito. Ognuno ha i propri gusti e sentimenti particolari e reagisce alle qualità della persona che ammira con impressioni troppo minute e delicate perché si possano esprimere a parole […]

Che il suo amore per la moglie fosse ardentissimo e che, per un lungo periodo di cinquant’anni, non diminuisse col trascorrere del tempo, risulta in modo evidente da diversi brani delle sue Preghiere e meditazioni pubblicate dal rev. Straham, come pure da altri documenti […] L’anello nuziale, che le aveva donato quand’ella era divenuta sua moglie, fu poi, dopo la sua morte, da lui conservato, sinché visse, con cura affettuosa, in una scatoletta di legno rotonda, nell’interno del cui coperchio attaccò una striscia di carta dove scrisse di propria mano, in bei caratteri, quanto segue:

“EHEU!

ELIZ JOHNSON,

NUPTA JUL. 9° 1736,

MORTUA, EHEU!

MART. 17° 1752”

Dopo la sua morte, Francis Barber, suo fedele servo ed erede universale, offrì questo tenero ricordo alla signora Lucy Porter, figlia della signora Johnson; ma avendo essa rifiutato d’accettarlo, lo fece montare come anello da lutto per il vecchio padrone, e lo regalò a sua moglie, signora Barber, che oggi lo possiede.

francis_barber

Ritratto di Francis Barber attribuito a James Northcote

I brani sono tratti da James Boswell, Vita di Samuel Johnson, I, Garzanti, Milano 1982

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