cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Dove Aramis trova un generosissimo libraio che gli consente di partire per La Rochelle

5 commenti

secret-de-d-artagnan-1962-01-gI moschettieri devono partire per combattere gli ugonotti della Rochelle. Ciascuno deve procurare a proprie spese l’equipaggiamento. Ecco come il nostro Aramis si procura il suo. La signora cose da libri legge I tre moschettieri da quando aveva undici anni, e non si è ancora stufata.

Aramis riconoscendo il sigillo gettò un grido di gioia, baciò la scrittura, e, con un rispetto quasi religioso, aprì la lettera che conteneva quanto segue: “Amico, il destino vuole che stiamo separati ancora per qualche tempo, ma i bei giorni della giovinezza non sono inesorabilmente perduti. Fate il vostro dovere al capo; io faccio il mio in altro modo. Prendete ciò che vi consegnerà il latore; fate la guerra da buono e bel gentiluomo, e pensate a me che bacio teneramente i vostri begli occhi neri. Addio, o meglio arrivederci!” Il mendicante seguitò a scucire il farsetto e ne estrasse a una a una centocinquanta doppie pistole di Spagna che allineò sulla tavola; poi aprì la porta, salutò e partì prima che il giovane, stupefatto, avesse osato indirizzargli la parola. Aramis allora rilesse la lettera e si accorse che c’era anche un post-scriptum. “P.S. –

Accogliete bene il latore che è conte e grande di Spagna.”

“Sogni dorati!” esclamò Aramis. “Oh che bella vita sarà la nostra! Siamo giovani, e ci aspettano ancora giorni felici! Oh, il mio sangue, la mia vita per te, amore mio! Tutto, tutto per te, mia bella amante!” E baciava con passione la lettera senza neppure guardare l’oro che scintillava sulla tavola. Bazin bussò alla porta; Aramis non aveva più ragione di tenerlo lontano e gli permise di entrare.

Vedendo tutto quell’oro, Bazin restò stupefatto e dimenticò di annunciare d’Artagnan che, curioso di sapere chi fosse quel mendicante, appena lasciato Athos, era corso da Aramis. Ora, siccome d’Artagnan non faceva complimenti con Aramis, vedendo che Bazin dimenticava di annunciarlo, si annunciò da sé. “Ah, diavolo, mio caro Aramis” disse d’Artagnan “se sono queste le prugne che vi mandano da Tours, fate i miei complimenti al giardiniere che le ha raccolte.” “V’ingannate, mio caro” disse Aramis sempre discreto “è il libraio che mi invia il prezzo di quel poema in versi di una sillaba che avevo cominciato laggiù.”

“Davvero!” disse d’Artagnan. “Ebbene, il vostro libraio è generoso, caro Aramis, ecco ciò che debbo dirvi.” “Come, signore” esclamò Bazin “si vende così caro un poema? È incredibile! Oh, signore, voi fate tutto quello che volete, voi potrete diventare l’eguale del signor di Voiture o del signor di Benserade. Ciò mi piace molto. Un poeta è quasi un abate. Ah! signor Aramis, fatevi dunque poeta, ve ne prego.” “Bazin, amico mio” disse Aramis “mi pare che vi permettiate di mischiarvi alla conversazione.” Bazin capì d’aver torto, abbassò il capo e uscì. “Ah!” disse d’Artagnan con un sorriso “voi vendete le vostre produzioni a peso d’oro. Siete ben fortunato, amico mio! Ma state attento, perderete quella lettera che esce dalla vostra casacca e che è senza dubbio anch’essa del vostro libraio.” Aramis arrossì, affondò la lettera in tasca e si abbottonò la casacca. “Mio caro d’Artagnan” disse “se non vi dispiace, potremmo andare dai nostri amici; e poiché sono ricco, oggi, ricominceremo a pranzare insieme, attendendo che a vostra volta anche voi diventiate ricchi.” “Con gran piacere!” esclamò d’Artagnan. È un pezzo che non facciamo un pranzo decente; e siccome ho in vista per questa sera una spedizione un po’ arrischiata non mi spiacerà, lo confesso, di montarmi un poco la testa con qualche bottiglia di vecchio borgogna.” “Vada per il vecchio borgogna! Neppur io lo detesto” disse Aramis nel quale la vista dell’oro aveva dissipata ogni idea di rinuncia.

 Alexandre Dumas, I tre moschettieri, capitolo 34, Dove si parla dell’equipaggiamento di Aramis e di Porthos

5 thoughts on “Dove Aramis trova un generosissimo libraio che gli consente di partire per La Rochelle

  1. Ma che belle queste tue rivisitazioni 🙂 Mi (ci) dai l’opportunità di ripensare a libri letti tanti tanti anni fa ai quali magari non avremmo mai ripensato senza il tuo stimolo. E, come si diceva ieri, ripensando a questi libri ci vegono in mente vagoni di ricordi di ogni tipo. Grazie!

  2. “i tre moschettieri” è l’Avventura con la a maiuscola; la primavera è un’ottima stagione per rileggerlo, ma non disdegno neanche l’inverno. ciao, marco

  3. Che dire. È sempre magico.

  4. Ho fatto venire voglia di rileggerlo anche a me!

  5. dai, mad, rileggiamo insieme quando d’artagnan va da lord buckingham a recuperare i diamanti della regina!

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