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Della vostra febbre e delle vostre coliche_Gustavo, sei il primo dio del mio pantheon

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flaubert.univ-rouen.fr

Rue Gustave Flaubert, cartolina, 1906

“[…] Hai sempre l’idea di venire qui a curarmi se fossi malato. Ti confesso che non mi piacerebbe, per tutte le scene che susciterebbe. E poi non ho mai capito la mania che hanno gli uomini di mostrare le piaghe a coloro che a quella vista dovrebbero soffrire, d’andar a cercare il cuore che vi ama per farlo testimone della vostra febbre e delle vostre coliche. Quest’abitudine è di un egoismo rivoltante, e se vuoi che ti confessi una mia debolezza, un difetto del mio carattere, sarei imbarazzato dalla tua presenza in quello stato, che è sempre ridicolo.”

Gustave Flaubert – Lettere a Louise Colet, lettera 44, a cura di Maria Teresa Giaveri, Feltrinelli, Milano 1984

9 thoughts on “Della vostra febbre e delle vostre coliche_Gustavo, sei il primo dio del mio pantheon

  1. Ho ancora asdosso il sapore di madame bovary.

  2. La prima parte della frase ce l’aveva spiegata anche Troisi in “Le vie del Signore sono finite”: accudito dal fratello, si sente dire “Se tu guarisci, io poi che faccio?”…
    Sul resto, non so, ho qualche dubbio: cosa c’è di “rivoltante” nel voler vicino a se chi ci ama quando si è malati di febbre e coliche? Per carità, ognuno fa quello che vuole, ma negare la pura umanità di questo bisogno rischia di diventare un vezzo aristocratico.

  3. non vedo questo come vezzo aristocratico; credo che una eccessiva vicinanza corporale (non si parla di sesso, ma di condivisioni di stanze da bagno et similia) sia esiziale per una coppia. vi sono alcune funzioni e manifestazioni, malattie comprese, che attengono a una sfera iperprivata, perciò sono d’accordo con gustave, condividerle è davvero cosa imbarazzante.

  4. Ma non ne faccio solo una questione di coppia, ci mancherebbe. Sono stato un periodo in ospedale: niente di grave, ma gli amici che mi venivano a trovare erano la cosa piu’ bella della giornata (insieme alla lettura dei post di cosedalibri, naturalmente).

  5. Credo sia una cosa soggettiva. Anch’io sto dalla parte di Gustave, Anna, ecc., odio ricevere visite anche durante una semplice influenza, mi comporto come gli animali che quando non stanno bene si isolano. Ma rispetto Renato e quelli come lui che invece gradiscono compagnia.

  6. Scusa Anna, anch’io quando ho scritto che rispetto Renato e quelli come lui che invece gradiscono compagnia [quando sono malati] parlavo di me, non intendevo affatto insinuare che qualcun altro non li rispetta. Mi spiace se ho dato involontariamente questa impressione 🙂

  7. ma no, ma no! mi sa che il mezzo tecnologico, se non ci si guarda in faccia, non aiuta 🙂 non ho fatto avuto l’impressione che insinuassi, volevo solo dire che posso amare anche i non flaubertiani sfegatati come me.

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