cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

dell’opportunità di scegliere avvedutamente il porno_lo scandalo mazzucco

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_MG_2042dopo aver letto sei come sei di melania mazzucco (l’avranno fatto anche tutti quelli che in questi giorni si sono stracciati le vesti, da una parte e dall’altra?), concludo le seguenti cose:

1. il libro è un’onesta per quanto discutibilmente corretta difesa della genitorialità altra (scusate l’orrendo “genitorialità”: è il tragico termine invalso tra i paladini dei diritti); il suo limite sta nell’effetto “sociologia che si mangia la letteratura”. nonostante questo, ci sono delle pagine che meritano di essere lette per la loro grande delicatezza.

2. quei fessi del giulio cesare sono andati a scegliere non uno dei brani più porno, ma uno dei brani più brutti: ce ne sono molti altri che descrivono il piacere gayo della carne, meno densi di umori ma decisamente più efficaci. avrebbero potuto fare la loro bella lettura progressista senza suscitare le ire del movimento genitori o non so cosa altro a protezioni delle giovani menti.

3. se proprio i professori del giulio cesare volevano far leggere agli studenti un po’ di roba forte, allora meglio “lolita”: elegantissimo, trattenutissimo, profondissimo porno.

questo è il brano incriminato:

“Nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper della squadra di calcio dell’oratorio … la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay. Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire – indifferente alle conseguenze. Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”.

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