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ON THE MOVE! Oscar da Oscar

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Page_1“Gli Oscar, i libri-transistor che fanno biblioteca, presentano settimanalmente i capolavori della letteratura e le storie più avvincenti in edizione integrale supereconomica per il tempo libero. Gli Oscar sono i libri 1965 per gli italiani che lavorano: per gli operai, per i tecnici, per gli impiegati, per i professionisti, per gli studenti, per la famiglia, per tutti i membri attivi e informati della società. A casa, in tram, in autobus, in filobus, in metropolitana, in automobile, in taxi, in treno, in barca, in motoscafo, in transatlantico, in jet, in fabbrica, in ufficio, al bar, nei viaggi di lavoro, nei week-end, in crociera, Gli Oscar saranno sempre nella vostra tasca, sempre a portata di mano. Con Gli Oscar, una casa editrice tradizionalmente all’avanguardia ha ideato e creato il libro settimanale di altissimo livello per un pubblico in movimento. Gli Oscar sono gli Oscar dei libri: si rinnovano ogni settimana, durano tutta la vita.”

È il testo che compare in seconda di copertina degli Oscar Mondadori appena nati, di cui si dà conto anche sul sito di Mondadori:

1965

“I lettori vanno raggiunti”: gli Oscar Mondadori

Al successo degli Oscar Arnoldo Mondadori, con naturalezza e ragionevolmente euforico, rispose che tale riscontro era la nuova conferma delle sue “ultradecennali affermazioni che in Italia esiste una massa di potenziali lettori che vanno semplicemente raggiunti”. E per raggiungerli Mondadori puntò sulle edicole, un canale di vendita più capillare delle librerie, seppur meno conveniente e per alcuni tratti ancora incerto. Così nell’aprile del 1965, preceduti da un’intensa campagna pubblicitaria, gli Oscar si diffusero nelle edicole di tutta Italia per offrire, a sole 350 lire, le opere più rappresentative della letteratura italiana e straniera.
“Ogni martedì un capolavoro italiano o straniero in edizione integrale, in traduzione inappuntabile”; “Dal classico al best-seller, dal poliziesco al romanzo d’amore, dalla storia di fantascienza al libro-film: tutto quello che cercate lo troverete negli Oscar”: questi gli slogan, apparsi su varie riviste, nei mesi di lancio della collana.
Il primo numero, Addio alle armi di Hemingway, vendette 210.000 copie in una settimana, e nei due mesi successivi raggiunse quota 400.000. La collana fu presto affiancata da altre serie parallele, come gli Oscar mensili (1965-1967), dedicati alla poesia e al teatro, e i quattordicinali Record (1965-1967), riservati alla storia, alle biografie e alla memorialistica. Nel 1967 viene pubblicato il primo saggio, La guerra per bande di “Che” Guevara, seguito dall’Arte di amare di Fromm e dal Dossier sul catechismo olandese, che susciterà contrastanti reazioni nel mondo cattolico italiano. Nel 1968 nasce la prima serie destinata esclusivamente alle librerie, Oscar Libreria (1968-1978), in cui troveranno collocazione le opere di maggior impegno, come il Doctor Faustus di Mann e la Storia delle idee del secolo XIX di Russell.
Le serie si sono via via moltiplicate fino alla profonda ristrutturazione degli anni Ottanta, quando si decise di riqualificare i titoli fin lì pubblicati per articolare le pubblicazioni in precisi filoni editoriali, facilmente identificabili.

Che tirature e che vendite, signori! E quanta precisione nella nomenclatura dei destinatari, dagli operai, messi al primo posto, agli studenti. La storia degli Oscar è esemplare (e alla signora cose da libri piace da morire).

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