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Settembre a Roma con Escher

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Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente, 1935

Escher torna in Italia e, dopo Reggio Emilia, fa tappa a Roma (dopo la retrospettiva ai Musei Capitolini del 2005), in una mostra curata come la precedente – di cui “cose da libri” diede conto qui – da Marco Bussagli, che si terrà dal 20 settembre 2014 al 22 febbraio 2015 al Chiostro del Bramante.

L’impianto della mostra è in parte cambiato: alcune opere non sono più in mostra e altre si sono aggiunte, per un totale di centoquarantuno. Il sommario si è arricchito di due saggi nuovi scritti da Bussagli, che cura anche il catalogo della mostra. L’immagine guida è la bellissima Mano con sfera riflettente, litografia del 1935, nelle parole di Bussagli “un omaggio alla sua bella casa di Roma dove Escher si era trasferito da Frascati nel 1927, con Jetta Umiker […] e suo figlio George […]. La nuova dimora romana era un’elegante palazzina, ancora esistente, in via Poerio, oggi 122, a Monteverde Vecchio[…], dove l’artista occupava il terzo e quarto piano dell’edificio. In cima aveva collocato il suo studio, quello che si vede nella litografia. […] Tuttavia, per capire fino in fondo il senso di questa affascinante incisione, sarà il caso di far ricorso alle sue stesse parole che fanno notare come la visione deformata della sfera, sebbene tale, sia molto più completa di quella che si poteva avere osservando lo spazio direttamente, giacché soffitto, pavimento e pareti compaiono tutti insieme e contemporaneamente dinanzi agli occhi di chi guarda. Da questa condizione Escher ricava una metafora un poco autoironica. Egli osserva infatti che: ‘La sua testa, o più precisamente il punto fra i suoi occhi si ritrova nel centro. In qualsiasi direzione si giri, egli rimane il punto centrale. L’ego è invariabilmente il centro del suo mondo’.”

the-rolling-stones-let-it-bleedE chissà che non discenda da un ego piuttosto consistente la gelida risposta di Escher a Mick Jagger quando quest’ultimo gli scrive con tono assai amichevole per chiedergli di disegnare un’immagine per la copertina di Let It Bleed. Il testo è tratto dal saggio di Federico Giudiceandrea, collezionista di Escher, nel saggio in catalogo.

Nei primi giorni del 1969 Jagger iniziò una corrispondenza con M.C. Escher per chiedergli di disegnare la copertina di Let it Bleed, il nuovo LP dei Rolling Stones.

La corrispondenza fu pubblicata nel 1974 sulla rivista “Holland Herald”:

Caro Maurits,

Per un bel po’ di tempo ho avuto tra le mani il tuo libro [The Graphic Work of M.C. Escher], e non smetto mai di stupirmi ogni volta che lo sfoglio! In realtà credo che il tuo lavoro sia assolutamente straordinario e farebbe molto piacere a me e a molte altre persone intorno a me comprendere meglio e capire esattamente cosa stai facendo.

Abbiamo programmato il nostro prossimo disco per marzo o aprile di quest’anno, e mi farebbe molto piacere riprodurre uno dei tuoi lavori sulla cover. Ti prego quindi di prendere in considerazione la progettazione di una “immagine” per illustrarla oppure, qualora tu avessi delle opere inedite, si potrebbe anche pensare di usare una di queste. L’idea di una delle tue “illusioni ottiche” mi affascina, ma anche un’immagine come quella di Evolution sarebbe ovviamente altrettanto adatta. Direi che è la stessa cosa. Si potrebbe anche usare un’immagine lunga come Metamorfosi, che potremmo poi riprodurre come un pieghevole che si estrae. Potrebbe essere sia in bianco e nero sia a colori, cosa che lascio decidere a te.

Naturalmente, sia tu che i tuoi editori, potrete ottenere tutti i diritti e crediti sulla cover, e negozieremo il giusto compenso qualora ti deciderai a farlo. Sarei molto grato se tu potessi prendere contatto con Peter Swales o con la signorina Jo Bergman al suddetto indirizzo o al numero di telefono indicato (in addebito al numero chiamato). Sia l’uno, sia l’altra ti daranno tutta l’assistenza necessaria. Tuttavia, io non sono così fortunato da possedere un interprete olandese, e quindi se non parli inglese o francese, ti sarei grato se tu potessi trovare qualcuno a Baarn che ti faccia da interprete.

Cordialmente,

Mick Jagger

per Rolling Stones Ldt.

Escher rispose il 20 gennaio indirizzando la missiva a Peter Swales, come indicato da Jagger:

 Egregio Signore,

alcuni giorni fa ho ricevuto dal signor Jagger una lettera che mi chiede di disegnare un quadro o di mettere a disposizione un mio lavoro inedito da riprodurre sulla custodia per un LP.

La mia risposta a entrambe le richieste deve essere no, in quanto voglio dedicare tutto il mio tempo e la mia attenzione ai tanti impegni che ho contratto. Non posso assolutamente accettare ulteriori incarichi o perdere tempo per la pubblicità.

A proposito, la prego di dire al signor Jagger che non sono Maurits per lui, ma

Molto sinceramente,

M.C. Escher

 

Marco Bussagli (a cura di), Escher, Skira, Milano 2014

L’editing del catalogo nuovo è a cura della vostra Anna Albano, così come per il libro precedente: e così come nell’altra occasione, chi scrive ha lavorato a stretto contatto con il professor Bussagli, storico dell’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma ed esperto di Escher. Uno studioso esemplare il quale, anziché tromboneggiare come fanno molti suoi colleghi di entrambi i sessi, pratica l’understatement dall’alto della sua posizione di persona assai colta e affezionata alla coltivazione del dubbio. Un autore con cui si lavora in serenità e con la certezza di imparare sempre qualcosa, prima di tutto, se non si proviene dall’ambito della sua disciplina, su questioni di metodo. Una esperienza eccellente che auguro a un redattore alle prime armi.

2 thoughts on “Settembre a Roma con Escher

  1. Escher è un genio, lo dimostra anche la sua risposta alla richiesta dello spocchioso Jagger 🙂
    Congratulazioni per l’editing del catalogo, e grazie per aver condiviso la storia della “Mano con sfera riflettente”, conoscevo l’opera ma non sapevo che rappresentasse lo studio romano dell’artista.

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