cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

la cultura fa sempre fico_8

2 commenti

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camicissima, negozio di abbigliamento per uomo, via dante 8, milano

come abbiamo detto spesso in passato (qui, qui, qui), la cultura fa sempre fico, molto spesso anche per addobbare le vetrine.

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carol bolt, il libro delle risposte d’amore; tommaso grossi, marco visconti; introduzione alla fisica moderna

un’amica libraia mi diceva che parte dei suoi introiti in effetti deriva dalla vendita di libri, scovati nei magazzini, che servono per gli allestimenti: di fiere, di manifestazioni diverse, per l’appunto di vetrine. non è raro che nel novero di queste “suppellettili da vetrina” si trovi qualche bel titolo, spesso più di uno, come nel caso, in questi giorni in via dante a milano, del negozio “camicissima”.

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encyclopedia americana, navajo to orleans; reader’s digest, selezione della narrativa mondiale: nicholas evans, l’uomo che sussurrava ai cavalli e altro

 

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elmo diegoli, il disegno per i licei scientifici

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ferdinando bassi, grammatica francese; vercors, sylva

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la scala, “rivista dell’opera”

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dizionario giuridico italiano-inglese; jack dolph, cavalli e morte; mickey spillane, una ragazza e una pistola

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charles cowden clarke, tales from chaucer; edmondo de amicis, cuore; william riley burnett, aiuto: giallo proibito

2 thoughts on “la cultura fa sempre fico_8

  1. L’idea della carta e delle righe.
    Mai morta nel tempo.
    Ain’t nobody – chaka khan & rufus

  2. Sono belli, decorativi i libri. Fanno arredamento. Concentrati in una ricca biblioteca di volumi rilegati, ma anche sparsi e accatastati, in studiato disordine (su una scrivania, in mezzo al soggiorno, di fianco al letto, ecc.). La valenza culturale, il rimando al contenuto (anche solo di un titolo) vengono dopo il senso estetico che dà la carta, la rilegatura, la copertina stropicciata o vissuta, scrostata (orrore un testo nuovo di pacca, puro kitsch!), il segno di un’epoca, il ricordo di una generazione. La camicia a righe, la carta da parati in perfetto english old style, l’immagine di un Wilde seduto sul divano con la sigaretta accesa, la testa reclinata un po’ all’indietro, i volumi in pelle di Dickens e l’edizione del centenario delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, con il nome di quella che potrebbe essere tua nonna, scritto in inchiostro blu scuro sul risguardo, ingiallito e puntinato dal passare del tempo. L’atmosfera nostalgica è ricreata ed è bella da vedere. Altro che ebook!

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