cose da libri

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Un uomo, una macchina per scrivere, un racconto

1 Commento

il bravissimo stefano bandera per “la valigia di shackleton”: pure cream.

La valigia di Shackleton

Hermelin

«Il mondo esiste per approdare a un libro» dice Mallarmé. Il mondo – e con lui tutti noi che vi abitiamo – è un libro che aspetta di esser scritto. C.D Hermelin, un ragazzo di New York, ha deciso di scrivere una parte di quel libro e, seduto su una panchina del Central Park, con una macchina per scrivere sulle ginocchia offre, a chiunque glielo chieda, un racconto inedito, dattiloscritto sul momento. Due paginette fitte, scritte a macchina con un carattere antico, che da tempo avevamo scordato. Carta giallina, formato A5, quasi introvabile ormai, come i nastri per le macchine e le margherite – si chiamano così – dei caratteri. In un’epoca in cui tutti si inventano la propria narrazione – politici, aziende, marchi – Hermelin inventa la narrazione altrui. In lui vivono gli antichi aedi, i giullari, i trovatori, i cantastorie, che raccontavano la vita nelle piazze, agli angoli delle strade, nei fienili…

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