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valutazioni e bilanci_happy new year da piero dorazio

1 Commento

la copia di quello che ho imparato appartenente a mrs. cosedalibri

la copia di quello che ho imparato appartenente a mrs. cosedalibri

nel 1994 archviopierodorazio.it

piero dorazio nel 1994. courtesy

c’è quello che ho imparato, una bellissima pubblicazioncina (10 x 10 centimetri, tirata in mille copie tra cui cento con un’acquaforte originale) uscita nel 1985 per i tipi dell’editore corraini di mantova a corredo della omonima mostra di piero dorazio, in cui l’artista – di cui ricorrono i dieci anni dalla morte il 17 maggio dell’anno appena entrato – redige un elenco di ciò che ritiene di aver imparato da amici e persone che lo hanno ispirato.

c’è, nella pubblicazioncina, l’introduzione di dorazio stesso, in cui si trovano parole che si attagliano all’avvento dell’anno nuovo. una valutazione di ciò che si è, con ciò che si fa, in rapporto agli altri:

“Si dice : ‘anno nuovo, vita nuova’, invece restiamo sempre noi stessi, malgrado il mutare della fisionomia e la decadenza del corpo che per fortuna è consolata da una mente più serena e più lucida, nel giudicare le cose per quello che sono. L’arte che uno ha cercato di fare credendosi solo, diventa allora un punto in una ‘mappa’, circondato qua e là, da altri punti che corrispondono ad altri artisti. Così diventa più chiara e inevitabile, la valutazione di quel poco che abbiamo concluso e purtroppo siamo costretti anche ad ammettere che avremmo potuto fare di più e che c’è molto che non abbiamo fatto per niente. Messi ‘alle corde’ dalla nostra coscienza, dobbiamo accettare la nostra dimensione vera che è quella di una piccola tessera in un grande mosaico, dentro il quale ci siamo inseriti per tendenza naturale o per volontà, in una zona che non ci è consentito cambiare.”

 l’introduzione termina con un ridimensionamento del ruolo della critica nella determinazione del valore dell’artista, accreditando i pari come più attendibili e rafforzando il concetto di comunità dell’arte:

“Gli artisti imparano dagli altri artisti, non c’è tanto da studiare, basta frequentare altri artisti e tenere gli occhi e le orecchie all’erta. La fama degli artisti veri è quella che nasce dal rispetto degli altri artisti. Nessun critico ha mai avuto il privilegio di decidere da solo, chi vale e chi non vale, se non per breve tempo.”

 

piero dorazio, no stop, 1996. courtesy

piero dorazio, no stop, 1996. courtesy

ed ecco qualcuna tra le cose che dorazio ha imparato:

dai miei amici Giuliano e Aloisio Rendi:

che è possibile essere diversi, avere delle convinzioni in conflitto con gli altri, come essere antifascisti al ginnasio, nel 1938.

da Luigi Veronesi:

che la struttura delle immagini della pittura è simile a quella della composizione e del contrappunto musicale. Così è più facile leggere l’arte astratta.

da Hans Richter:

che l’artista è libero di esprimersi con qualsiasi mezzo com’è libero di vivere dove vuole, come vuole, con chi vuole; che di tutti i mezzi d’espressione il disegno e la pittura sono quelli che meglio traducono le idee in immagini fondamentali.

da Willem de Kooning:

l’abilità di mescolare più toni di colore in una o due pennellate, azzurro, rosa, giallo, arancio, bianco, grigio. A guardare subito le scarpe di una persona incontrata per la prima volta

da Constantin Brâncuși:

che non esiste il dilemma fra arte figurativa e arte astratta, perché l’arte di questo secolo non è più naturalista; a preferire l’amicizia con le donne a quella con gli uomini.

da Carla Accardi:

che l’arte non ha sesso; che una donna può liberarsi con i suoi colori dai pregiudizi che condizionano la sua attività; e può dipingere dei quadri belli e convincenti né più né meno di quelli dei suoi migliori colleghi maschi.

One thought on “valutazioni e bilanci_happy new year da piero dorazio

  1. Bellissimo.
    Cold – maxwell

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