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Riggan e Raymond (Carver)

5 commenti

best-new-movies-by-great-directors-2014-list-of-must-sees-birdmanNon sapevo che Birdman di Alejandro G. Iñárritu fosse un film in cui si parla anche di Carver. Lo scopro oggi, chiedo venia e invito a leggere qualche notizia qui e qui. Il trailer è qui. Il film è uscito il 5 febbraio. Qui Raymond Carver legge What We Talk About When We Talk About Love, il racconto di cui si parla in Birdman.

5 thoughts on “Riggan e Raymond (Carver)

  1. Se è per questo in “Birdman” si parla anche, in maniera indiretta, di Susan Sontag, anzi si può dire che ispira il film. Attaccato allo specchio del camerino del protagonista c’è questo biglietto: «Una cosa è una cosa, non quel che si dice di quella cosa». È una (pseudo)citazione da Susan Sontag (ma questo lo si scopre solo se si leggono le recensioni americane). Nei saggi degli anni ’60 raccolti in “Contro l’interpretazione” (1966) Sontag scriveva frasi come: «L’arte non è soltanto su qualcosa, ma è qualcosa. Un’opera d’arte è una cosa che è “nel” mondo, non semplicemente un testo o un commento “sul” mondo (trad. it. Mondadori, p. 36). E: «Ciò che oggi è importante è recuperare i nostri sensi. Dobbiamo imparare a “vedere” di più, a “udire” di più, a “sentire” di più. […] Il fine di ogni commento sull’arte dovrebbe essere oggi quello di rendere le opere d’arte — e per analogia la nostra stessa esperienza — più reali, e non meno reali, per noi» (p. 26). Putroppo in Italia la raccolta di saggi “Contro l’interpretazione” era stata tradotta da Mondadori per tempo nel 1967, ma non è più in commercio da quasi 20 anni e quindi la conosce solo chi la cerca in biblioteca. In Italia solo lì si possono ancora leggere quei saggi che conservano tutta la loro originalità. A distanza di 50 anni ispirano i film contemporanei.

    • ho la sensazione che tu faccia il bibliotecario. il mio sogno è che qualche bibliotecario intraprenda un’attività clandestina di knowledge disseminator e si metta a fotocopiare e diffondere copie di libri come “contro l’interpretazione”, inaugurando un’editoria parallela. ah, e grazie, molte grazie per l’integrazione al post.

      • Cara Anna, come non condividere il tuo “sogno” di ridare una seconda vita a quei libri ancora importanti che in Italia rischiano di essere sottratti al dibattito pubblico a causa della loro indisponibilità in commercio? I problemi sono due: l’indisponibilità degli editori a ristampare opere in cui non credono e l’attuale quadro legisltativo italiano sul diritto d’autore che dovrebbe essere modificato. Attualmente, in casi come quello di “Contro l’interpretazione” di Susan Sontag il tuo “sogno” di diffusione libera in digitale si tradurrebbe in un’attività di pirateria. La Sontag è morta nel 2004, quindi in base a una direttiva europea, i suoi testi non entrano nel pubblico dominio prima che siano scaduti 70 anni dalla morte. Diffonderli in digitale prima del 2074 sarebbe di fatto equivalente a una pubblicazione non autorizzata, né da lei né dai suoi eredi, a cui inoltre non andrebbe nessun provento economico. Secondo il catalogo nazionale SBN nelle biblioteche italine esise un buon numero di copie della traduzione italiana nella edizione del 1967 e in quella del 1998. Ma è anche vero che se la lettura del libro non è impedita, la sua indisponibilità in commercio impedisce di averne una copia privata a casa sempre a disposizione. Inoltre la sua assenza tanto nelle librerie fisiche che in quelle elettroniche ne limita la visibilità e quindi l’impatto. I diritti dei lettori, della società, sono ostacolati. La soluzione corretta è quella legislativa: come è stato fatto in Francia 2 anni fa con una legge apposita, la legge n. 2012-287 del 1 marzo 2012, che ha istituito una società che ha il compito di concedere, agli editori che ne faranno richiesta, l’autorizzazione a digitalizzare i libri a stampa precedenti al 2001 e non disponibili in commercio, individuati in base a un apposito registro aggiornato annualmente e gestito dalla Bibliothèque Nationale de France (l’autorizzazione vale solo per la creazione di una edizione digitale, non per una edizione a stampa). Con questa iniziativa gli aventi diritto (sia gli autori, o i loro eredi, sia i loro editori) percepiranno i compensi che gli spettano in base alla legge sul diritto d’autore. In più il il lettore avrà accesso più facilmente a ciò che è fuori commercio. L’iniziativa si chiama: ReLire: Registre des livres Indisponibles en réédition électronique. Questa è la soluzione che bilancia i due diritti e di cui avremmo bisogno anche in Italia. Anzi: ancora di più bisogno perché chiunque non legge a caso scegliendo sempre solo tra ciò che si trova sui banconi delle librerie o in base a quello che sente in TV, sa quanto diventa sempre più breve la vita media del libro in Italia, quanti libri sono sempre più indisponibili.

  2. caro pierfranco, il tuo commento è talmente bello e utile che 1. ti chiedo l’amicizia du facebook (sono anna legge: faccio testo è stato ripudiato da mark zuckenberg; 2. lo copio e lo incollo e lo diffondo, sempre la.

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