cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Trieste, o della gentilezza_feuilleton_tre

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3 aprile

Dove si visita la pasticceria Pirona (senza riuscire a sciogliere un mistero), si entra nella bellezza dell’hotel Victoria, si visitano i musei di Svevo e di Joyce per poi imbattersi, hélas, in un oste disonesto, prima di andare a dormire il sonno del giusto

pasticceria pironaStamattina si va al caffè Pirona, a cercare le tracce di Joyce, di cui si dice che in questo luogo abbia concepito l’Ulisse. Fantastichiamo di un gran caffè, con sedie e tavolini a profusione, salvo poi trovarci in una stanza quadrata, con legni e un bancone bellissimo ma priva di un posto per sedersi purchessia. I dolci sono squisiti, l’ambiente assai settentrionale (una signora, riferendo di un furto subìto da sua figlia, davanti ai volti attoniti delle sue interlocutrici ha subito precisato “naturalmente a Roma”, come se proprio, ancora, non fosse possibile immaginare un evento di una tale portata a Trieste). Discettiamo per un poco di dove e come Joyce avesse potuto concepire l’Ulissse in questa pasticceria: in piedi, presso il bancone? Ci risolviamo a chiedere lumi alla proprietaria, la quale ci assicura che i tavolini al Pirona non ci sono mai stati. Trovo inconcepibile creare in posizione eretta, ma nel caso di Joyce sono costretta ad accettare la realtà. Almeno quella che mi presenta la proprietaria del caffè. Quasi di fronte a Pirona si trova il Victoria, hotel letterario che abbiamo avuto la fortuna di visitare con l’eccellente Daniela Corazza, un passato da editor, responsabile della biblioteca e della dotazione libraria di ogni camera. DSC01609Sì, perché al Victoria i libri sono ovunque: si comincia all’ingresso, con il libro della settimana; subito a destra si trova un piccolo angolo rilassante, con due poltroncine e un tavolino su cui poggia un altro libro a disposizione degli ospiti.

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slide_04Le camere sono ampie, la pulizia impeccabile (ogni stanza, dopo la partenza degli ospiti, viene sottoposta a un processo di sanificazione, una nozione che si contempera assai con la natura tendente all’igienico ottenuto per cauterizzazione di mrs. cosedalibri), gli scaffali ben riforniti di volumi; in alcune stanze è simulata una libreria domestica a parete, in tutte c’è una selezione di libri poggiata su una mensola. DSC01581 Le stanze del quinto piano si distiguono dalle altre per i colori più chiari. DSC01586

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La suite Joyce

C’è una suite dedicata a Joyce, con le sue parole riprodotte ovunque. Servizio-Victoria-125C’è una spa piccola e compatta, un gioiello di sintesi funzionale.

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La biblioteca dell’hotel

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Libri in attesa di sistemazione

E infine la biblioteca: volumi su Trieste e i suoi scrittori, altri libri selezionati e la raffinata collana dei premi Strega editi da Utet, scelti da Corazza, che ci parla del suo lavoro con una energia e un desiderio fuori dal comune: ci avvolge, letteralmente, con il suo entusiasmo. DSC01601

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Le collane Utet dedicate al Premio Strega

Dio benedica questa friulana dai capelli scurissimi e gli occhi vagamente a mandorla, autentica bellezza locale (sarà veramente friulana? se non lo è, lo sembra assai). Daniela ci presenta il direttore dell’hotel, al quale sottopone il quesito che a nostra volta l’adolescentina e io le avevamo sottoposto, non paghe: possibile che Joyce avesse concepito l’Ulisse in piedi? Impossibile, risponde risolutamente il direttore, anche perché spesso in piedi non si reggeva, per motivi alcolici: un tempo i tavolini al Pirona c’erano senz’altro. Verremo mai a capo di questo mistero? Dopo un cordialissimo congedo torniamo a dirigerci verso il centro, alla volta del Museo Sveviano e Joyciano, con annesso il Petrarchesco Piccolomineo, piccola e antichissima biblioteca della città.

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La stilografica di Italo Svevo, conservata al Museo Sveviano

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Pannello al Museo Petrarchesco Piccolomineo: l’amicizia tra Petrarca e Boccaccio

La sera ceniamo in una trattoria trascurabile nei pressi delle Rive, l’unico luogo insoddisfacente nel quale ci siamo imbattute finora in questa Trieste fonte incessante di delizie architettoniche e umane. Al Belcinque ci attendono la cucina che dorme, con il frigorifero che ha raffreddato l’acqua da bere nella notte, vecchie puntate di X-Factor, un libro sul comodino che non apriremo poiché ci abbandoneremo al sonno ancora prima di affrontarlo, cullate dalla voce educata di Mika.xfactor-2013-mika-giudice [continua]

2 thoughts on “Trieste, o della gentilezza_feuilleton_tre

  1. Sto aspettando il seguito. A quando? Molto bello il racconto.

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