cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Trieste, o della gentilezza_feuilleton_quattro e fine

Lascia un commento

Dove si frequenta un bar anonimo, si scrivono cartoline in un bar storico e si conclude in bellezza al Museo della Bora

Questa mattina facciamo colazione in un bar piuttosto anonimo, per quanto in piena Cavana: un bar del nord come ne vedevo quando cominciavo a conoscere i bar del nord e che avevo dimenticato, pieni di gente solo del nord che parla di cose del nord, con proprietari e baristi del nord. Questa mattina desideriamo solo vagabondare, guardare negozi, comprare cartoline che poi scriviamo durante una sosta all’Antico Caffè Torinese, negozio storico dove mangiamo un lussuosissimo toast su un tavolino minuscolo dietro la vetrina, da cui possiamo osservare il passeggio dei triestini sotto una pioggia sottile.

bar-torinese-1600

Interno dell’Antico Caffè Torinese. Courtesy

scopritrieste.com

Antico Caffè Torinese, il tavolino presso la finestra. Courtesy

L’ultima tappa triestina è il Museo della Bora, formidabile stanza dei venti allestita dal suo ideatore e direttore Rino Lombardi (si veda qui, qui e qui) come una serie di microambienti: ci sono le mensole dei venti, dove barattoli che contengono aria dei punti più disparati della terra stanno in fila come vasetti di marmellata; una ben fornita biblioteca a tema; le testimonianze entusiastiche dei visitatori.

IMG_6596

Museo della Bora. Sulla vetrina è riprodotta una citazione di Stendhal che scrive di bora. Un mobile che mrs. cosedalibri agognerebbe di avere per la propria dimora

IMG_6609

IMG_6611

IMG_6600

Al cappello rosso è attaccato un bastone: il tutto serve per giocare a far finta di perdere il cappello a causa della bora.

IMG_6620

Il messaggio di un siciliano che ha inviato il vento dell’Etna al Museo della Bora

IMG_6606

IMG_6603

IMG_6604

IMG_6623

Starnuti dalla Francia 1

IMG_6624

Starnuti dalla Francia 2

Durante la visita, Rino è capace di condensare il lavoro di anni, con la grazia del visionario e la benevola ironia di un eccentrico vero – è una guida competente, che porge senza sforzo le informazioni che conosce, dentro il museo e fuori (perché lui Trieste la conosce come le sue tasche). Alla fine della visita veniamo solennemente nominate socie visitatrici del museo.

IMG_6634

La biblioteca del Museo della Bora e uno scorcio del direttore Rino Lombardi

Presi i bagagli e salutato il Belcinque, ci dirigiamo alla fermata dell’autobus che ci porterà alla stazione. Qui troviamo un uomo di una quarantina d’anni che ci conferma la direzione. Mi tolgo lo zaino dalle spalle per prendere il biglietto, richiudo, poi mentre faccio per sistemarmi le bretelle sulle spalle sento un tocco. Quando mi volto a controllare l’uomo mi dice con semplicità “Ti aiuto”, e così fa con lo spallaccio dello zaino, condensando la cifra che distingue un gran numero di abitanti di questa città che in pochi giorni mi ha ammaliata: quel “tu” innocente, esente da qualsiasi sospetto di maleducazione, e quella gentilezza tranquilla che ridà un senso al nostro appartenere al consorzio civile. A presto, matti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...