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Elogio ed elegia del cotone

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Tom si era messo a lavorare, e di quando in quando dava alla sfuggita un’occhiata alla donna e al suo lavoro.
Vide ch’essa aveva un’abilità naturale, e perciò eseguiva più facilmente degli altri l’opera sua. Coglieva il cotone con prestezza e bel garbo, ma conservava quell’aria altera e sdegnosa che già dicemmo. Tom, che era sempre vissuto fra persone cólte e ben educate, si accorse subito, dalla sua aria e dal suo incedere, che ella apparteneva a quella classe; ma non sapeva immaginarsi per quali circostanze fosse caduta in sì basso stato.
Nel corso della giornata Tom si era trovato, lavorando, presso la mulatta già comprata nel suo stesso lotto. Essa, come ben si vedeva, era in uno stato di gran patimento, e Tom la udiva spesso pregare quando, esausta di forze e presa dal tremito, pareva lì lì per cadere a terra.
Tom, avvicinatesi a lei senza far parola, le pose dentro il canestro manate di cotone che toglieva dal suo.
— Oh, non lo fate! — disse la donna guardandolo con maraviglia. —
Poi vi troverete scarso di lavoro. —
Harriet Beecher Stowe, La capanna dello zio Tom, Salani, Firenze 1930 (versione in liberliber.it)

 

oriz1-cottonIl cotone, così come i veri Moleskine, non esiste più.

In casa mia, presso la parte materna – una dinastia di sarte –, i tessuti sintetici erano uno dei più grandi tabù: perché puzzano, perché si arricciano sotto il ferro da stiro. Lino e cotone erano i superfavoriti, e ancora ricordo l’espressione di professionale soddisfazione di mia nonna quando toccava e annusava le pezze di cotone dai negozianti: metri di tessuti a righe per la confezione delle camicie, quadretti Vichy per gli abiti di neonati e bambine, o il lino ancora rigido di amido, con la sua promessa, al minimo tocco, di successiva straordinaria morbidezza e plasmabilità e di una resa estetica sempre in bilico tra lo sciatto e lo chic.

Adesso il puro cotone lo usano i produttori di fascia alta e i t-shirtari come Fruit of the Loom (che ha sede nel Kentucky, stato in cui risiedeva anche Arthur Shelby, il padrone dello zio Tom). Il resto è tutta una percentuale di poliestere, poliammide, elastam. Il cotone è relegato a percentuali miserrime.

Prendiamo, ad esempio H&M: è difficilissimo, se non impossibile, trovarvi un vestimento prodotto con fibre naturali.

pure-cottonQuei tessuti elettrici, petrolchimici, con la facoltà misteriosa di produrre, assorbire e restituire il sudore anche dopo ripetuti lavaggi, andrebbero puliti con il metodo della cauterizzazione: nulla possono contro quella misteriosa ritenzione detersivi, additivi, ammorbidenti.

Io le odio, quelle pezze fetide, poiché esse, in combinazione con milioni di chilometri quadrati di pelle umana sovente mal lavata, contribuiscono in misura significativa all’esistenza e alla persistenza della puzza sociale.

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