cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

tu vuoi fare l’editor, no? la prima regola è la grazia

Lascia un commento

monferr“Grazia”, mi ha detto [Clara Sereni], “è stata una globetrotter della cultura”, e a me quell’espressione è sembrata subito così esatta, perché coincideva con l’idea che me ne ero fatta io, e anche con l’idea che avevo di un certo modo di fare cultura in anni pre-tecnologici, un modo fatto meno di scrivanie e più di tram, il che forse non indica di per sé un valore, e forse invece sì.

Così scrive Michela Monferrini nell’introduzione a Grazia Cherchi, un prezioso libretto pubblicato da ali&no editrice (nella collana farfalle diretta da Clara Sereni, 124 pagine, 12 euro. Comprando il libro, tra l’altro, si contribuisce a finanziare la fondazione Città del sole, nata per occuparsi di persone con gravi problemi psichici. L’editore è efficientissimo nelle spedizioni, che sono gratuite). Prezioso non perché pubblichi scoop, ma perché ci propone un affettuoso collage di brani su Grazia Cherchi e di Grazia Cherchi, il cui contributo a un certo modo di fare lavoro editoriale – fatto di enorme impegno, di flessibile onestà nel trattare con gli autori, il suo lavoro di editor quando l’editor ancora non esisteva ufficialmente – è ancora una fonte utilissima a cui attingere. Di Cherchi, purtroppo, si parla molto poco se non tra affezionati e addetti ai lavori, mentre è fondamentale che chi si vuole avvicinare al lavoro editoriale ne conosca l’opera. Sentite questo passo in cui si parla di ascoltare il ritmo di una pagina:

Mi indicava le correzioni e poi i tagli che erano un “via via” sbrigativo, senza appello, accompagnato dal gesto risoluto della mano. Vedevo con pena le righe condannate scivolare a terra, dissolversi tra la polvere del corridoio […] Mi ha insegnato a leggere e a scrivere, e soprattutto ad ascoltare, leggendo e scrivendo, per avvertire il ritmo, il passo, il rumore di una pagina, scoprire le lentezze e le lungaggini e poi “colpire” senza timidezza, senza nostalgie, senza rimpianti.

Oreste Pivetta, “L’Immaginazione”, n. 279, 2014

Leggete il libro di Monferrini, poi andate a prelevare l’utilissimo dossier gratuito su Grazia compilato da Oblique, a cura di Serena Di Ceglie, con note, bibliografia e sitografia.

Qui potrete leggere un gustoso brano da Basta poco per sentirsi soli.

bastaSe vi piace, andate in biblioteca a prenderne una copia e approfittate per prendere anche Scompartimento per lettori e taciturni: un duetto perfetto per conoscere Grazia.

scomp

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...