cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

non oltrepassare la rosa_saudite che possono scrivere, ma solo fino a che

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optimized-logo-jahanamiya-with-textÈ alla sua seconda uscita, prevista per il mese di dicembre, la rivista “Jahanamiya”, palestra di scrittura creativa per le donne saudite fondata e diretta da Ahd Niazy.

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Il primo numero della rivista, uscito nell’agosto scorso

Pare un’ottima notizia, e lo è senz’altro, salvo che poi uno scalpita quando va alla pagina del blog della pubblicazione che riguarda le regole sulla presentazione dei testi e legge: “I lavori dovranno essere rispettosi del governo, della cultura e della società saudita. L’obiettivo di ‘Jahanamiya’ è di aiutare le donne a crescere attraverso l’espressione scritta in una società che è già in via di sviluppo mediante altre forme di espressione artistica. A ‘Jahanamiya’ abbiamo a cuore la nostra nazione e non tollereremo attacchi nei confronti del governo saudita o qualunque altra forma di mancanza di rispetto del genere.”

Purtroppo della poetessa Hila Hillal non esistono ritratti

Purtroppo della poetessa Hissa Hilal non esistono ritratti

Tutta un’altra musica rispetto a quella della loro conterranea Hissa Hilal, arrivata terza nel 2010 a Million’s Poet, reality di poesia che si tiene negli Emirati Arabi (a proposito: perché da noi non c’è?), con testi che criticavano in versi l’oscurantismo della sua cultura: “Ho visto il male negli occhi di eversive fatāwā / in un tempo in cui ciò che è lecito si confonde con ciò che non è lecito; / Quando svelo la verità, un mostro appare dal suo nascondiglio: / barbarico nel pensiero e nell’azione, rabbioso e cieco; / indosso ha un vestito di morte […]” (la traduzione è di chi scrive, tratta dalla traduzione inglese dal dialetto beduino dell’autrice, consultabile qui).

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Raif Badawi, condannato a dieci anni di carcere e mille frustate per aver insultato i valori islamici

Prende una grande tristezza se si pensa che una pagina bianca è potenzialmente il regno della libertà di espressione e che l’Arabia Saudita, terra priva di un parlamento che fa morire sotto la frusta i suoi blogger, condanna le donne a scrivere su quella pagina di essenze profumate e sguardi furtivi, senza poter andare al di là della rosa.

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