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La giornalista del “Guardian” Lucy Mangan ci racconta i motivi del suo amore per penne e taccuini e ci dice cosa potrebbe accadere a chi registra con costanza avvenimenti e suggestioni su un quaderno speciale.

Perché amo la cancelleria

Lucy Mangan

[…] Tutti amiamo la cancelleria (alcuni più moderatamente e con gusto migliore di altri). Ma perché? Mi sembra che essa offra due eccezionali e ammalianti promesse. La prima è che solleciterà il nostro potenziale creativo. La pagina immacolata, la penna intonsa, offrono possibilità illimitate (così come, nei giorni peggiori, illimitate paure). “Mia buona penna d’oca!”, scriveva Byron, “Schiava del mio pensiero, obbediente alla mia volontà / divelta dall’ala materna per convertirti in strumento di scrittura / arma onnipossente dei piccoli uomini!” E guardate dove è arrivato. Immaginate cosa avrebbe potuto fare con una Montblanc e un Moleskine special edition. La penna giusta e la carta giusta, insieme, si pensa tra sé, non possono che dar luogo a un improvviso flusso di idee audaci, brillanti e originali, il germe di un bestseller che a sua volta sarà inscritto in un altro, forse più grande taccuino, più degno del compito, in frasi sontuose e splendide come le pagine su cui sono scritte. Personalmente sono sempre alla ricerca del taccuino perfetto. Muji (quelli in brossura marrone), Field Notes (nei pacchi da tre), l’onnipresente Moleskine e, nei momenti più estrosi, Cavallini & Co, si sono avvicinati tutti. Il che è come dire che si sono avvicinati a essere quello che diventerà il taccuino consueto, sul quale porterò avanti la fiera tradizione rinascimentale di registrare citazioni utili, storie che ispirano e ritagli curiosi ma che finiranno per sfociare – in una sorprendente svolta moderna e attraverso una complicata ma plausibile catena di eventi che comprenderà vendite strepitose, adattamento di successo per il cinema e un’identità di vedute con la star durante una visita sul set – in un lungo e felice matrimonio con Jake Gyllenhaal. È così strano, allora, che io continui a comprare, quando fra me e tutto questo c’è solo un taccuino a fogli bianchi rilegato in cuoio? […]

Estratto da Lucy Mangan, Why I love stationery, in “The Guardian”, 29 febbraio 2012

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