cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

la prevalenza del panino

2 commenti

Ciò detto fu preparata la cena e in più del consueto furono arrostiti sedici buoi, tre manze, trentadue vitelli, sessantatré caprioli lattonzoli, novantacinque pecore, trecento porcellini di latte con salsa di mosto, duecento e venti pernici, settecento beccacce, quattrocento capponi del Ludunese e della Cornovaglia, seimila pollastri e altrettanti piccioni, seicento gallinelle, mille e quattrocento leprotti, trecento e tre ottarde e millesettecento capponcelli.

Non molta cacciagione si poté procurare così all’improvviso; non v’erano che undici cinghiali inviati dall’abate di Turpenay e diciotto fra daini, cervi e caprioli regalati dal signore di Granmont, più venti fagiani mandati dal signore di Essars e qualche dozzina di colombacci, d’uccelli acquatici, di arzavole, tarabusi, chiurli, pivieri, francolini, oche selvatiche, pizzacheretti, vannelli, palettoni, pavoncelle, aironetti, folaghe, tadorne, gazze, cicogne, oche granaiuole, fiammanti (cioè fenicotteri) terragnoli, dindi, gran quantità di gnocchetti e rinforzo di minestre.

François Rabelais, Gargantua e Pantagruele, in ebook scaricabile a questo indirizzo

La-Grande-Bouffe-1-1

Still da Marco Ferreri, La grande abbuffata

a milano chiudono piccoli negozi di abbigliamento, mercerie, esercizi storici.

ogni centimetro quadro viene fagocitato dalla piovra food. bar e altri luoghi anche minuscoli sfruttano qualunque infimo spazio per piazzare un tavolino, una sedia, un pouf, attrattori di avventori. è l’immagine di una città dedita sempre più largamente al cibo, alla convivialità, al fuori. fuori ci sono il panino, la frittura, il cocktail. l’apericena, il precena, il dopocena. cibo italiano – indispensabile, per parlarne, l’uso del termine “eccellenza”. una parola che, vivo flaubert, sarebbe finita immediatamente nel suo sciocchezzaio –, cibo forestiero – la cina è in declino, il giappone va ancora (risultato: legioni di mangianti che aderiscono alla malìa dell’“all you can eat”, orde di persone in preda a una cacarella permanente, con tutto quel sushi), la corea emerge. cibo di strada. posti piccoli, posti grandi, apecar con specialità regionali. la nostra civiltà è in piena fase orale.

2 thoughts on “la prevalenza del panino

  1. Tutta questa fissazione maniacale che il nostri compatrioti manifestano per il cibo finirà per togliermi il piacere di cucinarmi la cena.

  2. no, no, mad, noi siamo persone serie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...