cose da libri

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incontri postumi sul divano

4 commenti

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modes paulette, vienna, anni trenta. courtesy

 

ieri ho letto due racconti, o per meglio dire una novella e un racconto, senza aver programmato l’accoppiata, ma per una di quelle manifestazioni serendipitarie che spesso occorrono nella vita di un lettore. la novella è lettera di una sconosciuta, testo di stefan zweig con un formidabile incipit:

“Quando di primo mattino il famoso romanziere R. fece ritorno a Vienna da una ritemprante vacanza di tre giorni in montagna e alla stazione comprò un giornale, subito si sovvenne, dando appena una scorsa alla data, che quello era il giorno del suo compleanno.”

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stefan zweig. courtesy

è la narrazione da parte della vittima di un amore invalidante ed esclusivo, ancorché non corrisposto, di una giovane donna che se ne è ammalata ancora bambina.

“Tu trasformasti, tutta intera, la mia vita. Fino allora apatica e mediocre a scuola, divenni d’un tratto la prima della classe, leggevo un’infinità di libri sino a notte fonda perché sapevo che tu amavi i libri […]”.

l’oggetto di questo sentimento bruciante ed esclusivo è uno scrittore adulto, bon vivant e grande sciupafemmine, che la donna osserva e desidera a sua insaputa per tutta la vita, sino a un epilogo straziante. è la storia di un sacrificio terribile, che corrisponde curiosamente a quello di cui vive barbara, il racconto di joseph roth che dà voce alla storia di una ragazza orfana, vedova ventiduenne di un uomo rozzo sposato per volere di uno zio affidatario di professione mercante.

“Il matrimonio […] si svolse in piena regola e secondo le disposizioni, col vestito bianco e il mirto verde, un piccolo e viscido discorso del pastore e un brindisi stentato del mercante di maiali. Il felice falegname ruppe un paio di delicatissimi bicchieri da vino, e gli occhi della moglie del mercante osservarono le sue robuste ossa senza potergli fare niente. Barbara se ne stava là come se si trovasse al matrimonio di un’amica.”

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joseph roth a nizza, anni trenta. courtesy

barbara si innamorerà, ma rinuncerà a risposarsi con un uomo che pure ama per stare vicina al figlio. il quale diventerà un tronfio prelato che si occupa dei casi suoi senza avere la minima idea né minimamente interessarsi dei sentimenti di sua madre, che si avvierà a una fine tristissima degna della vita che ha vissuto.

le storie di stefan e joseph si corrispondono in maniera singolare. entrambe storie di vite sacrificate, si diceva sopra, sono entrambe voci di donne incarnate da un uomo, e la sovrapposizione non si avverte.

nel racconto di stefan avvertiamo l’ostinazione di una passione che arde, vediamo l’io narrante in attesa davanti al palazzo viennese in cui abita il suo amore solo per averne una vista fugace, al freddo o al sole.

nel racconto di joseph assistiamo allo straniamento di una sposa ragazza, al brevissimo guizzo di speranza di felicità causato dalla presenza dell’uomo che le propone una relazione che desidera, vediamo il suo inesorabile ripiegamento nell’unico ruolo di madre.

“Così gli anni passarono in mezzo ai vapori dei panni sporchi. A poco a poco crebbe nell’anima di Barbara un’indifferenza, una torpida stanchezza.”

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stefan e joseph a ostenda, 1936. courtesy

stefan e joseph, entrambi in esilio dalla germania di hitler, furono amici. il primo aiutò economicamente il secondo, che non vendeva libri e beveva volentieri. alla loro profonda amicizia nell’anno appena trascorso ha dedicato un romanzo lo scrittore tedesco volker weidermann, mentre parte del carteggio tra i due scrittori è stata tradotta e pubblicata a settembre 2015 da castelvecchi con il titolo l’amicizia è la vera patria.

ieri stefan e joseph si sono incontrati di nuovo sul mio divano, fugacemente.

stefan zweig, lettera di una sconosciuta, traduzione di ada vigliani, adelphi, milano 2009

joseph roth, barbara, in questa mattina è arrivata una lettera, traduzione di vittoria schweizer, il sole 24 ore, milano 2015 (edizione originale passigli, bagno a ripoli 2012)

un articolo sul “manifesto”

un articolo su “informazione corretta”che ne riprende uno su “repubblica”

4 thoughts on “incontri postumi sul divano

  1. Questi amori al 50 per cento sono quanto c’è di più vicino alla passione assoluta e nel cuor mi stanno da sempre. Per restare a casa nostra penso a “Il segreto” dell’Anonimo triestino, uno dei miei .libri del cuore.

  2. ciao, kalz. non ho letto “il segreto”. che faccio, lo leggo?

  3. Il mio giudizio è di parte perché ne sono innamorato da sempre. Comunque sì. Ammesso che riesci a trovarlo

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