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guerre di indipendenza_book pride e bellissima

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l’anno scorso a milano c’è stata la prima edizione di book pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente. il promotore era ed è odei, l’osservatorio degli editori indipendenti. quest’anno book pride affronterà la sua seconda edizione, dal 1° al 3 aprile, ma avrà un gemello diverso, la fiera “bellissima”, che la precederà dal 18 al 20 marzo. “bellissima” è il frutto di uno scisma tra odei e doc(k)s, in precedenza partner, che non hanno raggiunto un accordo economico. pare che doc(k)s richiedesse di partecipare al 50% ma odei non era d’accordo. il tutto si trova ben descritto in un articolo del “corriere della sera” a firma di cristina taglietti riportato nel sito di book pride.

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Jonathan Wolstenholme, A Literary Joust, 2006. Courtesy

esaurite le questioni formali, andiamo ai contenuti. il tema 2016 di book pride si può trovare descritto nella homepage del sito:

“Il tema di quest’anno sarà equosistema: un tema che verrà declinato non solo in campo editoriale, ma come sistema di analisi della realtà ecologica e ambientale, della situazione geopolitica e sociale, delle nuove frontiere dei diritti civili con l’obiettivo di indicare possibili soluzioni che, a partire dalla ricchezza culturale dell’editoria indipendente, sappia individuare proposte di lavoro comuni.”

il programma della fiera non è ancora online, perciò può darsi che quando sarà stato pubblicato tutto sarà più chiaro.

si dice che “equosistema” non sarà declinato solo in campo editoriale, il che vuol dire che sarà declinato anche in campo editoriale. come si declina l’equosistema in campo editoriale? proponendo libri sull’ambiente, sul territorio, sulle soluzioni ecologiche? come si analizza, nell’ambito di una fiera libraria, la situazione geopolitica e sociale, come si innesta la questione delle nuove frontiere dei diritti umani, come individuerà, la ricchezza culturale dell’editoria indipendente, le proposte di lavoro comuni? comuni tra quale soggetto e quale altro soggetto? quindi bookpride esprimerà l’orgoglio di presentare libri sociologici, saggi pieni di soluzioni? lo capiremo meglio nelle prossime settimane.

passando a bellissima, sulla homepage del sito di doc(k)s se ne parla molto in termini della cinquantina di adesioni ricevute sinora.

non si parla di divisioni, ma si annuncia un poco ambiguamente ciò che segue:

“Dopo lo straordinario successo, nello scorso marzo, della prima fiera dell’editoria indipendente a Milano – 66 eventi, 124 marchi presenti e oltre 20.000 visitatori – Doc(k)s annuncia il secondo appuntamento per il 18-19-20 marzo 2016 al Palazzo del Ghiaccio di Milano: BELLISSIMA 2016 – Fiera di libri e cultura indipendente.”

bellissima è presentata dunque come la seconda edizione della prima fiera dell’editoria indipendente a Milano (errato: le prime erano state questa e questa, entrambe deprimentissime e prive di seguito) e nella frase si evita la parola “book pride”: una cosa che può indurre confusione in chi legge.

per quanto riguarda i motivi che giustificano l’esistenza della fiera,

“L’editoria indipendente può crescere e rafforzarsi a condizione di allargare il proprio bacino di referenza e di utenza, solo riuscendo a creare una vasta e solida rete di relazioni […] con altri settori della produzione culturale indipendente.

La città di Milano è lo scenario ideale per discutere la possibilità di un salto di qualità dell’editoria indipendente.

BELLISSIMA 2016 sarà quindi una straordinaria occasione di incontro per discutere di questi temi cruciali, ma sarà anche una grande agorà dove ogni editore potrà esporre la sua, singolare, progettualità editoriale.”

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Jonathan Wolstenholme, A Literary Struggle, 2002. Courtesy

se il tema di book pride provoca in chi legge una certa perplessità sugli argomenti che si affronteranno nel corso della fiera e su come possano essere collegati ai libri, nel caso di bellissima mi pare di rilevare l’assenza di un tema. e la sensazione di vaghezza continua ad assalirmi quando vado a cercare di capire cosa sia doc(k)s: è una “cooperazione di esperienze e mestieri e talenti per sviluppare, distribuire e produrre idee, libri, materiali, rete, eventi, convegni: culture, pratiche, sperimentazioni” che si propone di “operare strategie di produzione e distribuzione artistico culturale distanziandosi dal flusso dell’omologazione, attraverso l’espansione dal basso e la messa in comunicazione dei saperi”.

doc(k)s si prefigge di diventare un “catalizzatore di indipendenza”; di creare una “rete autogestita e che si autodetermina nei suoi obiettivi e nelle sue attività”. Perché

“si è nel mezzo di una depressione sottile, ma persistente e dilagante. Perché si avverte il rischio del fallimento di un percorso politico più che ventennale, l’incapacità di far fronte in maniera adeguata agli effetti della crisi. Davanti all’offensiva neoliberista, infatti, tutti i progetti politici elaborati finora dalle varie aree dell’antagonismo, o come lo si vuole altrimenti chiamare, si sono velocemente sbriciolati.

Ecco, noi crediamo che la ragione di tutto ciò stia innanzitutto in una crisi del lavoro culturale, che è anche una crisi di espressione delle soggettività singole e collettive, a fronte degli stravolgimenti operati dall’offensiva neoliberista. Noi crediamo che nessun progetto politico di resistenza e di alternativa sia possibile se non contempla, come suo presupposto, la costruzione di strutture stabili di lavoro culturale indipendente.”

reagire all’offensiva neoliberista costa 400 euro. con questa somma si diventa socio cooperatore doc(k)s. d’altra parte, se si vuole fare la resistenza non si può badare troppo al portafoglio.

mi auguro che la qualità e l’incisività di queste due fiere siano proporzionate al peso dei proclami.

4 thoughts on “guerre di indipendenza_book pride e bellissima

  1. Il nome Bellissima a tutto può far pensare tranne che a una fiera di editoria…

  2. in effetti il primo risultato su google è questo: http://bellissima.com/it/

  3. Due fiere in quindici giorni a Milano sono decisamente troppe. Speriamo di non dover soccorrere naufraghi dopo il probabile affondamento di una delle due

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