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Pubblicità_Pics Off!

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Quando si trattava dei nostri spettacoli dal vivo, non era nostra intenzione intrattenere la gente. Volevamo ributtare sul pubblico le bassezze e la cattiveria della strada. […] Alcune sere sbarravamo le porte in modo che non avessero scelta se non rimanere a sentirci. Ogni notte era come fare una rivoluzione.

Alan Vega sulle performance dei Suicide

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È approdato su Amazon, e auspicabilmente anche nelle librerie fisiche, Pics Off! – L’estetica della nuova onda punk. Fotografie e dischi 1976-1982, pubblicato da Nomos Edizioni, combattivo editore di Busto Arsizio. L’autore è Matteo Torcinovich e il progetto grafico – che come tutti i progetti grafici di pregio restituisce il contenuto nella sua luce più pertinente – è di Sebastiano Girardi (sul suo sito si può sfogliare il volume, qui: non perdetevi l’esperienza).

La vostra Anna Albano ha curato l’editing e la traduzione dei testi dall’inglese all’italiano: un doppio ruolo assai coinvolgente.

Dal punto di vista dell’editing è stato necessario trovare il modo di conservare nello stile quell’aura “trasgressiva” storicamente e inevitabilmente legata al punk1, badando nello stesso tempo a non indulgere a un linguaggio giovanilistico che avrebbe tolto autorevolezza a quella che è una vera e propria storia della new wave ripercorsa attraverso i materiali fotografici scartati nella scelta per le copertine, un documento preziosissimo per cogliere il flavor dell’epoca. Nelle parole dell’autore:

Pics Off! si situa al di qua del confine cronologico che di fatto segna la fine dell’importanza estetica della copertina, facendolo tuttavia da una prospettiva ribaltata, che mette sullo sfondo le immagini finali e fa parlare, invece, gli scatti secondari, i tentativi falliti, gli scarti di lavorazione. Sono loro, grazie alla testimonianza del materiale originale messo a disposizione dai fotografi, a diventare i protagonisti di questo appassionante racconto sulla genesi di immagini divenute nel tempo icone di un’epoca.

I materiali esposti, provenienti dagli archivi di venti fotografi che hanno lavorato con alcune delle band punk new wave più interessanti dell’epoca, consistono in un centinaio di immagini: stampe di prova realizzate dagli stessi fotografi per la scelta delle copertine o per la semplice archiviazione, ma, soprattutto, riproduzioni in grande formato dei provini a contatto scattati durante i set.”

Il grande interesse della parte di traduzione è consistito nel lavoro sulle interviste ai fotografi, fonti dirette per l’approfondimento nel backstage, o sulle dichiarazioni degli artisti, spesso tratte da rare riviste dell’epoca.

Le fotografie recuperate da Torcinovich, seppure scarti di produzione, sono bellissime, composte in pagine effervescenti, dai colori a tratti dolorosi o in bianchi e neri elegantissimi. Pics Off! non è un libro d’arte, ma una micro-opera d’arte, che nessuno potrebbe abbandonare a impolverarsi su un tavolino da caffè

 

Si parla di: The Ramones, Various Artists, Heartbreakers, Blondie, Iggy Pop, Cherry Vanilla, The B-52’s, Lizzy Mercier, Descloux, Teenage Jesus and The Jerks, Lydia Lunch, Alan Vega, Plasmatics, Plastics, Suicide, The Damned, Ian Dury ,The Jam, Ultravox!, David Bowie, Elvis Costello, Lene Lovich, Generation X, Nina Hagen Band, The Tourists, The Cure, Yellow Magic, OrchestraSheena & The Rokkets, Public Image Ltd, The Specials, Joe Jackson, The Pretenders, Echo and the Bunnymen, John Foxx, Bow Wow Wow, Japan, Depeche Mode, Bauhau

Matteo Torcinovich, Pics off! L’estetica della nuova onda punk. Fotografie e dischi (1976-1982), Nomos, Busto Arsizio 2016, 224 pagine, 24, 90 euro

1 Come spiega molto bene Torcinovich: “Il punk è stato indubbiamente l’ultimo movimento d’avanguardia rivoluzionario, non tanto musicalmente parlando ma in quanto fatto di costume per le energie creative che liberò in quasi tutto il mondo. Il punk è il figlio adolescente delle avanguardie storiche del Novecento, figlio scapestrato, pasticcione e senza grandi pretese, a parte quella di cambiare il mondo – ricordiamoci la scritta sulla camicia della ditta Westwood-MacLaren: ‘Be Resonable Demand The Impossible’. Molto è stato scritto, e il più delle volte a sproposito. Definirlo vuol dire ucciderne la sua vera natura, che è delirio e desiderio; l’attitudine ‘I Wanna Be Me’ e ‘Do It Yourself’ è l’anima stessa del punk, anima che disconosce ogni paternità, anche quella più evidente, per puro spirito di contraddizione.”
david

Brian Duffy, Lodger, David Bowie, 1979. La copertina fu il frutto della collaborazione tra Bowie, l’art director Derek Boshier […] e il fotografo Brian Duffy […]. Nel pieghevole originale presente nell’album, la fotografia di Bowie nei panni di una vittima di un incidente stradale viene associata all’immagine del cadavere di Che Guevara e a una riproduzione del Cristo morto di Mantegna. Derek Boshier: La copertina per Lodger fu il frutto di una collaborazione tra David, il fotografo Duffy e me. Mi piaceva moltissimo la soluzione al problema di David fotografato mentre cadeva: inquadrandolo dall’alto, su una tavola costruita appositamente per combaciare con la forma che cadeva. La tavola era stata progettata per essere completamente coperta dal corpo di David. Il lavandino fu collocato sotto la tavola, sul pavimento.

 

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