cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

Tim Parks sui traduttori, con un’interessante osservazione sulla traduzione tecnica

Lascia un commento

conversationalreading.com:tim-parks-interview

Nella prima parte di quest’anno Tim Parks ha pubblicato una trilogia di articoli sull’edizione online della “New York Review of Books” (In the Tumult of Translation, 19 gennaio 2016; A Long Way from Primo Levi, 2 febbraio 2016; The Translation Paradox, 15 marzo 2016), in cui fa un lavoro di comparazione molto interessante sulla base di una serie di traduzioni di Primo Levi in inglese, contenute nei Complete Works dell’autore italiano, a cura di Ann Goldstein e tradotto da diversi traduttori.

befan.it

Nel primo articolo Parks mette a confronto una traduzione uscita nel 1959 e una del 2015, entrambe di Stuart Woolf – che si auto-rivede –, evidenziando che lo sforzo di Woolf non è risolutivo: “In general, Woolf’s revisions to his 1959 translation are very light”. L’interesse del tutto sta ovviamente nel confronto riga per riga di alcuni brani e nel commento di Parks. Particolarmente interessante è il caso in cui esamina l’italiano di Levi e la traduzione di Woolf (1959), proponendo alla fine la propria:

[Levi]

Molti, bestialmente, orinano, correndo per risparmiare tempo, perché entro cinque minuti inizia la distribuzione del pane, del pane-Brot-Broit-chleb-pain-lechem-kenyér, del sacro blocchetto grigio che sembra gigantesco in mano del tuo vicino e piccolo da piangere in mano tua.

Woolf’s 1959 text gave:

Some, bestially, urinate while they run to save time, because within five minutes begins the distribution of bread, of bread-Brot-Broid-chleb-pain-lechem-keynér, of the holy grey slab which seems gigantic in your neighbour’s hand, and in your own hand so small as to make you cry.

Why we have “some” (which would be qualcuno or alcuni in Italian) rather than “many” is not clear. Bestialmente can be used in Italian to mean simply, like an animal. “Bestially” sounds rather like a criticism of these desperate folk. And do we usually invert verb and subject “begins the distribution of bread”? Wouldn’t we normally put an article—”of the bread”? Again, the Italian is entirely standard here, by which I mean that one could hardly think of a simpler way of putting this. However, if the translator uses a more standard English—”Because in five minutes the bread distribution begins”—he will have a problem of the phrase in apposition immediately afterwards (“of bread-Brot-Broid-chleb”, etc.). Since this needs to be tagged directly onto the word “bread,” Woolf decides to leave the Italian structure intact. Of course, this solution is entirely possible in English, but gives the feeling of something rather more elaborate and less spoken than the Italian. In the end, the only things revised here in the 2015 edition are the English spelling (grey/neighbor), the use of “which” rather than “that” and the repetition of the word “hand.”

My own sense of Levi’s original might go like this:

To save time many are urinating as they run, like animals, because in five minutes they’ll be handing out the bread, Brot-Broid-chleb-pane-pain-lechem-keynér, that sacred gray slab that looks so huge in the hands of the man next to you and so small you could cry in your own.

I’ve risked a little confusion using two “they”s with different referents in the first line, though in the context of the paragraph the sense will be clear enough. Italian has no other word but distribuire for the idea of distributing, but English has “handing out.” Why go for the more formal “distribute” for this rather brutal process of handing over slabs of stale bread? I’ve introduced pane into the list of words for bread, since it seems strange to eliminate Italian from the languages the inmates are speaking. I’ve also used the straightforward “looks” instead of “seems” (again Italian has no choice here) and I’ve speeded up the end “so small you could cry in your own” in line with Levi’s extremely condensed piccolo da piangere in mano tua. Meanwhile, il tuo vicino is a tricky problem. It means “the person next to you,” hence also “your neighbor.” So it could take on a Biblical ring. But it is also absolutely the word you would use for the guy standing next to you in a line at a bus stop. The question is, how much attention do we want to draw in the English to a word that draws none at all to itself in Italian?

CompleteWorksofPrimoLevi_The_978-0-87140-456-5

Il secondo articolo continua sulla stessa linea ma aggiunge al confronto gli altri traduttori di Levi. Per concludere che

In any event, the moral of the tale is that what all we translators most need, aside from a thorough grounding in the language we are working from and a matching resourcefulness in the language we are working toward, is a damn good editor, someone who will go through our work meticulously, pointing out all interferences and awkwardness, inviting us to reconsider and reflect.

Il terzo articolo è una critica piuttosto serrata al ruolo di editor svolto da Anne Goldstein, sempre in riferimento all’opera omnia di Levi, sempre con dovizia di esempi e con qualche pessimismo. Parks mette poi in discussione i criteri di scelta dei traduttori da parte degli editori, parlando di una sorta di pigrizia:

Alcune reputazioni non vengono mai messe in discussione. Viviamo in un piccolo mondo, in cui semplicemente non è saggio dire ciò che si pensa. […] Chi ha voglia di fare il guastafeste dicendo che molte pagine dello Zibaldone sono tradotte male e che in una certa misura il progetto è stata un’occasione mancata? Ma credo che la questione sia molto più profonda, che sia forse sintomatica dell’epoca in cui viviamo e della diminuzione dell’importanza della parola scritta, e in particolare della letteratura, nella nostra società. Semplicemente, molti lettori, molti critici non se ne accorgono. O se lo fanno, non gli interessa particolarmente. Leggono per il contenuto. Di fatto, lo scrittore il cui lavoro era soprattutto un risultato di stile e di densità linguistica, un’indagine sulle possibilità del linguaggio, rivolto a una comunità in grado di comprendere la natura dell’esperimento – Joyce, Woolf, Gadda, Faulkner – è prevalentemente cosa del passato. […] Perciò la tendenza è consegnare il libro a un traduttore di qualche fama, meritata o meno, e di chiudere la faccenda. In particolare, c’è una tendenza a privilegiare coloro i quali gravitano attorno al mondo letterario, come se questo fosse una sorta di garanzia di competenza linguistica. Non è così.

Dopodiché, a sostegno di ciò che potrebbe apparire come un’eresia, Parks racconta di un corso tenuto a un gruppo di traduttori desiderosi di migrare dalla traduzione tecnica a quella letteraria. Persone ignorate dagli editori cui si rivolgono per chiedere di tradurre narrativa. E tuttavia, continua l’autore,

sospetto che Anne Milano Appel sia così brava […] perché ha fatto una enorme quantità di traduzioni non letterarie, commerciali, pubblicitarie, di marketing, lavoro che obbliga a diventare consapevoli del modo di usare il linguaggio ogni giorno. Se io stesso ho imparato a tradurre più o meno bene è stato per i quindici anni trascorsi a tradurre praticamente qualunque documento un’azienda possa produrre, dalle riviste di moda sulle scarpe alle istruzioni per produrre i filtri diesel. La mia prima traduzione letteraria, i racconti erotici di Alberto Moravia […] mi sembrò infinitamente più facile e congeniale delle tariffe giornaliere contenute negli opuscoli turistici e dei manuali degli impianti di estrazioni.

Perché, allora, una traduttrice brava come Anne Milano Appel, adesso più che settantenne, non è conosciuta meglio? Perché la gloria, per il traduttore, è gloria in prestito. Nessuno dei libri che ha tradotto Milano Appel ha catturato l’immaginazione del pubblico.

AMA 12-27-08

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...