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milano chiama seul

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alla fine l’ho comprata. in realtà l’ha ordinata per mio conto una collega che raccoglie le richieste e organizza periodicamente acquisti collettivi. che si ripetono da qualche tempo, segno che è in corso un fenomeno poco visibile ma consistente ed espandentesi. in sostanza vanno formandosi dei gruppi di acquisto solidale che invece di privilegiare il chilometro zero comprano a diecimila chilometri dall’italia. precisamente in corea.

l’oggetto ha un design piacevole ed è proposto in una limitata palette di colori sobri. da solo, però, non ha motivo di esistere. perché per vivere ha bisogno dei gusti. cocco, limone, mirtillo, fragola, e molti altri che scoprirò.

il negozio degli aromi è stretto e corto, un piccolo corridoio fragrante di fumi. due uomini, seduti, armeggiano sul bancone, di fronte ai commessi. aspirano avidamente dal congegno elettronico, aspirano e rilasciano il fumo dal naso. discutono di misture, richiedono ingredienti, si informano sulle novità. il negozio di liquidi per sigarette elettroniche non è un commercio, ma un club. un club di gourmets di aromi, in cui ciascuno compone le proprie ricette segrete, piccoli chimici domestici e gelosi.

varcare la soglia del negozio degli aromi è come entrare in un club inglese al tempo del giro del mondo in ottanta giorni e trovare tutti i membri che fumano la pipa.

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il negozio degli aromi è anche relativamente buio, perciò ricorda anche le fumerie d’oppio in cui andavano a stranirsi vittoriani e poeti maledetti. qui, però, non aleggia alcun sintomo di simbolismo, di orientalismo, di culto per il disfacimento, qui non v’ha nulla di carnale. è piuttosto una sorta di negozio di giocattoli con una scelta infinita, una palette soggiogante, il luogo di una seconda dipendenza.

justfog 1453 ultimate stainlessil mio turno arriva dopo qualche tempo, proprio a causa della natura del luogo, che non ammette il mordi e fuggi. chiedo lumi sui liquidi privi di nicotina. sul bancone si trova un contenitore strapieno di gusti da provare e di bocchini usa e getta. il commesso mi sottopone i diversi gusti come un tempo il salumiere mi avrebbe allungato una scaglia di parmigiano o una fetta di salame da assaggiare prima dell’acquisto. provo questo, provo quello, poi mi decido per il cocco. in fondo sta arrivando l’estate.

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