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Tradurre un francese flamboyant_Romeo Sozzi & Promemoria

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copertina buonaÈ nelle librerie, reali e virtuali, Romeo Sozzi & Promemoria – La manifattura dei sogni, libro pubblicato da Rizzoli, scritto da Pierre Léonforte e tradotto dal francese all’italiano chi scrive.

Un designer e la sua casa nei dintorni di Lecco: questa storia la scrive un autore francese dalla lingua ricca e sofisticata, con un portafoglio di termini desueti che ha reso la traduzione assai stimolante.

Screen Shot 2016-05-19 at 12.55.56La casa è bellissima, il designer un uomo dagli interessi variegati che, oltre al resto, ama i taccuini e la cancelleria: per l’autrice di questo post – notoria estimatrice di penne, matite, oggetti da scrittura – il tutto è, come si direbbe in inglese, pure cream.

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Screen Shot 2016-05-19 at 12.54.39Se possiamo azzardare un Romeo Sozzi-Doctor Johnson in versione lombarda, anzi laghé*, Pierre Léonforte è senz’altro il suo James Boswell: un biografo attento e affascinato, capace di restituire sulla pagina l’uomo e la sua opera mantenendo uno stile del tutto peculiare, denso di impalpabile ironia e vagamente old-fashioned.

Doctor Johnson and James Boswell in Fleet Street, 1884

Il Doctor Johnson e James Boswell passeggiano per Fleet Street, Londra

Questa è la biografia di Romeo Sozzi secondo Léonforte:

“Fondatore dell’azienda di ebanisteria contemporanea Promemoria, creatore dei più bei mobili del mondo, contesi da una clientela internazionale competente, inventore di un’arte di vivere ultrasofisticata che coniuga semplicità e lusso, Romeo Sozzi ha sempre considerato le proprie case e appartamenti come altrettanti laboratori in grado di legittimare le sue creazioni e viceversa. Né la villa del lago a Varenna né l’appartamento di Milano sfuggono a quest’ordine delle cose belle, nel quale si misurano allo stesso modo l’appartamento Angelina di via dei Giardini a Milano, l’ampio spazio living-kitchen in cui riceve i clienti nella fabbrica di Valmadrera, oppure il suo ufficio, vero e proprio studio in espansione che si rivela la dimora e il centro principale della sua creatività. Là, in una quiete lontana dall’agitazione degli atelier e degli uffici, Romeo Sozzi legge, studia, consulta, compulsa, disegna, scrive, si riposa, parte, torna, ripone i suoi acquisti, le sue acquisizioni, accatasta i suoi libri, dispone oggetti, sedie, mobili, quadri, oppure li ammucchia nell’attesa di trovare loro una collocazione, di (ri)dare loro un ruolo.”

 E qui si descrive la sua passione per le cose della scrittura:

“Cresciuto con Dante e Simenon, il Sozzi lettore adora Voltaire, cosa tutto sommato normale per un uomo che disegna poltrone.

Ironia della sorte: la sua, al suo tavolo, non deve nulla alla sua matita. In legno scolpito a foglia dorata, montata su ruote, proviene da un antiquario di Londra e per il suo stile avrebbe potuto figurare in un film in costume. Come richiesto dal Sozzismo, il proprietario l’ha tappezzata in un velluto di seta color bronzo decisamente più vicino alla sua identità. È qui seduto che scrive, produce schizzi, disegna. La sua scrivania è una nave pronta a salpare, invasa da carte, dai suoi taccuini morbidi marchiati RS con i bordi argentati, ma anche da quaderni, scatole, astucci, contenitori straripanti di matite, di boccette di inchiostro giapponese per calligrafia. Dall’inchiostro alla penna: Romeo Sozzi possiede centinaia di penne e di portamine. Alcune sono ordinatamente allineate in un vassoio viola. La crème de la crème delle penne. Montblanc, Pilot, Delta, Pelikan, Waterman, Parker. E Omas, la sua preferita, anche se la paffuta Montblanc Daniel Defoe, la n. 9146 su una edizione limitata di 10.000, si confà ugualmente al suo stile.”

colophonLa pubblicazione del libro si deve al rigoroso coordinamento editoriale di Laura De Tomasi; il progetto grafico, splendido, a Pitis e associati. Il libro è una meraviglia per gli occhi, con doppie pagine nelle doppie pagine che racchiudono altre sorprese iconografiche, tutto su carta elegantemente opaca.

*Laghé: persona del lago (di Lecco).

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