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Storie di editing. Dall’autopubblicazione alla pubblicazione: il caso L.K. Brass

2 commenti

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Nella primavera del 2013 ricevo una richiesta di valutazione di un manoscritto, proveniente da un autore svizzero-italiano che ha scritto un thriller finanziario destinato all’autopubblicazione su Amazon.

Il testo è corposo (il formato in pdf conta circa 650 pagine), con diverse informazioni tecniche di ostica comprensione per i non avvezzi al mondo della finanza e di descrizioni talvolta non strettamente funzionali all’economia complessiva del racconto.

La fabula, ricca di dettagli e dotata di una sua coerenza interna mantenuta dall’inizio alla fine, coincide di fatto con il suo intreccio: la storia si dipana in ordine cronologico, raccontata in prima persona, e i fatti sono presentati in successione fondamentalmente lineare. La quantità di digressioni e flashback è molto misurata; essi sono affidati esclusivamente alla voce dell’io narrante, che regge il racconto dalla prima all’ultima pagina, mantenendo un punto di vista esclusivo.

Riporto qui sotto qualche osservazione dalla scheda di lettura:

“La vicenda: la famiglia dell’io narrante, il matematico Daniel Martin, è stata sterminata a causa del pericolo rappresentato dalle sue ricerche. Per proteggere Isabel, la figlia sopravvissuta, Daniel decide di dichiararsi morto al mondo e vive cambiando continuamente identità, alla ricerca ossessiva dei colpevoli. Sul suo cammino incrocerà due dirigenti della BCE. Il primo sarà assassinato poiché in possesso di importanti informazioni su episodi di insider trading criminale; la seconda, rapita e salvata da Daniel, braccata poiché ritenuta in possesso delle medesime informazioni, lo accompagnerà per una parte della storia.

La trama secondaria è costituita dalla storia d’amore tra Daniel e Anna, sviluppatasi nell’arco di pochi giorni. Qui bisogna osservare che, da un punto di vista della verosimiglianza, il rapporto tra Daniel e Anna – che ha origine da vicende molto drammatiche quali il rapimento e le torture cui è stata sottoposta la donna, sospettata di essere in possesso di importanti informazioni utili per scoprire chi, nel mondo finanziario, inquina e approfitta della crisi – progredisce un po’ troppo rapidamente verso una confidenza che in genere è propria di relazioni consolidate. Nei dialoghi si rileva una eccessiva familiarità che rende le situazioni un po’ meno credibili. Al di là del grado di confidenza tra Daniel e Anna, infatti, risulta poco verosimile anche la scelta lessicale. I bonari insulti “sciocco” e “cretino”, che in un dialogo tra italiani possono avere un loro senso, risultano un po’ artificiosi sulla bocca di Anna, che è finlandese. In questo caso è consigliabile un minimo di documentazione volta a comprendere quali termini italiani potrebbero rendere efficacemente un modo più nordico di apostrofare […].

Il personaggio Anna Laine

Anna Laine, proiettata da un lavoro prestigioso alla BCE a una clandestinità estrema in compagnia del suo salvatore, passa senza quasi soluzione di continuità dalla prostrazione indotta dalla sua crudele prigionia a un profondo coinvolgimento sentimentale. La sua devozione e l’amore nei confronti di Daniel, dopo un breve periodo iniziale di dubbio, sono totali e incondizionati, con venature di emotività talora eccessive.

Qualche esempio:

Anna piange:

“[…] iniziò a singhiozzare sommessamente, coprendosi il volto con le mani e voltandosi per andarsene. […] ‘Cosa ti hanno fatto… cosa ti hanno fatto… – mi sussurrava dolcemente mentre mi stringeva. – Tu stai piangendo ancora per lei…”

Anna mostra devozione:

“Oh Daniel, non ti chiederò mai più niente. Non preoccuparti per me. Io proteggerò sempre il tuo segreto.”

Anna prega:

“‘Daniel, non essere triste per me. Ricorda il nostro patto’, mormorò Anna. ‘Non sentirti costretto a far niente che ti possa sembrare una minaccia per qualcuno. Io ti amerò sempre lo stesso.’

Mi diede un ultimo fuggevole bacio e di colpo la sua espressione diventò decisa. Mi voltò le spalle e si avviò lungo il corridoio.

‘Pregherò per te, Daniel!’ riuscii ad udire.”

Nel personaggio di Anna andrebbe temperato l’eccessivo contrasto che si avverte, soprattutto dal punto di vista della scelta lessicale, tra la sua figura come professionista giunta a un alto livello e quella privata, un po’ troppo incline all’emotività. È evidente che quest’ultima caratteristica è funzionale all’aspetto protettivo del carattere Daniel, tuttavia rendendo un po’ più complessa la personalità di Anna si aggiungerebbe forse una tensione più profonda al rapporto tra i due.[…]

Dal punto di vista dell’uso della lingua, data l’origine dell’autore, in molti punti il testo avrebbe bisogno di una “risciacquatura in Arno”. Si leggono qua e là termini ed espressioni che non trovano riscontro nell’uso normale dell’italiano, e che andrebbero emendati in vista di una eventuale pubblicazione. […]

Parti pleonastiche

Ci sono alcuni punti in cui alcune descrizioni, osservazioni, precisazioni, si potrebbero eliminare senza pregiudizio per il testo; in alcuni casi qualche piccolo taglio migliorerebbe nel lettore la tensione e il senso di aspettativa.”

Eccetera eccetera.

Sulla scorta del mio e di altri pareri paralleli, l’autore rimaneggia e accorcia il testo.

Language-Editing

“La sua scheda mi è servita moltissimo nel rivedere e ricostruire il manoscritto originale”, mi comunica. “Penso sia importante far capire agli autori intenzionati ad autopubblicarsi che hanno una responsabilità nei confronti dei lettori: la qualità.

Senza l’aiuto di un professionista non possono andare molto lontano.

Sono in primo luogo un lettore e ne sono ben cosciente. […]

Ho quasi ricostruito il romanzo, portandolo dalle 650 pagine che aveva letto lei a circa 450.

Solo a questo punto ho fatto fare l’editing […].

Ero già convinto dell’importanza di questo passo e il risultato me l’ha confermato. Come se non bastasse, ho anche imparato molto dal lavoro fatto dalla mia editor, che ha sudato non poco a farmi passare dalle 450 pagine alle 350 finali, senza perdere un solo episodio della trama. […]

Non è un caso se fra i ringraziamenti dei grandi autori ci sia molto spesso il loro editor. Sacrosanto.”

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Ritratto del libro I mercanti dell’Apocalisse da giovane, quando era un testo autopubblicato con  copertina non realizzata da un professionista

Il nostro manoscritto a questo punto è diventato un libro, che l’autore diffonde su Amazon.it e, in traduzione, su Amazon.com. Ottiene successo, tanto che Giunti lo nota, se lo accaparra e lo fa uscire il 16 marzo di quest’anno.

 

2 thoughts on “Storie di editing. Dall’autopubblicazione alla pubblicazione: il caso L.K. Brass

  1. Finalmente una storia di autopubblicazione veramente edificante! 🙂

  2. sì, sì, questa è andata benissimo, mad!

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