cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

l’arte di annotare e un moleskine che non è un moleskine

6 commenti

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come i lettori sanno, “cose da libri” non insegue le novità librarie, a meno che tra esse non vi sia qualcosa che cattura davvero il suo interesse.

scrivere idee – annotazioni e appunti, di hanns-josef ortheil, è uscito nel 2012 nella collana “scritture creative” della benemerita zanichelli. un prezioso libretto confezionato come un taccuino, in cui peraltro l’autore, nella prefazione, cita esplicitamente moleskine. ortheil racconta agli aspiranti annotatori il modo di prendere appunti di scrittori e artisti; ogni capitolo è concluso da esercizi, ad esempio “cercate in una città una piazza, piccola e non troppo dispersiva e, alla maniera di georges perec, osservate per diversi giorni tutto quello che vi accade. stilate delle liste con tutto quello che vi passa davanti […]. raccogliete le osservazioni sui diversi movimenti all’interno della piazza. trovate i dettagli poetici e continuate ad annotarli sotto forma di incipit narrativo di una storia.”

il sommario

• premessa

• introduzione: l’arte di annotare

• progettare un testo ed esercitarsi nella scrittura I: annotazioni di base

• progettare un testo ed esercitarsi nella scrittura II: annotazioni figurative

• progettare un testo ed esercitarsi nella scrittura III: annotare le emozioni e le passioni

• progettare un testo ed esercitarsi nella scrittura IV: annotazioni classiche

• considerazioni finali: vivere la scrittura

• bibliografia

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lewis carroll, manoscritto di alice nel paese delle meraviglie. courtesy

dalla premessa (il grassetto è mio)

“Nicola è perfettamente connesso e ha sempre con sé tutto ciò che serve nella giungla moderna: uno smartphone, un portatile, un tablet. Se la cava bene: messaggia, manda mail e twitta, scrive sul suo blog ogni due giorni, posta su Facebook almeno tre volte al giorno, è sempre al telefono e quotidianamente attinge notizie fresche fresche dalla rete.

Poi però viene il giorno in cui all’improvviso un suo amico arriva con un taccuino: è nero, maneggevole, marca Moleskine, con una chiusura a elastico che non passa inosservata. È semplice, ma allo stesso tempo anche nobile e si capisce che contiene qualcosa di personale e di molto speciale, che non tutti possono leggere. […] Ogni volta che toglie l’elastico emette un lieve sospiro e comincia a scrivere con un’espressione assorta sul volto. Sembra quasi uno scrittore vero e Nicola deve constatare che, con il passare dei giorni, lo sta proprio diventando.

Ma non è tutto. Ben presto Nicola si rende conto che in giro i taccuini Moleskine aumentano in modo incredibile. […] Persone che prima non avevano mai pensato a scrivere o ad annotare, sono colpite da una vera e propria ‘taccuino-mania’. […]

Ovvio che Nicola non resiste. Anche lui compra un taccuino e almeno una volta al giorno sta seduto all’aperto a un tavolino del suo caffè preferito, per annotare ciò che vede e ciò che gli passa per la testa. Tutto questo ha qualcosa di molto artigianale e addirittura rassicurante. È così, pensa Nicola, una piacevole contro-esperienza rispetto alla veloce scrittura elettronica. Tuttavia fondamentalmente non sa scrivere delle annotazioni a mano. E soprattutto non sa cosa deve annotare. La verità è che adesso sta facendo qualcosa per se stesso e non per una community con i suoi temi prestabiliti. […]

Scrivere idee […] mostra come e perché annotare può essere un’arte e permette a Nicola di conoscere alcuni dei migliori scrittori al mondo che si sono cimentati con questo tipo di scrittura.”

dalle pagine 120-121

“Walter Benjamin scrisse questi appunti [quelli relativi al progetto “Parigi capitale del XIX secolo”] con una penna stilografica e una matita. Come lui, gli studiosi dei secoli passati attingevano le loro conoscenze da brani tratti dai libri. Riportare le citazioni a mano era diventato, dall’avvento della stampa, il metodo più diffuso per trattenere il sapere e immagazzinarlo per un impiego successivo. Esistevano addirittura dettagliati manuali con regole e consigli per copiare e ordinare le citazioni. […]

Sulla scia di questi archivi si cominciò a utilizzare anche taccuini, in cui idee o riflessioni potevano essere registrate in ogni momento. Sappiamo che filosofi che Friedrich Nietzsche e Ludwig Wittgenstein, per esempio, avevano sempre con sé un taccuino del genere, su cui scrivevano continuamente le loro annotazioni.”

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appunti di mark twain. courtesy

da pagina 148

“Attraverso l’annotazione ci si estrania dal flusso degli eventi e della realtà e ci si concentra su un aspetto preciso, facendolo proprio. […]

Annotare è lo stimolante ideale delle capacità intellettuali, la caffeina letteraria per eccellenza. […] la penna si muove sulla carta o le dita sulla tastiera nel modo più immediato possibile. La mente è lucida, le cellule nervose sono in azione e il flusso della scrittura scorre.”

dalle pagine 150-151

“La questione sta proprio nell’annotare quotidianamente, senza interruzioni. Periodi di pausa, anche brevi, si fanno sentire immediatamente, come accade con il musicista che trascura il proprio strumento. Anche la scrittura diventa incerta, lenta e perde di vivacità. Un esercizio regolare e frequente mantiene la fluidità della lingua. Anche riportare date e segni del mondo esterno può contribuire a questo, grazie inoltre ad associazioni, similitudini e metafore che completano e strutturano ciò che è stato scritto.”

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un taccuino di roger de muth. courtesy

hanns-josef ortheil, scrivere idee – annotazioni e appunti, traduzione di carolina d’alessandro, zanichelli, bologna 2012, 15 euro spesi molto bene

6 thoughts on “l’arte di annotare e un moleskine che non è un moleskine

  1. Un articolo incredibilmente interessante che non solo per il contenuto ma anche per la scelta dell’articolo in se, è molto stimolante.
    Tra l’altro, erano mesi che non entravo più su wordpress, e questo post è il primo che metaforicamente mi sono ritrovato fra le mani. Fortunata coincidenza.

    Lukas

  2. Bellissimo post, molto interessante.
    Mi è piaciuto il confronto “cosa solo per me” e “cosa per una community che ha dei temi prestabiliti”. A parlare sempre ad alta voce ci si perde la bellezza dello stare in silenzio a pensare e basta.

  3. Pingback: Segui l’intuizione | Sentieri Naturali

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