cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee

editori pezzenti vs. editori pop

8 commenti

a me la newton compton mi ha sempre fatto impazzire per il suo catalogo sterminato fatto di cose diverse, molte molto buone, e di tanti libri-guida, come quello che ho comprato oggi su milano.

img_20161112_151808

perché non si capisce come faccia a mantenere prezzi strepitosi (forse non ha collaboratori e fanno tutto raffaello & famiglia, forse i collaboratori sono pagati una miseria o non lo sono affatto; forse la maggior parte del lavoro, come spesso avviene – per i vivi – è demandato all’autore), ciò che non riesce a case editrici che godono di maggior credito presso certi: la sellerio, con il suo catalogo infinito di refusi (datato, ma ancora memorabile, lo scempio di un bel volume di daria galateria, e un altro su un libro del bravo giuseppe scaraffia; si veda anche qui), o l’attuale einaudi (in particolare stile libero*). eppure queste case editrici “piccole ma di qualità”, vedi per l’appunto sellerio, o voland, o la defunta isbn – queste ultime due non pagatrici conclamate: si veda qui e qui –, sono popolari presso i devoti del libro ben curato, altro che la monnezza mainstream di mondadori o rizzoli. eppure, signori, rizzoli e mondadori i collaboratori ce li hanno e li pagano, perlopiù puntualmente. e mentre so per certo (fonte: traduttori ingaggiati amici miei) che feltrinelli paga 12 euro a cartella per la ritraduzione di un classico della letteratura inglese, so altrettanto per certo che editori dal cuore meno rosso e tradizionalmente meno interessati alla sorte del popolo dei lavoratori pagano i traduttori dai 15 euro in su, con punte di 26 euro (fonte: chi scrive). e so che ho dovuto chiedere non so quante volte, fino alla minaccia, i miei diritti d’autore – spiccioli – a un piccolo editore talmente interessato alle sorti del mondo da distribuire le produzioni eque e solidali di eloísa cartonera, per il bene dei compagni argentini (era un po’ meno interessato alle mie, di sorti).

e so per certo, come tutti coloro i quali lavorano in editoria, che questi pitocchi malpaganti (quelli in malafede, beninteso: parlo solo di quelli) si nascondono spesso dietro la lagna “siamo piccoli, abbiamo molte spese, vendiamo poco, alla feltrinelli fanno le pigne di fabio volo vicino alle casse, non possiamo pagare i collaboratori ma siamo gli alfieri della ricerca e della qualità”.

image

giacomo ceruti detto il pitocchetto, il pitocco filosofo

risultato: libri spesso mal curati e pieni di refusi al costo triplo di quelli di newton compton. eppure è proprio da newton compton che potrebbero partire, ad esempio, i genitori desiderosi di allestire in economia una bibliotechina domestica di classici per i loro figli: con questi prezzi le scuse del genere “sì, però i libri costano troppo” sarebbero impossibili.

tornando a noi, triplo urrà per l’editore romano no frills, low cost, spesso veramente utile.

*li metto nel calderone dei refusari, ma per einaudi, che non è un piccolo editore, il discorso è ovviamente diverso e simile a quello generale relativo a molti editori: deprezzamento economico dei professionisti dell’editoria; tendenza a concentrare su una figura singola almeno tre funzioni – lettura, correzione di bozze, revisione; sciatterie invalse per motivi diversi, formazione insufficiente dei nuovi. il tutto, nel caso dell’einaudi, brucia ancora di più se si pensa all’einaudi dei tempi d’oro.

8 thoughts on “editori pezzenti vs. editori pop

  1. Verissimo.
    E a proposito della possibilità di leggere a costo zero libri appena usciti, personalmente trovo comodissimo il servizio Media Library fornito dalle biblioteche pubbliche (volendo anche quotidiani, banche dati ecc)
    http://www.medialibrary.it/pagine/pagina.aspx?id=27
    Altro che 500 euro di bonus cultura, implentiamo servizi ottimi come questo 🙂

  2. cara silvia, grazie per questa utilissima informazione. anna

  3. Ah, visto che siamo in tema di ringraziamenti volevo dirti grazie con due zeta per le dritte su Trieste… il museo della bora è una perla di leggerezza patafisica, l’inventore un uomo squisito.
    Grazie davvero, leggerti è sempre un piacere.

  4. Articolo, come sempre direi in questo blog, interessante che vorrei riproporre anche sul mio. E’ una domanda davvero gustosa.

  5. L’ha ribloggato su ilperdilibrie ha commentato:
    Di quei dubbi che… Uno ce li ha e li pensa, ripensa e poi va a finire che se li fa anche qualche altra persona e allora li scrive e tu pensi Ma guarda? Non sono il solo! e allora li riblogghi. A voi le considerazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...