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Prendete e leggetene tutti

2 commenti

Segnalo, dal sito della “Ricerca”, meritoria rivista online di Loescher editore (cliccate qui se volete prelevare il n. 11 in pdf) , un paio di articoli interessanti, entrambi di Elena Franchi. Buona lettura.

s-l225Occhi bassi e capo chino

“Per secoli la donna è stata educata in vista del ruolo che avrebbe dovuto svolgere in famiglia e nella società. La sua formazione era prevalentemente di tipo manuale, un “saper fare” che presupponeva anche il controllo sulla postura del corpo e sull’attività della mente: gli occhi bassi, la testa china sul lavoro delle mani; la mente occupata nell’attività e non in preda a pericolose fantasie.”

È un sintetico excursus sull’istruzione delle bambine, dall’Enciclopedia della fanciulla a, vivaddio, Pippi Calzelunghe, passando per l’assenza di Stevenson, Kipling, Twain, Collodi.

prl-1950-fila-antica-scatola-antique-matita-matiteAmate matite

“Pare che siano stati due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti, i primi a pensare di inserire un’anima di grafite in un contenitore in legno, ma fu soltanto alla fine del Settecento che il francese Nicolas-Jacques Conté mise a punto lo strumento, composto da una sottile mina − un impasto principalmente composto da polvere di grafite e argilla −, entro un’asticciola di legno tenero facilmente temperabile.”

Non solo Olivetti: in questo articolo scopriamo che nell’Ottocento Lotar Faber, discendente del pioniere della matita Kaspar, provvede a migliorare la qualità del lavoro dei suoi dipendenti con l’assistenza sanitaria, la garanzia della pensione e una cassa di risparmio interna, poi, sempre per i lavoratori, fonda un asilo, costruisce appartamenti e, last but not least, apre per loro una biblioteca. Non perdetevi la gallery di immagini.

 

2 thoughts on “Prendete e leggetene tutti

  1. Ricordo, da bambina, le donne anziane che, se non stavano lavorando (anche “solo” un centrino all’uncinetto), tenevano le mani nascoste sotto il grembiule . . . 🙂

    Interessanti anche le notizie sulle matite e sull’assistenza privata delle aziende (che poi i sindacati considereranno “paternalismo”). A te che sei a Milano, consiglierei (se non l’hai già fatto) una visita al “Villaggio Crespi” sulla direttrice Milano Bergamo, a Crespi d’Adda, un “villaggio ideale” di fine Ottocento, creato dai padroni di una fabbrica tessile.

    Invece, per quello che riguarda le matite (colorate), ti segnalo, per una risata davvero di cuore, un post di qualche anno fa . . . https://ipensierini.wordpress.com/2008/08/20/139/#comments

    Ciao, Fior

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