cose da libri

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“la gioia più alta e perfetta” per giovanni papini

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Giovanni Papini con la sia famiglia, anni trenta-quaranta. Courtesy

Gl’italiani non sanno abbastanza che un libro non è soltanto un pacco di fogli stampati, numerati e cuciti ma è, soprattutto, una immateriazione dello spirito umano. Un buon libro, infatti, è una riserva di strumenti naturali per la conoscenza e la conquista del mondo oppure una sorgente, sempre a portata di mano, d’illuminazioni e di consolazioni spirituali. Chi tocca un libro tocca un’anima. Chi ama un libro possiede un amico sicuro, silenzioso, quanto mai modesto che si può chiamare o congedare a volontà. I libri ci rivelano quel che non abbiamo saputo scoprire, ci rammentano quel che abbiamo dimenticato, ci rasserenano nelle ore della tristezza, ci divertono nelle ore del tedio, ci sublimano nelle ore della gioia. Esiste un libro adatto a ogni uomo; c’è un libro per ogni curiosità, per ogni stagione, per ogni giornata. A chi sa interrogarlo risponde sempre; se lo lasciate attende per anni, col suo tacito tesoro chiuso nelle pagine, il vostro ritorno. Nessuna cosa al mondo è più generosa e costante di un vero libro. Tutte le altre forme del divertimento umano – teatro, concerto, cinema, esibizioni atletiche – sono collettive, e vi partecipiamo come atomi di una moltitudine. Il libro, invece, è un dialogo vivo tra due soli uomini: lo scrittore e il lettore. È un piacere individuale, che non richiede la presenza, talvolta intempestiva, di estranei. In tempi come i nostri, nei quali tanto si parla dell’autonomia dello spirito e della dignità della persona umana, la lettura di un libro dovrebbe essere considerata la gioia più alta e perfetta.
Giovanni Papini, Le disgrazie del libro in Italia, La Biblioteca di Babele, edizione in pdf, 2003

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Giovanni Papini nella sua biblioteca. Courtesy Pinterest, fonte sconosciuta

Qui trovate una biografia del fondatore di “Lacerba”.

Qui potrete prelevare l’intero pamphlet in pdf (poche pagine che vale la pena di leggere).

Qui trovate l’Introibo del primo numero di “Lacerba” (“Sarà questo un foglio stonato, urtante, spiacevole e personale”).

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Il primo numero di “Lacerba”, 1° gennaio 1913. Courtesy

Qui trovate alcune lettere di Papini al sacerdote e scrittore Cesare Angelini (“E sia benedetto come nostro patrono Sant’Ilario da Poitiers il quale nel suo Tractatus super psalmos, affermava che il brutto stile è peccato”)

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Meridiano dedicato a Giovanni Papini, a cura di Luigi Baldacci e Giuseppe Nicoletti, Mondadori, Milano 1995

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