cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


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libreria waterstones trafalgar square: ESPECIALLY NOT BOOKS

 

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waterstones for girls

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lo scaffale della critica letteraria

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especially not books

qui un articolo del “guardian” sul recupero della catena waterstones a opera di james daunt. d’altra parte, se una libreria è capace di trasformare il suo piano interrato in un campo da quidditch, c’è poco da sorprendersi: love you, jim!


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solo per maigrettiani francofoni milanesi

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la prima edizione di mon ami maigret, 1949

il 15 febbraio la libreria internazionale il libro organizza un incontro letterario su mon ami maigret. tutte le informazioni sono sul sito della libreria, qui. se vi piace leggere in lingua, la libreria il libro è da tenere d’occhio: organizzano incontri in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

libreria internazionale il libro

via federico ozanam, 11

20129 milano


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La casa dei lettori_indagine sulla libreria ideale

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Letto nella libreria Shakespeare&Company, Parigi

Il Laboratorio di Marketing Culturale dell’Università di Roma Tre, sotto la guida dell’Ufficio studi dell’Associazione degli Editori Italiani, ha intrapreso un’indagine volta a costruire il profilo della libreria ideale per i lettori/clienti contemporanei. Dall’articolo sul “Giornale della Libreria”, che ne pubblica i risultati, non si comprende bene le dimensioni del campione intervistato (21 studenti, di età compresa tra 19 e 25 anni, oppure quegli studenti sono stati destinatari solo della tecnica di indagine di Zaltman?), ma in ogni caso emerge un desiderio di comfort e di appartenenza molto interessante per chi dovrà fondare o ristrutturare la propria libreria:

“Le indicazioni provenienti dai consumatori sono chiare: vogliono una libreria in cui poter passare il tempo, socializzare o ritagliarsi del tempo per sé […]”; “[…] gli individui riconducono al loro spazio ideale un luogo in cui sentirsi a casa, in cui avvertire una sensazione codificata come atmosfera calda nella quale convergono elementi quali: la luce naturale, il design attraente, il comfort […]”.

Chi scrive è sempre stata convinta che il futuro della libreria stia nel concetto di casa, e nel 2013 dichiarava a Bibliocartina che “Molti, troppi librai preferiscono lagnarsi della Feltrinelli che gli si è piazzata di fronte invece di impegnarsi a rendere la loro libreria un luogo unico, aggiornato, la vera casa dei lettori. E quando dico casa intendo un luogo dove uno si sente talmente a proprio agio da volerci ritornare.” Questa indagine romana, di cui si attendono altre tre puntate, aggiunge un tassello al convincimento di mrs. cosedalibri.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori, quale sia la loro idea di libreria e, per i milanesi, quale considerano la libreria più ospitale in città.

 


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book depository_solo per angloleggenti

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se si vuole comprare un libro in inglese (ma anche in qualche altra lingua), raro, fuori catalogo, usato, book depository è un luogo eccellente per cercare. pratica piccoli sconti, consegna gratuitamente in un centinaio di paesi ed è un luogo accogliente.

fondato da due studenti britannici nel 2004 all’insegna del “tutti i libri disponibili per tutti”, è stato acquisito da amazon nel 2011 ma ha fondamentalmente conservato la sua identità. e quando compri libri da loro, li ricevi in una busta di carta su cui è stampata la scritta “let the stories live on”. abbiamo bisogno d’altro?

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spalavera, la libreria no coffee

com’è noto, spesso mrs. cose da libri prende un treno da milano e se ne va alla ricerca di tracce di librità nei luoghi del circondario. ieri il treno l’ha portata a verbania, comune-mamma di intra+pallanza sul lago maggiore e medaglia d’oro alla resistenza.

img_20170104_161016posti singolari, dove basta fare un passo e da verbania ti trovi nella sua frazione suna, e in cui il luogo vive quasi attorno a un’unica via. nel caso di pallanza è via ruga, che rappresenta una cesura netta tra la periferia e il centro: ci si arriva da uno stradone senza particolari attrattive e subito ci si immerge in un minuscolo borgo con tracce di negozi antichi, alcuni in attesa di essere affittati per dare vita a nuovi commerci.

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img_20170104_113039tra questi negozi d’antan c’è il bar bottinelli, da meno di un anno trasformato in libreria dell’usato e dell’antico – la spalavera – da marco tosi e filippo terzi, che ne hanno fatto uno spazio piacevole come una casa. i libri, selezionati con cura, sono ovunque: in vecchie credenze, su piccole scrivanie, sistemati su librerie create ad hoc e ammucchiati in intelligente disordine su un enorme tavolo posto nella seconda stanza del locale: qui trova posto una miscellanea varia e abbordabile.

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in vetrina, la biografia di arnoldo mondadori scritta da enrico decleva

legati al proprio territorio e desiderosi di coltivare con esso un legame saldo, i due librai tengono, oltre alla varia, una selezione di libri di storia e geografia locale e un minuscolo scaffale di libri nuovi. nell’ultima stanza si trova una solidissima libreria ricavata da legname di ponteggi, realizzata dal falegname di fiducia, in cui i libri sono suddivisi per temi.

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jean-paul sartre, l’età della ragione

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jonathan littell, le benevole

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libri di piccole dimensioni su una piccola scrivania

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l’immenso tavolo della miscellanea

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il libraio marco tosi

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la libreria ricavata dai ponteggi

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alla spalavera tutto è consultabile e leggibile: i librai incoraggiano a sostare su sedie e comode poltrone e a leggere quanto si desidera. e a proposito di comfort e piacevoli soste, nonostante le origini del luogo che la ospita la spalavera tiene per ora una politica no coffee, nel senso che in libreria si può girare, sostare, leggere a sazietà ma senza tazzine in mano. in questo modo, sostiene il libraio tosi, ci si può concentrare unicamente sui libri.

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per leggere e parlare

in libreria si tengono incontri diversi, dalle presentazioni ai concerti, ma il collegamento con cibi e bevande avviene solo all’esterno, in occasione di eventi organizzati in collaborazione con bar e ristoranti, o in occasione della transumanza estiva: nei fine settimana del periodo da fine maggio a settembre spalavera sposta il suo mercato del libro usato sull’alpe colle, nel parco nazionale della val grande, in una sorta di baita-libreria che offre all’escursionista una selezione di buoni libri e marmellate, formaggi e birra artigianale da acquistare.

14238248_1071181876268449_8593924714436147513_nuna scelta, nella nostra epoca di gastrolibrerie, davvero controcorrente, se romano montroni – nome che curiosamente a marco tosi non dice nulla – già affermava nel 2009: “Se è vero che la libreria deve restare legata alla qualità della proposta, il binomio sarà con la cultura enogastronomica riscoperta da Slow food e il tessuto connettivo la capacità di far diventare i negozi luoghi di evento culturale, incontro fisico tra autori e lettori e palestra di idee”.

la scelta di tosi&terzi farà senz’altro felici i librai duri e puri, quelli del “qui si vendono libri e non salami”. a questo proposito, e per spezzare una lancia a favore di quelli che amano vivere in libreria con una tazza in mano, desidero ricordare la splendida fioritura delle coffee houses londinesi durante l’epoca di samuel johnson: “Londra divenne la meraviglia del mondo, il cuore pulsante delle notizie, degli spettacoli e del divertimento. Come New York negli anni venti, rappresentava una geografia dell’immaginazione che rapiva, era il soggetto principale, spesso negativo, di opere teatrali, di poesia e delle stampe di Hogarth. Simbolicamente, il luogo chiave della nuova cultura pubblica era la coffee house. Nel 1739 ne esistevano più di cinquecento. Insieme con le taverne, erano luoghi per il piacere e per gli affari, frequentate da clienti di tutte le estrazioni sociali. Vi si leggevano i giornali, i critici vi dibattevano per ore, mentre gli scandali sessuali e le chiacchiere politiche erano protagonisti di infiammate discussioni”.

che siate pro o contro, è certo che alla spalavera di pallanza manca il caffè, ma senz’altro non mancano le idee: oltre alle iniziative proprie e a quelle congiunte, i librai affittano il loro spazio per altri eventi e intrattengono un fecondo dibattito con gli abitanti. ed è incoraggiante apprendere che la libreria riesce a sostenersi da sé: un piccolo miracolo cui guardare.

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pallanza, il lago maggiore dal lungolago


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attualmente alla feltrinelli di corso buenos aires, milano_con epilogo sexy

questi per mrs. cosedalibri sono giorni di lavoro intenso. erano secoli che non entravo alla feltrinelli di corso buenos aires, luogo in cui ho dato appuntamento a tanti amici quando ancora i caffè letterari non erano diffusi – con buona pace dei librai senza macchia e senza caffè: in una libreria tavolini, sedie e generi di conforto sono essenziali – , dove ho rovistato, letto e scritto senza che nessuno mi desse la minima noia (= il libraio petulante che ti riceve con un “posso aiutarla?”, suscitando nel malcapitato visitante un istantaneo desiderio di darsela a gambe. alla feltrinelli nessuno bada se te ne stai seduto con penna e taccuino per tutto il giorno). ed ecco quello che ho trovato durante la mia esplorazione.

i-consigli-del-libraio

può essere piacevole trovare su un libro il consiglio di chi lo ha letto, comodamente in copertina. ma claudia si limita a scrivere il suo nome, su questo teste mozze, e non mi dice nulla di più. adesivi meno asfittici, please.

 

atlante

un minikit da viaggio per esplorazioni in solitaria. il microatlante della libreria geografica è il primo dei due elementi della coppia

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lo sketchbook di national geographic è il complemento dell’atlante: una volta arrivati a destinazione possiamo sedere in un caffè, nei pressi di un ponte, sui gradini di un monumento e fissare il luogo con segni e parole

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lo sketchbook aperto: a sinistra lo spazio per scrivere o disegnare, a destra appunti di viaggio di scrittori famosi

 

victoriana

letture davanti al camino: victoriana

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infine l’inaspettato, la svolta porno, lo scandalo sullo scaffale: liriche e frammenti di saffo, curati dal compianto ezio savino, colui che affermava “il greco è tutto