cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


Lascia un commento

Realista, quasi punk_Amedeo Renzini compie cent’anni e va in mostra a Venezia

“Queste storie dipinte sono episodi veri, sono fatti di cronaca e Storia: una storia di operai e contadini, di uomini che non misurano gesti e fatica.

Io ho guardato e capito questa gente e so che essi sono gli uomini migliori, gli attori veri, di una nuova realtà.

Ho dipinto momenti della grande lotta dei contadini poveri e giusti per la conquista della loro terra e di operai che lavorano e difendono le fabbriche. Storie che accadono vicino e che gridano dentro.

Non voglio certo giudicarmi, ma voglio dire che anche io ho vinto una piccola battaglia: contro la paura di fare della cronaca, di essere di ‘cattivo gusto’, di dar fastidio; ho dipinto con libertà e serietà e dedico questo lavoro ai nostri lavoratori che si battono con rivoluzionaria vitalità e profonda giustizia”.

Amedeo Renzini, catalogo della mostra (Venezia, Opera Bevilacqua La Masa,

17-30 luglio 1950), Venezia 1950

amedeo renzini, c 1985

Al centro, Amedeo Renzini, circa 1985

È la dichiarazione di intenti di Amedeo Renzini, pittore nato a Venezia esattamente un secolo fa, l’11 ottobre 1917. Alla sua opera è dedicata una mostra che inaugurerà nella sua città natale il prossimo 15 dicembre, da un progetto delle figlie Anna e Ombra.

Renzini comincia a esporre nel 1949, con un dipinto dedicato a Maria Margotti, mondina uccisa nello stesso anno nel corso di una manifestazione per i diritti dei lavoratori. La cifra iniziale della sua arte è il realismo, e la sua ricerca, come scrive Giovanni Bianchi nel catalogo della ventura esposizione edito da La Toletta di Venezia, “si fonde con l’impegno politico; l’artista è vicino ad Armando Pizzinato e agli altri neorealisti veneziani, come Giovanni Pontini, Ezio Rizzetto, Bepi Longo, Albino Lucatello, Valeria D’Arbela, con i quali espone a Venezia nel 1953 (febbraio-marzo) alla Galleria al Ponte.”

Storia americana, 1976, tecnica mista, 18 x 23 cm

Storia americana, 1976, tecnica mista, 18 x 23 cm

Negli anni una prepotente fantasia e uno spirito indomito guidano Renzini verso esiti che deviano dallo spirito degli esordi. La sua sostanziale inclassificabilità lo tiene lontano dalla critica e dai circuiti ufficiali, cosa di cui l’artista non si duole, come ci dice lui stesso: “Non so fare i salti mortali, neanche a manina con mercanti e critici (il gatto e la volpe di tante storie di pinocchi pittori) e mi succede che da tempo non mi interessano le mostre ufficiali, i concorsi, i grandi premi, o piccoli. Dipingo, non faccio collezione di medaglie.”

Renzini continua il suo viaggio artistico viaggiando, passeggiando, annotando storie dipinte e scritte; il segno incide più profondamente e il colore esplode in opere di rutilante erotismo.

Albero della vita, dettaglio, 1985, grafite e acquarello su carta, 60 x 18 cm

Albero della vita, 1985, particolare, grafite e acquarello su carta, 60 x 18 cm

E a volte la libertà si trasforma in splendido sberleffo, quasi un’anticipazione del punk, un invito ai borghesi:

amedeo renzini_phanku

  • Amedeo Renzini – Identikit
  • Fondazione Bevilacqua La Masa
  • Palazzetto Tito, Venezia
  • 15 dicembre 2017
  • 21 gennaio 2018
  •  
  • Un progetto di Anna e Ombra Renzini
  • Catalogo della mostra
  • Progetto grafico e impaginazione
  • Matteo Torcinovich
  • Sebastiano Girardi
  • Matteo Rosso
  • Editing
  • Anna Albano


2 commenti

bonvini + bonvini_libri finti clandestini in residenza

lfc3qualche giorno fa, da bonvini – di questa magnifica cartoleria-tipografia avevamo già parlato qui – si è inaugurata la piccolissima mostra del collettivo libri finti clandestini. l’apertura è stata preceduta da una residenza settimanale degli artisti nell’atelier 1909, il nuovo spazio bonvini, attraverso la cui vetrina si poteva osservare il collettivo al lavoro.lfc_3

la politica bonvini, che ha dato sinora ottimi frutti, è quella dei passi avveduti: accurate selezioni di oggetti legati a carta, stampa, cancelleria – a proposito: chi cercasse l’ultimo modello di casa palomino trova in bonvini una certezza – e di iniziative, e adesso questo piccolo spazio giusto dietro l’angolo, che a giudicare dall’esordio promette benissimo.

ecco l’autodescrizione di libri finti clandestini:

“Libri Finti Clandestini è un esperimento di autoproduzione nell’ambito del riciclo, in relazione all’editoria e al design il cui scopo è quello di realizzare veri e propri libri (sketchbook, taccuini, diari di viaggio, “libri oggetto”, carnet de voyage…) usando solamente “carta trovata in giro”, carta che la gente considera spazzatura: scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster, buste, sacchetti del pane, carta da parati…
Essi possono essere piccole tirature pop up (edizioni di 50, 100 numeri) o libri pronti per essere scritti, disegnati o per assumere qualsiasi altro significato il possessore voglia dargli.”

lfc6libri e quaderni da usare a piacere e poi libri unici, pieni di grazia, pop up in cui dimorano piccoli circhi d’antan, omaccioni rotondi che sostengono le evoluzioni di acrobate leggiadre, forzuti sollevatori di pesi, viaggiatori in paesi lontani.islanda

dav

lfc5ritagliando e creando miniuniversi libri finti clandestini è arrivato sino in giappone, e prevedibilmente camminerà ancora molto. magari reggendosi poeticamente sulla fune come gli atleti circensi un po’ malinconici che vivono nei suoi libri.

IMG_20171125_182635.jpgcome bonvini, lfc poggia su un relativo superfluo, su un nulla che si fa sostanza nello sguardo e nelle azioni di chi osserva, immagina, scrive, disegna, impara a stampare. e tutto si fa nutrimento, tutto si tiene, tra via tagliamento e corso lodi, a milano.

dav

sdr

sdr


2 commenti

postcards from lyon 8

dove si incontra un vecchio amico nel bel mezzo di un affresco, si va a piedi dall’uno all’altro arrondissement e si approda in un giardino di delizie

i lionesi sono perlopiù pacifici e gentili: tutti coloro a cui ho chiesto indicazioni mi hanno risposto volentieri e in maniera molto circostanziata, e molti mi hanno accompagnata per un tratto assicurandosi che andassi nella direzione giusta.

durante le mie lunghissime passeggiate non ho mai provato disagio o sensazione di pericolo: sarà la lunga ombra del capitano chérif, ma la città sembra piuttosto tranquilla, fatti salvi alcuni inevitabili balordi che tuttavia non paiono comprometterne la sostanziale paciosità.dig

la bellezza e la calma dei lungofiume verso ora di pranzo, quando turisti e locali perlopiù mangiano ed è facile trovarsi quasi da soli a passeggiare, sono impareggiabili. le attività serali / notturne degli avvinazzati che là vanno a gozzovigliare dopo il tramonto sporca in alcuni tratti la maestosità delle acque: molte sono le bottiglie vuote sulle rive, qualcuna addirittura galleggia sul fiume.

lungo la saona, l’angolo formato da rue de la martinière e da quai saint-vincent, nel primo arrondissement, ospita il bellissimo fresque des lyonnais.

realizzata dagli artisti della cité de la création, l’opera cita e raffigura ventiquattro personaggi della cultura di origini lionesi (si veda qui per l’elenco dei personaggi). dav

 

IMG_20170809_114714_BURST001_COVER.jpg

IMG_20170809_115045 copy.jpg

andré-marie ampère

 

IMG_20170809_115241.jpg

antoine de saint-exupéry

 

quale non è stata la sorpresa di mrs. cosedalibri nel vedere rappresentato anche il suo idolo bernard pivot, l’autore della televisione culturale francese, l’anima di “apostrophes” e di “bouillon de culture”! per chi comprende il francese, qui si può guardare una bella intervista a bernard.

dav

bernard pivot, insuperato giornalista culturale

da rue de la martinière, passando per il quai saint-vincent, si approda all’immensa place bellecour, gigantesco nido di delizie letterarie. collocata tra saona e rodano, nel secondo arrondissement, è una piazza immensa, i cui giardini sono attrezzati con chioschi di ristorazione e panchine, e tutto attorno alle due fontane sono disposte sedie per chi desidera rilassarsi nei pressi dell’acqua, facendosi cullare dal rumore degli zampilli.IMG_20170809_155214.jpg

al numero 29 della piazza sorge la libreria decitre, parte di una catena e risalente al 1907, che mrs. cosedalibri ha visitato in piena rentrée scolaire: vasti settori dedicati a letteratura, scienze umane, turismo, arte, storia, religione, infanzia, gialli e fumetti, libri scolastici e un assortimento fiabesco di cancelleria. oltre a una piccola fornitura di inchiostri colorati per le sue stilografiche – nei colori radiant pink e harmonious green di waterman –, mrs. cosedalibri ha acquistato tre taccuini, tutti giapponesi, tra cui il favoloso life: tutti a righe, con una carta splendida, promessa di scrittura assai scorrevole. bisognerà adesso provarli con le stilografiche e capire se si contemperano con la grafite delle matite palomino.IMG_20170809_150032.jpg

IMG_20170809_150154 copy.jpg

dove, all’ingresso di una libreria fisica, si celebra l’integrazione tra la lettura su ebook e quella su libri di carta: tea, la soluzione per vendere libri digitali in libreria

IMG_20170809_150513.jpg

la sezione cancelleria

taccuini di lyon 2.jpg

i taccuini giapponesi

IMG_20170809_152416.jpg

qui e sotto, caccia al tesoro nella libreria decitre: indovinare il titolo dalla citazione, con l’indizio del libraio

IMG_20170809_152429.jpg

IMG_20170809_153613 copy.jpg

IMG_20170809_152555.jpg

la sacra teca della pléiade

IMG_20170809_153021.jpg

1,46 eventi al giorno in libreria

IMG_20170809_153236.jpg

creare una casa in libreria: un fiore su un tavolo

in questa piazza assai libresca, in cui trovano posto anche le misteriose éditions baudelaire (solo su appuntamento, recita la targa: che vorrà dire?) troneggia la statua del lionese antoine de saint-exupéry, che ci guarda dall’alto in compagnia del piccolo principe.IMG_20170809_154326_1.jpg

IMG_20170809_145402.jpgIMG_20170809_145420.jpg

place bellecour non finisce, ma si trasforma senza soluzione di continuità in place saint-antonin, dove al numero 5 si trova l’expérience, una libreria piena di fascino specializzata in fumetti, che vende anche stampe, action figures e il resto collegato al settore.IMG_20170809_162607.jpg

IMG_20170809_162314.jpg

IMG_20170809_162438.jpg

IMG_20170809_162448.jpg

IMG_20170809_170340.jpg

il gigantesco bouquet che conclude place saint-antonin e segna il confine simbolico tra la piazza e il fiume rodano

 


Lascia un commento

postcards from lyon 5

dove si entra in paradiso attraverso un arco di libri

“Libreria a vocazione generalista, Le Bal des ardents vende libri, ed essenzialmente libri. […] Accogliamo lettori, curiosi, amatori e flâneurs dalle due rive.”

dal cartoncino pubblicitario della libreria, a disposizione sul banco

 mdea poca distanza dall’hôtel de ville, fermata hôtel de ville, in rue neuve 17, c’è la libreria le bal des ardents, magnifica nella sua forma e nella sua disposizione.

dav

l’ingresso della libreria

dav

accoglie il visitatore un arco di trionfo fatto di libri, che immette in un completo luogo di delizie, un eden in penombra.

davdav

dav

la sezione polar

c’è il tavolo delle novità, e poi ci sono gli scaffali in caldo legno, con l’indicazione di ciò che contengono in un font straordinario; con proposte di catalogo ragionate e, apoteosi che ha mandato in sollucchero mrs. cosedalibri, uno scaffale dedicato al “dada etc.”.

dav

i francesi, in campo editoriale, paiono avere parecchie idee (d’altra parte cosa ci si può aspettare da un paese che in un popolarissimo supermercato, nel settore cancelleria, espone un cartello con una guida sulla durezza delle mine?).

dav

settore cancelleria del monoprix: indicazioni sui diversi tipi di mine

mi ha colpita in particolare una collana di libri di piccolo formato – la collection modes d’emploi dell’editore le monde à l’envers –, libriccini dedicati al mondo del lavoro, con testimonianze dirette in forma di storie, in formato 14 x 10 con una grafica davvero accattivante. la mécanique des lettres ha una sovraccoperta bellissima, nera e oro su fondo beige. solo 3 piccoli euro.

dav

le libraie presenti al momento erano molto gentili e professionali, non masticavano chewing gum e parlavano un francese corretto.

dav

l’arco della filosofia

dav

le stampe giapponesi

dav

il libro di alain decaux su victor hugo: un’enorme pubblicazione, forse usata, per dodici euro

la ciliegina sulla torta è stato lo scaffale con la papeterie gallimard: sobrio, estenuato, antimoleskine.

dav

un taccuino gallimard che è andato ad aggiungersi alla collezione di mrs. cosedalibri

 


Lascia un commento

misteri d’estate

in questa estate assai  vagabonda di lavoro e svago capita a mrs. cosedalibri di sostare a milano. milano, con la sua milano sport e le sue offerte popolari. ma si sa, non sempre il popolare è virtuoso, così le piscine pubbliche di milano, con i loro prezzi popolari e la loro apertura ecumenica, sono la triste dimostrazione che dal popolare al degradato il passo è talora breve. e quindi, se d’estate si cerca refrigerio – posto che non lo si trovi a casa propria, dove è sempre sublime la combinazione tapparella un po’ abbassata, bevanda fredda e libro: sul divano in versione estiva, ricoperto da un asciugamano –, se dunque si cerca refrigerio la soluzione perfetta sono i bagni misteriosi.

dav

la piscina è adiacente al teatro franco parenti

digdavi bagni misteriosi sono la piscina pubblica milanese più bella e più pulita, quella dove si può nuotare, leggere, mangiare, fumare, pensare ai casi propri senza il fastidio attorno di gente troppo pop.

dav

l’ingresso alla biblioteca

IMG-20170729-WA0004

una parete della biblioteca

dig

in alto: classici

dav

vermeer ed enciclopedia universale dell’arte

IMG-20170729-WA0001

lettore beato sull’amaca

dig

giovane famiglia in lettura con bambino dormiente

davnaturalmente destinata a persone in equilibrio con le proprie pulsioni, dispone di un punto ristoro (è vero, non ci sono i panini con la mortadella che tanto piacerebbero a certe critiche sciocchine; ma si possono portare i propri cibi da casa e mangiarli in un civilissimo spazio collettivo) e di una biblioteca con libri e riviste, vi si possono affittare poggiatesta e ombrellini da sole e i sorveglianti sono quasi disoccupati, poiché difficilmente chi approda ai bagni è animato dal desiderio di provocare problemi.

sdr

sotto l’ombrellone bianco si possono mangiare cibi acquistati in loco oppure portati da casa

chi si lamenta per i prezzi alti – l’ingresso costa in media quindici euro – dovrebbe riflettere sul fatto che un certo numero di ore di pace e di letizia in fondo costa quanto due cocktail, ma rende assai di più. i bagni misteriosi sono bagni da libri e con libri, perfetti dunque per chi legge e scrive. provateli.


Lascia un commento

“The answer, my friend…” È uscita la “Piccola guida al Magazzino dei Venti”

Seguire, nel disordine, un’ordinatissima strada

piccola-guida-al-magazzino-dei-ventiRedatta da Chiara Cecalupo, visitatrice catturata dal fascino del Museo della Bora di Trieste nonché archeologa, la guida conduce il visitatore alla scoperta di questo luogo peculiare fondato e diretto da Rino Lombardi (“cose da libri” ne aveva già parlato qui) attraverso venti indizi (ma, per non smentire la natura apparentemente capricciosa e stralunata del museo si passa dall’indizio 1 all’indizio 14, per proseguire con l’indizio 2).

La bora, che “dilaga tra le rocce e le valli del Carso duro, fin sulle onde dell’Adriatico obbediente” (p. 14), è protagonista, in occasionale compagnia di altri venti, di ogni angolo del museo triestino.

trieste_bora3-500

Le corde della bora. Courtesy

Dal barattolo celeste che l’ha imprigionata per sempre alla scatola di fiammiferi contenente uno starnuto (in realtà l’opera N.O.S.E. Wind di Olivier Douzou, 2001), alle corde della Bora – indispensabili per mantenere i triestini con i piedi per terra nelle giornate più dinamiche –, alle donazioni che accrescono costantemente il Centro di documentazione eolica, alla descrizione dei riti che concludono la visita – la realizzazione della girandola colorata personale e il rilascio della propria impronta sul libro delle firme –, questo libretto con la copertina di un bel punto di grigio documenta con gentilezza e precisione ogni parte del Museo della Bora mimando un italiano aulico.

img_6606

Museo della Bora, collezione di venti

img_6596

Museo della Bora, vetrina riproducente uno scritto di Stendhal sul vento triestino

Pubblicato dalle Edizioni Calembour, contiene solo due refusi, è realizzato in formato 10 x 15 e rilegato in brossura a punto metallico. Fa parte della collana “I Libri del Museo della Bora” ed è un oggetto editoriale assai godibile.

MuseoBora

Rino Lombardi e la bora in scatola. Courtesy

Rino Lombardi, copywriter e operatore culturale, è il direttore del Museo della Bora nonché coordinatore dell’Associazione Piccoli Musei Friuli Venezia Giulia. È una sorta di jukebox umano in grado di produrre (intelligenti) giochi di parole a ripetizione: qui trovate un suo breve profilo.

Chiara Cecalupo (a cura di), Piccola guida al Magazzino dei Venti, Edizioni Calembour, Trieste 2017, 9 eurini spesi benissimo. La trovate, ad esempio, qui, qui e qui.

E qui trovate un articolo della “Stampa” sul museo, per approfondire un po’.

Comprate la guida, andate al Museo della Bora e fatevi vivacemente trascinare.


Lascia un commento

allen e john

oggi ricorre il compleanno di allen ginsberg. tra le altre iniziative per i festeggiamenti, che trovate sul pregevole the allen ginsberg project, una festa di genetliaco vera e propria – howl. a ginsberg birthday party – al fox theatre di boulder, colorado.

Screenshot-2017-05-09-22.15.26

mi piace ricordarlo anche perché alla biennale di venezia sono attualmente in esposizione le opere di john latham, alcune delle quali si distinguono per un utilizzo massiccio di libri:

Nel 1958 è il libro a diventare l’elemento centrale delle sue opere. Se da un lato è segnato dagli autodafé nazisti del 1930, Latham è animato, oltre che da un atteggiamento distruttivo, dalla volontà di saturarsi di materia grigia”. Dopo una prima performance durante la quale dà fuoco all’Encyclopaedia Britannica per poi raccoglierne le ceneri, si sforza di masticare per intero Art and Culture, il saggio di Clement Greenberg punto di riferimento fondamentale del modernismo americano, che poi filtra e distilla in provette. L’utilizzo quasi ossessivo dei libri assume una rilevanza ancora maggiore con la realizzazione dei primi Skoobs, bassorilievi costituiti da libri e proiezioni di gesso nebulizzati di vernice (Untitled Relief Painting).

testo dal catalogo della biennale

bty

catalogo della mostra, catalogo dei padiglioni e guida breve della biennale arte 2017. editing delle versioni italiana e inglese a cura della vostra anna albano

DSC02356

qui e oltre, opere di john latham fotografate alla biennale di venezia

DSC02355

particolare dell’opera qui sopra

DSC02358

DSC02349

DSC02351

DSC02353

DSC02357

l’11 giugno 1965 latham avrebbe dovuto prendere parte a una performance visiva organizzata in occasione della international poetry incarnation, alla royal albert hall di londra, che prevedeva la recitazione di opere dei poeti beat. per l’occasione l’artista si immerse in un bagno di vernice blu; svenne in conseguenza del freddo, fu portato sul palcoscenico privo di sensi e la performance non ebbe luogo.

Screen Shot 2017-03-24 at 17.02.55

ginsberg però si esibì ampiamente, come si vede nel video qui sotto. a voi, e ben ritrovati.