cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


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insensibili alla sabbia_di libri anche brutti

dav“Voglio parlare, qui, del libro inteso come veicolo di un autentico soffio creatore, o – a livello scientifico – di una comunicazione importante, ancora, più semplicemente, di una ‘onorevole’ volgarizzazione. Il libro, riflesso della bellezza o della saggezza, non è obbligatoriamente bello o saggio in sé. Il libro è, nello stesso tempo, il contenitore e il contenuto. Duplictà di termini! Personalmente, preferisco un testo istruttivo, o esaltante, in un’edizione mediocre, a un testo insipido su carta giapponese e in una rarissima rilegatura. Sarà forse perché amo sul serio il libro? Pur non rifiutando le testimonianze estetizzanti o utilitarie del libro-oggetto o dell’oggetto-libro (o come lo si voglia chiamare), mi chiedo: si tratta ancora di libri, in tal caso? […] Si sappia, infine, che il presente testo è stato scritto pensando a quei ragazzi di diciotto anni, maschi e femmine, che ho visto l’estate scorsa, in una stazione balneare alla moda, con un tempo magnifico, rintanati nei meandri ombrosi, negli angoli segreti di una libreria, colpiti dall’incantesimo del libro, accoccolati nei loro pantaloncini bianchi, la racchetta da tennis fra le gambe, erano là, in gruppi di tre o quattro, in balìa di quel ‘vizio impunito della lettura’ (v. larbaud), stregati, insensibili alla sabbia, all’azzurro, al piacere di stare in acqua, alle esortazioni degli adulti. Di volta in volta catturati, prigionieri, sorridenti, febbrili, sovrani e gravi”.

dall’Introduzione, p. 12 (mrs. cosedalibri aveva parlato dei libri di servizio qui)

“Non si leggono mai tutti i libri, e l’avventura ricomincia a ogni aurora e a ogni crepuscolo quando l’uomo, prendendo un libro, dà il segnale di una nuova partenza.”

p. 75

nel 1982 fernand cuvelier ha scritto un libro sui libri, tradotto da sugarco nel 1985. adesso odoya lo ripropone, e fa benissimo. il sommario rivela la bellezza dell’interno:

PRIMA PARTE

IL ROMANZO DEL LIBRO

Introduzione

Capitolo 1 – L’autore e il suo manoscritto

Capitolo 2 – Il libro da sfogliare

Capitolo 3 – La cerimonia della lettura

SECONDA PARTE

IL CARATTERE: DALLA NOTTE DEI TEMPI AI BAGLIORI ATOMICI

Introduzione

Capitolo 4 – Il carattere, segno di un’alleanza

Capitolo 5 – A cominciare dalla stampa

TERZA PARTE

SCRIBERE ARTIFICIALITER

Introduzione

Capitolo 6 – Profilo di un secolo

Capitolo 7 – Dal torchio a mano alla pressa a dita

QUARTA PARTE

LA CARTA E LA RILEGATURA

Introduzione

Capitolo 8 – Una storia d’amore: la storia della carta

Capitolo 9 – Una religione: l’arte della rilegatura o la rilegatura d’arte

QUINTA PARTE

TEMPLA SERENA: PICCOLA STORIA DELLE BIBLIOTECHE

Introduzione

Capitolo 10 – Flusso e riflusso della storia

Capitolo 11 – Bellissimi resti

Capitolo 12 – Breve saggio di bibliomanzia

Conclusione

All’insegna del fiore verde

Ringraziamenti

Indice dei nomi

mrs. cosedalibri non ha ancora acquistato questo libro. l’indicazione che state leggendo è il frutto di ricopiatura a mano di citazioni e dati avvenuta alla feltrinelli di corso buenos aires, milano, e precisamente al tavolino del bar. dav

è stato un piacere immenso ricopiare in bella grafia sul taccuino e poi rimacinare le parole per scriverle qui. il taccuino era un simil-moleskine prodotto da tiger, con timbro a secco “WRITE” sulla copertina.

davla penna era una penna pubblicitaria dell’università del kent. la penna scorreva discretamente su una carta discreta.

davacquistate la storia del libro di fernand, è bellissima.

fernand cuvelier, storia del libro – la via maestra dello spirito umano, traduzione di giulia bontempi, odoya, bologna 2017, 22 euro. prima edizione italiana sugarco, 1985

(titolo originale histoire du livre, voie royale de l’esprit humain, éditions du rocher, monaco 1982)

 


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misteri d’estate

in questa estate assai  vagabonda di lavoro e svago capita a mrs. cosedalibri di sostare a milano. milano, con la sua milano sport e le sue offerte popolari. ma si sa, non sempre il popolare è virtuoso, così le piscine pubbliche di milano, con i loro prezzi popolari e la loro apertura ecumenica, sono la triste dimostrazione che dal popolare al degradato il passo è talora breve. e quindi, se d’estate si cerca refrigerio – posto che non lo si trovi a casa propria, dove è sempre sublime la combinazione tapparella un po’ abbassata, bevanda fredda e libro: sul divano in versione estiva, ricoperto da un asciugamano –, se dunque si cerca refrigerio la soluzione perfetta sono i bagni misteriosi.

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la piscina è adiacente al teatro franco parenti

digdavi bagni misteriosi sono la piscina pubblica milanese più bella e più pulita, quella dove si può nuotare, leggere, mangiare, fumare, pensare ai casi propri senza il fastidio attorno di gente troppo pop.

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l’ingresso alla biblioteca

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una parete della biblioteca

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in alto: classici

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vermeer ed enciclopedia universale dell’arte

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lettore beato sull’amaca

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giovane famiglia in lettura con bambino dormiente

davnaturalmente destinata a persone in equilibrio con le proprie pulsioni, dispone di un punto ristoro (è vero, non ci sono i panini con la mortadella che tanto piacerebbero a certe critiche sciocchine; ma si possono portare i propri cibi da casa e mangiarli in un civilissimo spazio collettivo) e di una biblioteca con libri e riviste, vi si possono affittare poggiatesta e ombrellini da sole e i sorveglianti sono quasi disoccupati, poiché difficilmente chi approda ai bagni è animato dal desiderio di provocare problemi.

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sotto l’ombrellone bianco si possono mangiare cibi acquistati in loco oppure portati da casa

chi si lamenta per i prezzi alti – l’ingresso costa in media quindici euro – dovrebbe riflettere sul fatto che un certo numero di ore di pace e di letizia in fondo costa quanto due cocktail, ma rende assai di più. i bagni misteriosi sono bagni da libri e con libri, perfetti dunque per chi legge e scrive. provateli.


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transizioni_l’anima del barbiere

btyqualche anno fa sono passata davanti alla bottega di barbiere accanto al civico numero 11 di corso colombo, a milano. il barbiere era appena morto, e sulla vetrina si affollavano messaggi di cordoglio e di affetto, ricordi e ringraziamenti.

btyla bottega c’è ancora e l’insegna pure, ma il luogo è con tutta evidenza in transizione. sopravvive una sedia da barbiere, al centro c’è una sorta di bancone di legno, si vedono sacchetti di carta, scatole, molta polvere e, su un piano nei pressi della vetrina, una copia di caos calmo, singolarmente rappresentativa. perché in effetti le parole allitterate e ossimoriche del titolo restituiscono bene l’atmosfera di questo locale dalla destinazione al momento sconosciuta. dove qualcosa c’era e se ne è andato, senza che nulla sia arrivato al suo posto. ma il luogo non è neanche del tutto pacificato, poiché nulla è stato archiviato ma pulsa segretamente sotto le sue superfici senza manifestarsi.bty

non ho letto né visto caos calmo, dunque non posso ipotizzare eventuali legami con il negozio e con le vicende e l’anima del barbiere che fu. epperò l’atmosfera che aleggia sa di brace sotto la cenere, di una dinamicità occulta.


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solo per maigrettiani francofoni milanesi

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la prima edizione di mon ami maigret, 1949

il 15 febbraio la libreria internazionale il libro organizza un incontro letterario su mon ami maigret. tutte le informazioni sono sul sito della libreria, qui. se vi piace leggere in lingua, la libreria il libro è da tenere d’occhio: organizzano incontri in inglese, francese, tedesco e spagnolo.

libreria internazionale il libro

via federico ozanam, 11

20129 milano


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La casa dei lettori_indagine sulla libreria ideale

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Letto nella libreria Shakespeare&Company, Parigi

Il Laboratorio di Marketing Culturale dell’Università di Roma Tre, sotto la guida dell’Ufficio studi dell’Associazione degli Editori Italiani, ha intrapreso un’indagine volta a costruire il profilo della libreria ideale per i lettori/clienti contemporanei. Dall’articolo sul “Giornale della Libreria”, che ne pubblica i risultati, non si comprende bene le dimensioni del campione intervistato (21 studenti, di età compresa tra 19 e 25 anni, oppure quegli studenti sono stati destinatari solo della tecnica di indagine di Zaltman?), ma in ogni caso emerge un desiderio di comfort e di appartenenza molto interessante per chi dovrà fondare o ristrutturare la propria libreria:

“Le indicazioni provenienti dai consumatori sono chiare: vogliono una libreria in cui poter passare il tempo, socializzare o ritagliarsi del tempo per sé […]”; “[…] gli individui riconducono al loro spazio ideale un luogo in cui sentirsi a casa, in cui avvertire una sensazione codificata come atmosfera calda nella quale convergono elementi quali: la luce naturale, il design attraente, il comfort […]”.

Chi scrive è sempre stata convinta che il futuro della libreria stia nel concetto di casa, e nel 2013 dichiarava a Bibliocartina che “Molti, troppi librai preferiscono lagnarsi della Feltrinelli che gli si è piazzata di fronte invece di impegnarsi a rendere la loro libreria un luogo unico, aggiornato, la vera casa dei lettori. E quando dico casa intendo un luogo dove uno si sente talmente a proprio agio da volerci ritornare.” Questa indagine romana, di cui si attendono altre tre puntate, aggiunge un tassello al convincimento di mrs. cosedalibri.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori, quale sia la loro idea di libreria e, per i milanesi, quale considerano la libreria più ospitale in città.

 


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Dei diversi modi di utilizzare la propria pensione

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Scenario: il condominio della gioia, qualche giorno fa.

Marisa, l’inquilina più anziana e più elegante, cui mi accomuna la passione per Scerbanenco, prima dell’aperitivo condominiale apre la borsa e ne estrae una copia della “Lettura” datata 1° maggio . L’ha conservato per me perché contiene la recensione degli Uomini in grigio, il primo romanzo del Nostro. “E tienilo pure, a me non serve”.

Scenario: il condominio della gioia, stamattina.

Mentre scendo sento armeggiare nei pressi della porta di Marisa, a opera di Marisa stessa. Che con aria da cospiratrice, a bassa voce, mi dice “Il mese prossimo usciamo a cena tu, io e la Lina. Offro io, eh. E prima passo dalla Feltrinelli per comprarti Gli uomini in grigio, dovrebbero averlo.”