cose da libri

dove si esplorano parole e si va a caccia di idee


2 commenti

mezza estate, oceano mare in città

img-0447.jpg

anna: “baricco mi ha sempre affascinata, anche per come parla e descrive le cose. lo seguivo in televisione, ma non ero mai riuscita a leggere qualcosa di suo. adesso ci provo con oceano mare.”

mrs. cosedalibri: “bisogna anche dire che baricco non è male.”

anna: “certo, è anche un bell’uomo.”

IMG-0449anna sta leggendo oceano mare al tavolino di un bar vicino a piazzale dateo. il bar è gestito da una squadra mista sino-italiana che collabora in armonia. la città attorno freme silente nel calore agostano. se fossimo in campagna si sentirebbe frinire attorno. non so se anna sieda a quel tavolino totalmente serena. nel suo sguardo pacato c’è qualcosa che grida aiuto. stiamo qui e ci presentiamo, fiduciose nelle parole e negli atteggiamenti. dopo il nostro cameo estivo questa lettrice e io non ci vedremo più.

oh, e bentrovati, cosedalibrini.


Lascia un commento

tra le pagine di una crêpe_gelateria caffetteria clover, milano

davla gelateria clover, in zona bande nere, è anche una caffetteria, e fa un latte macchiato con i fiocchi. l’interno ospita tre minuscoli tavolini – immacolati, come tutto in questo locale –, in attesa dell’estate, quando torneranno ad animarsi i posti all’esterno. il personale e la proprietaria ricevono i clienti con squisita cortesia.dav

la gelateria clover, a sinistra dell’ingresso, ha una minuscola stazione di bookcrossing. davil primo libro sulla destra, quando al clover è entrata mrs. cosedalibri, era il baco da seta, di robert galbraith, prodotto in condizione di bonaccia, dopo la travolgente tempesta di harry potter, da j.k. rowling sotto pseudonimo. esito superbo della calma, però, da cui è stata tratta strike, una piccola, preziosa serie tv che prende il nome dall’investigatore protagonista ed è prodotta dalla bbc.dav

stream_img

fotogramma dalla serie strike. courtesy

al clover si scrive benissimo: puoi fermarti con il tuo taccuino (o il tuo libro – portato da casa o scelto tra quelli che aspettano sul termosifone) ed essere certo che nessuno ti disturberà.dav

al clover si può anche fare merenda, e qui il letterato trova crêpes per i suoi denti: perché le crêpes del clover si chiamano

la storia infinita

piccole donne

madame bovary

i malavoglia

willy wonka

il gattopardo

on the road

gargantua e pantagruel

l’educazione sentimentale

il rosso e il nero

faust

lo hobbit

arancia meccanica

l’insostenibile leggerezza dell’essere

la visita a questa gelateria, che sprizza bonomia pur proponendo anche specialità vegane – non si adontino i seguaci del veganesimo: alcuni tra loro cercano di fare proselitismo instillando sensi di colpa nel prossimo, un atteggiamento assai fastidioso ­– è stato un piccolo dono in una fredda giornata di sole, in cui chi scrive disperava di trovare un luogo accogliente in una zona che proprio accogliente non è. grazie, signore clover*, ci rivedremo senz’altro.dav

dav

loredana laurenti accanto al mini bookcrossing di clover

*le signore clover sono loredana laurenti e ilaria angelillo, madre e figlia. fanno in casa molte delle delizie che propongono, e ilaria è copywriter di sé stessa. i titoli dei prodotti sono suoi: tra i molti segnalo gli ammutinati, dolcetti al cocco e cioccolato il cui nome fa ironica concorrenza alla celebre barretta industriale.bounty_barretta_cioccolato

gelateria naturale clover
via v.g. orsini 1
milano
http://www.gelateriaclover.it

questo post è stato scritto su un taccuino clairefontaine papier vélin velouté 90g/m2 fabriqué en france par clairefontaine, con una stilografica caran d’ache collezione chromatics che montava una cartuccia montblanc burgundy red.


Lascia un commento

misteri d’estate

in questa estate assai  vagabonda di lavoro e svago capita a mrs. cosedalibri di sostare a milano. milano, con la sua milano sport e le sue offerte popolari. ma si sa, non sempre il popolare è virtuoso, così le piscine pubbliche di milano, con i loro prezzi popolari e la loro apertura ecumenica, sono la triste dimostrazione che dal popolare al degradato il passo è talora breve. e quindi, se d’estate si cerca refrigerio – posto che non lo si trovi a casa propria, dove è sempre sublime la combinazione tapparella un po’ abbassata, bevanda fredda e libro: sul divano in versione estiva, ricoperto da un asciugamano –, se dunque si cerca refrigerio la soluzione perfetta sono i bagni misteriosi.

dav

la piscina è adiacente al teatro franco parenti

digdavi bagni misteriosi sono la piscina pubblica milanese più bella e più pulita, quella dove si può nuotare, leggere, mangiare, fumare, pensare ai casi propri senza il fastidio attorno di gente troppo pop.

dav

l’ingresso alla biblioteca

IMG-20170729-WA0004

una parete della biblioteca

dig

in alto: classici

dav

vermeer ed enciclopedia universale dell’arte

IMG-20170729-WA0001

lettore beato sull’amaca

dig

giovane famiglia in lettura con bambino dormiente

davnaturalmente destinata a persone in equilibrio con le proprie pulsioni, dispone di un punto ristoro (è vero, non ci sono i panini con la mortadella che tanto piacerebbero a certe critiche sciocchine; ma si possono portare i propri cibi da casa e mangiarli in un civilissimo spazio collettivo) e di una biblioteca con libri e riviste, vi si possono affittare poggiatesta e ombrellini da sole e i sorveglianti sono quasi disoccupati, poiché difficilmente chi approda ai bagni è animato dal desiderio di provocare problemi.

sdr

sotto l’ombrellone bianco si possono mangiare cibi acquistati in loco oppure portati da casa

chi si lamenta per i prezzi alti – l’ingresso costa in media quindici euro – dovrebbe riflettere sul fatto che un certo numero di ore di pace e di letizia in fondo costa quanto due cocktail, ma rende assai di più. i bagni misteriosi sono bagni da libri e con libri, perfetti dunque per chi legge e scrive. provateli.


Lascia un commento

Dei diversi modi di utilizzare la propria pensione

513tPmMXFPL__SX308_BO1204203200_

Scenario: il condominio della gioia, qualche giorno fa.

Marisa, l’inquilina più anziana e più elegante, cui mi accomuna la passione per Scerbanenco, prima dell’aperitivo condominiale apre la borsa e ne estrae una copia della “Lettura” datata 1° maggio . L’ha conservato per me perché contiene la recensione degli Uomini in grigio, il primo romanzo del Nostro. “E tienilo pure, a me non serve”.

Scenario: il condominio della gioia, stamattina.

Mentre scendo sento armeggiare nei pressi della porta di Marisa, a opera di Marisa stessa. Che con aria da cospiratrice, a bassa voce, mi dice “Il mese prossimo usciamo a cena tu, io e la Lina. Offro io, eh. E prima passo dalla Feltrinelli per comprarti Gli uomini in grigio, dovrebbero averlo.”


Lascia un commento

o sublime, beffarda sconosciuta forse in pensione

autobus

questa signora viaggia sull’autobus numero 60, a milano, armata di tre cose:

1.un device per leggere (apparentemente un sony). chissà cosa legge, in questo pomeriggio di sole, in movimento verso chissà dove, questa donna dall’apparenza serena.

2.una sigaretta elettronica, evocatrice di pacifiche svapatine (bisogna sapere che la sigaretta elettronica esercita un’attrazione irresistibile su mrs. cosedalibri, che la vagheggia argentata o nera, ripiena di liquidi privi di nicotina, da sbuffare con nonchalance).

3.una testa di capelli grigi e corti che parla di praticità, di chioma lavata in casa e asciugata in fretta. cosa che non mi piacerebbe su di me – io mi pitturerò sino alla fine, in barba alle raffinate teoriche del grigio e del bianco –, epperò la testa della signora si contempera con la stessa, è perfetta per la sua allure anarchica, di chi inconsapevolmente rivolge un sonoro gesto dell’ombrello all’umanità, perché non lavora.